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Israele torna a bombardare: 10 morti e 55 feriti, tra cui anche una bimba di 5 anni

Hamas e Jihad Islamica: il vostro tempo è finito. La minaccia sarà rimossa in un modo o nell'altro". Ha avuto inizio così la nuova operazione militare di Israele nella Striscia di Gaza, con una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano Benny Gantz. Nuovi bombardamenti, l’ennesima violazione dei diritti umani. Stando alle forze di occupazione sioniste, l’Idf (Israel Defense Forces), il raid odierno è stato una risposta "a seguito delle minacce dirette poste dalla Jihad islamica palestinese”. Ed ecco che dopo giorni di alta tensione, Israele è passato all'azione lanciando l'operazione “Breaking Dawn” o "Alot Hashachar”, definizioni che significano “l’arrivo di un nuovo giorno”: “l’Alba”. Ma per comprendere perché l’origine di quest’ultima escalation è necessario riavvolgere il nastro e andare alla notte tra il primo e il 2 agosto quando l’Idf ha arrestato a Jenin (Cisgiordania), un alto funzionario della Jihad islamica palestinese: Bassam al-Saadi. Un membro adolescente del gruppo è stato poi ucciso in uno scontro a fuoco fra le truppe israeliane e i militanti palestinesi. Ahmed Mudalal, funzionario della Jihad islamica a Gaza, ha affermato che il gruppo aveva avanzato richieste a Israele tramite mediatori egiziani, incluso il rilascio del militante detenuto e di un altro prigioniero, la sospensione dei raid in Cisgiordania e la revoca del blocco di Gaza, ma ha aggiunto di non avere ancora ricevuto risposta. Nel mentre la tensione, dentro e fuori la Striscia, si è fatta sempre più tesa tanto da allertare le forze di difesa dello Stato di Israele, le quali temevano possibili attacchi di ritorsione. Ieri, il primo ministro israeliano, Yair Lapid, aveva detto che non avrebbero esitato a “usare la forza per riprendere la routine quotidiana nel sud” e non avrebbero fermato la politica di arresto dei “terroristi”. Dopo aver interdetto l'accesso alle vie in prossimità della Striscia di Gaza, oggi pomeriggio Israele ha detto il via all’operazione militare “preventiva”.


bombardamento gaza deposit

Foto d'archivio: it.depositphotos.com


Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso il capo del braccio militare dell'organizzazione terroristica palestinese della Jihad islamica, Tayseer al-Jabari. Insieme a lui, secondo le forze israeliane, sono stati uccisi "tra i 10 e i 20 terroristi". L’ultimo bollettino diramato dal ministero della Salute palestinese, invece, riferisce di almeno 55 civili (e non terroristi) rimaste ferite e di 10 uccise negli odierni attacchi aerei delle Idf a Gaza. Tra queste vittime figura anche una bambina di cinque anni: Alaa Qaddom. Durante i bombardamenti sono stati colpiti diversi obiettivi nel nord della Striscia di Gaza. Nel centro di Gaza la situazione non è migliore. Uno degli edifici colpiti, infatti, è un appartamento del Palazzo "Burj Falastin" (Torre della Palestina) nel quartiere di Rimal, dove secondo gli israeliani si nascondeva il leader militare palestinese ucciso oggi. È stata inoltre colpita anche un'auto nel quartiere di Shejaiya, nella parte orientale di Gaza, e questo ha portato alla registrazione di diversi feriti, anche gravi. Più a sud, aggiunge il quotidiano palestinese “Wafa", numerosi cittadini sono rimasti feriti in un raid aereo lanciato nella città di Al Fukhari. Ci sono stati bombardamenti anche a est della città di Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale, e vicino a Khan Yunis, nella parte meridionale dell'enclave palestinese. Città, quest’ultima, gemellata con Palermo (attendiamo di vedere come si esprimerà Roberto Lagalla dinnanzi al suo primo bombardamento israeliano, nelle vesti di sindaco, ai danni del popolo palestinese). Da Ramallah, si è fatto sentire anche il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, il quale ha condannato "l'aggressione israeliana contro il popolo nella Striscia di Gaza" e ne ha chiesto "l'immediata cessazione”. E ancora: “Le forze di occupazione" israeliane sono "responsabili di questa pericolosa escalation". Infine, la presidenza di Abu Mazen ha invitato la comunità internazionale "a costringere Israele a fermare l'aggressione".


bombardamento notturno gaza


Per Israele colpiti solo “terroristi”
La propaganda israeliana continua a diffondere notizie parlando di “terroristi colpiti” ma omettendo le vittime civili e i feriti sopra citati (un dato, ahinoi, destinato a crescere ulteriormente). Nel raid di oggi è stato ucciso più di un esponente di spicco della Jihad islamica. Le Forze di difesa israeliane hanno eliminato, infatti, il capo del braccio militare dell'organizzazione terroristica palestinese della Jihad islamica nel nord di Gaza, Tayseer al-Jabari, esponente dell'omonimo clan originario del quartiere Shaja'iyah. Quest’ultimo “sarebbe stato nominato capo del comando settentrionale della Jihad islamica nella Striscia di Gaza dopo l'uccisione da parte delle Idf di Bahaa Abu al Ata, il 12 novembre 2019 - riporta l’agenzia Nova -. Al-Jabari, classe 1972, era il vicino di casa di Abu al Ata e il suo vice presso il quartier generale di Gaza nord. Al-Jabari era un membro del Consiglio militare supremo della Jihad islamica, oltre che responsabile del lancio di razzi su Israele e un istruttore del lancio di razzi. In precedenza, ha prestato servizio come ‘ufficiale’ delle operazioni della Jihad islamica nella Striscia di Gaza ed è stato l'obiettivo di due tentativi di omicidio delle Idf tra il 2012 e il 2014”. “Nel 2012 - continua l’agenzia -, Al-Jabari era con diversi alti funzionari della Jihad islamica, tra cui Abu al Ata, Khalil Bitani che sovrintendeva alla sicurezza interna e Ramez Harb sovrintendeva alle pubbliche relazioni, in un appartamento segreto camuffato in un ufficio di una società di comunicazioni. Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno di Israele, ha localizzato i quattro e l'edificio è stato attaccato da un missile lanciato da un caccia da combattimento. Al-Jabari, Abu al Ata e Betani erano sopravvissuti al bombardamento, mentre Harb era stato ucciso”.

Le manifestazioni
Migliaia di persone hanno partecipato oggi a Gaza ai funerali
di Tayseer al-Jabari, ucciso oggi in un bombardamento contro l'appartamento di Gaza City dove si nascondeva, e delle altre vittime del raid aereo. Il suo corpo è stato trasferito dall'ospedale Shifa alla moschea al-Amari - nella città vecchia di Gaza - e poi nel rione di Sajaya dove abitava e dove è stato sepolto. Nella folla spiccavano - nonostante l'elevato rischio personale - i dirigenti delle Brigate al-Quds, l'ala militare della Jihad islamica. In cielo si notavano aerei senza pilota dell'aviazione militare israeliana. "La nostra reazione non si farà attendere", ha ammonito la Jihad islamica durante i funerali. A quanto pare si trattava di un avvertimento per un prossimo lancio di razzi verso Israele (attualmente in corso). A Gaza si è subito creata un'atmosfera di guerra. . Molti hanno approfittato delle prime ore di incertezza per correre alle stazioni di benzina, per affollare supermercati e mercati ortofrutticoli. Nella popolazione è anche vivo il timore che un nuovo confronto militare con Israele possa causare ulteriori tagli alla erogazione della corrente elettrica, che già oggi è ridotta a sei ore consecutive ogni sedici. Ma ancor di più teme nuovi raid aerei nel corso della notte: un modus operandi che rientra nelle tattiche militari israeliane per alimentare il terrorismo psicologico nella popolazione “gazawee”. Un timore divenuto realtà, perché nuovi raid aerei stanno bombardando a tappeto la Striscia in queste ore notturne.


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Foto d'archivio: it.depositphotos.com


La risposta della Jihad islamica
Il segretario generale dell'organizzazione palestinese della Jihad islamica, Ziyad al Nakhalah, ha annunciato una rappresaglia contro Israele dopo l’operazione in corso. “Tel Aviv sarà tra gli obiettivi della resistenza" ha dichiarato Al Nakhalah all'emittente televisiva libanese "Al Mayadeen", aggiungendo: "Non abbiamo linee rosse e non abbiamo un posto dove fermarci o ascoltare i dettami dei dibattiti. Andiamo in guerra e auguriamo successo ai combattenti". Al Nakhalah ha anche parlato della necessità di unire le forze, considerando quanto accaduto una "occasione" e affermando di essere di fronte a un bivio: affrontare la situazione compatti o "pagare il prezzo" da divisi.  Nel frattempo, secondo quanto riferisce il quotidiano israeliano "Haaretz” e la televisione commerciale “Kan”, le autorità israeliane hanno schierato nel centro del Paese batterie aggiuntive del sistema difensivo antimissilistico Iron Dome per timore del lancio di razzi dalla Striscia, hanno richiamato 25mila riservisti, spostato brigate d’élite - come la “Brigata Golani” (conosciuta anche come 1ª Brigata di Fanteria) - sul confine con Gaza e vigili del fuoco nelle comunità meridionali. La Difesa si attende il lancio di missili dall'enclave palestinese e l'operazione, ha avvertito un alto esponente, "richiederà del tempo". Tradotto: l’ennesimo spargimento di sangue innocente nella prigione a cielo aperto più grande del mondo.

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