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Secondo i suoi legali, l'agenzia di intelligence ha violato il loro diritto alla protezione delle conversazioni private

Gli avvocati americani del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, hanno annunciato oggi una causa contro la Cia e il suo ex capo Mike Pompeo, accusandoli di aver registrato le loro conversazioni e copiato i contenuti dei loro telefoni e pc. I legali e due giornalisti che si sono uniti all'azione legale, tutti americani, affermano che l'agenzia di intelligence ha violato il loro diritto costituzionale alla protezione delle conversazioni private, in questo caso con Assange, che è australiano. A loro avviso, la Central Intelligence Agency ha lavorato con una società di sicurezza ingaggiata dall'ambasciata dell'Equador a Londra, dove Assange aveva trovato rifugio, per spiare il fondatore di Wikileaks, i suoi difensori, giornalisti e altre persone che incontrava.

Il giornalista australiano rischia una pesantissima condanna per aver contribuito a diffondere documenti riservati su crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq e Afghanistan. Su di lui pendono 17 capi d’accusa, da 10 anni di detenzione ciascuno, per un totale di 175 anni di prigione circa, per aver rivelato, tramite la piattaforma Wikileaks, segreti di Stato sulle cosiddette “guerre al terrore” USA in Medio Oriente mettendo a nudo i crimini contro l’umanità commessi dall’Occidente in Afghanistan, appunto, e Iraq.

Foto © Cancillería Ecuador is licensed under CC BY-SA 2.0

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