Il professore di sociologia del terrorismo internazionale: “In prospettiva notiamo che l’esercito ucraino si indebolisce e quello russo si rafforza”

Il professore Alessandro Orsini, esperto di guerra e terrorismo, nel suo canale video di youtube, non ha usato mezze misure per definire la guerra in Ucraina un conflitto, “il cui esito non è possibile valutarlo di giorno in giorno. Ogni nazione può perdere qualsiasi guerra in qualsiasi momento”, tuttavia, nonostante gli slogan iniziati in tandem con la guerra, le circostanze attuali - ha sottolineato Orsini - sono chiare ed evidenti: “la Russia è avvantaggiata rispetto all’Ucraina”. E ancora, “Se ragioniamo in una prospettiva di medio e lungo periodo, possiamo notare che l’esercito ucraino si indebolisce e quello russo si rafforza; l’ucraina è senza acqua - ha proseguito Orsini -, mentre la Russia ne ha in grande quantità; il gas scarseggia in Ucraina e in Russia abbonda; mentre il territorio ucraino è devastato, quello russo è illeso e, mentre l’economia ucraina è in bancarotta, l'economia russa regge relativamente bene all’enormità delle sanzioni occidentali”. Una circostanza - ha ricordato Orsini -, confermata anche dal Fondo Monetario Internazionale che ha dovuto rivedere al rialzo la caduta del Pil russo.

Tra i fattori che hanno inciso negativamente in Ucraina come in molti altri Paesi, 20 secondo il quotidiano statunitense “New York Times”, il consumo enorme di armamenti che ha assottigliato il fondo delle riserve militari occidentali. "Un giorno in Ucraina è un mese o più in Afghanistan", ha detto Camille Grand, esperta di difesa presso il Consiglio europeo per le relazioni estere e già assistente alla segreteria generale della NATO per gli investimenti nella difesa, per descrivere il colossale e massiccio utilizzo di armi nella guerra tra Russia ed Ucraina, nettamente superiore a quello utilizzato in Medio Oriente. Solo la Francia - ha reso noto il “NYT” -, avrebbe fornito all'Ucraina il 20% di tutta la sua artiglieria esistente. Una circostanza analoga a molti altri paesi come la Polonia e i Paesi Baltici che stanno affrontando con fatica l’onere del contributo bellico fornito all'Ucraina e che spiegherebbe come l’EPF (Fondo Europeo per la Pace, ndr), si sarebbe assottigliato del 90% per rimborsare, nonostante la scelta del termine “Pace” all’interno del titolo che ne dovrebbe descrive la funzione, gli Stati membri che stanno rifornendo di armi l’Ucraina. In totale, ha sottolineato il “NYT”, i paesi della NATO hanno finora fornito circa 40 miliardi di dollari in armi all'Ucraina, un volume di denaro simile al bilancio annuale della difesa francese.

Unendo i dati e le notizie diffuse dal quotidiano “New York Times” alle analisi del professore Alessandro Orsini, sembra piuttosto difficile non dare credito alle sue parole quando, in diverse occasioni, ha spiegato che “la Russia sta combattendo con una mano dietro la schiena” dal momento che “non ha mobilitato ancora tutte le sue risorse”, militari comprese.

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