Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Saranno reclutati circa 300mila riservisti, il ministro della Difesa: “Stiamo combattendo la NATO, non solo Kiev”. Draghi all’ONU: “Fermi contro lo zar”

In un messaggio alla nazione diffuso questa mattina, il presidente russo Vladimir Putin ha decretato una parziale mobilitazione militare nel Paese per l’intervento in Ucraina.
Secondo il capo del Cremlino, solo coloro che sono nella riserva, che hanno prestato servizio nelle forze armate e hanno competenze ed esperienza rilevanti saranno reclutati per il servizio militare.
Inoltre ha aggiunto che le attività di mobilitazione inizieranno da mercoledì 21 settembre. Tenendo conto dell'esperienza dell'operazione militare in Ucraina, le reclute riceveranno anche un addestramento militare aggiuntivo prima di essere inviate alle unità, ha affermato Putin.
Putin ha spiegato di aver adottato il provvedimento "per difendere la Patria, la sua sovranità e integrità territoriale". "Per proteggere la Russia e il popolo, useremo tutti i mezzi a nostra disposizione", ha dichiarato.

Commentando il corso dell'operazione militare russa in Ucraina, il presidente ha affermato che il suo obiettivo rimane lo stesso: la liberazione dell'intero territorio del Donbass.
Poco dopo il suo intervento, sul sito web del Cremlino è stato pubblicato il decreto "Sulla dichiarazione di mobilitazione parziale nella Federazione Russa".
Secondo il documento, le autorità della Federazione Russa devono garantire che i cittadini siano reclutati per il servizio militare in virtù della mobilitazione "nella quantità e nei termini stabiliti" dal ministero della Difesa del Paese per ciascun soggetto.
Da parte sua, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, ha rivelato che nella mobilitazione parziale verranno reclutati 300mila riservisti, affermando che il provvedimento è attuato per controllare i territori già liberati durante l'operazione militare.
L'annuncio di Putin è arrivato il giorno dopo che le Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, così come le regioni ucraine di Kherson e Zaporozhie, hanno annunciato che terranno dei referendum per decidere se aderire alla Federazione Russa.


putin shoigu ima 1730845

Putin a colloquio con il ministro della difesa, Sergei Shoigu


“Stiamo combattendo la NATO, non solo l’Ucraina”
Sempre il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha dichiarato in un'intervista che la Russia non sta combattendo solo l'Ucraina ma la NATO e l'Occidente. Parole, le sue, che arrivano dopo che il presidente Vladimir Putin ha decretato una parziale mobilitazione nel Paese.
"Non siamo più in guerra con l'Ucraina, ma con l'Occidente collettivo", ha sottolineato il ministro. "Vediamo vittime civili quasi ogni giorno. Ospedali, luoghi di raduno di massa di persone vengono attaccati. Questo è il controllo totale da parte di istruttori e operatori occidentali", ha affermato, aggiungendo che il comando occidentale è quello che dirige davvero le operazioni militari da Kiev.
"Circa 70 satelliti militari e più di 200 satelliti civili, l'intera costellazione della NATO, lavorano nell'interesse dell'Ucraina", ha sottolineato.
Secondo Shoigu, durante gli scontri Kiev ha perso metà del suo esercito: "L'Ucraina era rappresentata da circa 201.000-202.000 uomini. Durante la guerra, più di 100.000 di loro sono stati uccisi”, ha detto.
Gli ultimi dati rivelati dal ministro indicano che l'Ucraina ha perso 61.207 soldati e ha altri 49.368 feriti, il che è una perdita piuttosto significativa, motivo per cui hanno già avuto la quarta ondata di mobilitazione, ha sottolineato, aggiungendo che le perdite russe sono di 5.937 soldati.

Draghi all'Onu: “Fermi contro Putin”
Intanto il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato per la seconda e ultima volta davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
La guerra della Russia all'Ucraina mina "i valori" e "gli ideali" della comunità internazionale, ha affermato il premier, che deve restare unita e ferma nella riposta all'arroganza di Mosca, anche nel caso dei referendum sul Donbass che, ancora una volta, "violano il diritto internazionale".
Il suo intervento è avvenuto nel mentre che il mondo attendeva il discorso di Putin alla Russia, rinviato ieri di ora in ora, e ha fatto un appello alla comunità internazionale a "non dividersi tra Nord e Sud", a rimanere uniti, ancora una volta, davanti alle provocazioni dello "zar", perché ne va del futuro di tutti. L'Italia "anche nei prossimi anni continuerà a essere protagonista della vita europea, vicina agli alleati della Nato", è il messaggio che lancia dal palco del Palazzo di vetro alle Cancellerie che attendono l'esito del voto del 25 settembre. Ma il discorso è concentrato tutto sulla crisi ucraina, su cui Draghi ha avuto occasione di confrontarsi in mattinata al Palazzo di Vetro con il primo ministro ucraino Denys Shmyhal.

Stare con Kiev, ha sottolineato l’ormai ex premier Draghi nel suo intervento, era l'unica scelta possibile. E ora che sul campo l'esercito ucraino ha conquistato un "vantaggio strategico importante", anche se l'esito resta "imprevedibile", non bisogna desistere dalla ricerca delle condizioni per la pace. E di intese, come quella sul grano, che portino a una "demilitarizzazione" dell'area di Zaporizhzhia, per scongiurare una "catastrofe nucleare". L'avanzata di Kiev, rivendica il premier, è stata possibile "anche grazie alla nostra assistenza militare". D'altronde un’invasione "pianificata per mesi e su più fronti" non si può fermare "solo a parole”, ha affermato Draghi. Ma va contrastata con il sostegno economico, umanitario e militare all'Ucraina e con le sanzioni che hanno avuto "un effetto dirompente sulla macchina bellica russa", ha fiaccato l'azione di Mosca, che "con un'economia più debole" farà più fatica a "reagire alle sconfitte che si accumulano sul campo di battaglia".

Le guerra però, e le sanzioni, hanno effetti negativi sempre più ingenti sui Paesi schierati contro la Russia. Le crisi innescate dalla guerra, "alimentare, energetica, economica", richiedono di "riscoprire il valore del multilateralismo", ha insistito Draghi citando il discorso del 1988 di Michail Gorbačëv sulla necessità della cooperazione per affrontare i problemi globali. E la reazione alla guerra in Ucraina, per il premier italiano, è riaffermare che la violenza gratuita non può avere spazio nel ventunesimo secolo. Proteggere i cittadini, è l'appello che Draghi rilancia dall'Onu, chiedendo anche alla Ue di "fare di più" e di imporre quel tetto al prezzo del gas su cui ancora si stenta a chiudere una intesa. L'Europa, è il messaggio che invia Draghi a Bruxelles, dove probabilmente sarà ancora lui, in attesa del nuovo governo, a trattare al Consiglio del 20 e 21 ottobre, "deve sostenere gli Stati membri mentre questi sostengono Kiev".

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

Erdogan: ''Ho incontrato Putin, ho l'impressione che voglia concludere la guerra presto''

Ucraina: l'esercito di Kiev subisce pesanti perdite nel Donbass

Guerra in Ucraina: quasi 400 bambini uccisi o feriti e milioni senza casa

Ucraina: a Leopoli trilaterale tra Zelensky, Guterres e Erdogan

Ucraina, Putin dice no alla telefonata di mediazione proposta da Erdogan con Zelensky

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy