Il governo sta vivendo una fase delicata. L'Esecutivo "con gli ultimatum non lavora, perde il suo senso di esistere". "Se riesce a lavorare continua, se non riesce a lavorare non continua". Ma soprattutto: "Se si ha la sensazione che sia una sofferenza straordinaria stare al governo, che si fa fatica, bisogna essere chiari".

"Lo dico - ha rimarcato - anche per tanti altri che a settembre minacciano sfracelli e cose terribili".

E se il M5S non parteciperà al voto in Senato si dovrà chiedere la fiducia?


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"Primo: va chiesto al presidente Mattarella. Secondo: ho già detto che per me non c'è un governo senza 5 Stelle. Terzo: ho già detto che non c'è un altro governo Draghi. Questa situazione di fibrillazione il governo l'ha affrontata abbastanza bene, continua a lavorare".

Così ha risposto il Presidente del Consiglio Mario Draghi, in conferenza stampa con i ministri del Lavoro, Andrea Orlando, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, dopo aver incontrato i sindacati. Si è parlato di lavoro, cuneo fiscale, salario minimo e pre-crisi.

Giuseppe Conte spera di "ricevere delle pronte risposte" da Draghi il "prima possibile" per capire se restare al governo oppure uscire, dopo avergli consegnato un documento che in nove punti elenca le richieste del movimento pentastellato.


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"Quando ho letto la lettera (dei 5 stelle) ho trovato molti punti di convergenza con l'agenda di governo", ha detto il premier. Tra questi nove punti c'è il salario minimo su cui Draghi ha precisato: "È stata approvata in Europa la direttiva sul salario minimo, il governo intende muoversi in questa direzione". Intanto Conte resta in attesa di un nuovo incontro con il premier. Quest’ultimo ha incontrato oggi il segretario del Pd, Enrico Letta a Palazzo Chigi.

Ma i tempi stringono: il 16 luglio si avvicina ed è il giorno in cui il decreto legge Aiuti - che giovedì sarà all'esame del Senato - dovrà essere convertito in legge. La tensione nella maggioranza è alta e il comportamento del M5S a Palazzo Madama resta ancora un'incognita (dopo la decisione di non votare il decreto alla Camera lunedì).


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A esigere risposte anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "Noi come governo siamo impegnati sui tre fronti dei salari, della precarietà e del cuneo fiscale, e anche gli incontri che stiamo avendo in questi giorni sono importanti perché battono questi tre tavoli di lavoro. Però dobbiamo lavorare seriamente, M5S dicano se sono dentro o fuori - ha detto il neo leader di Insieme per il Futuro - Abbiamo bisogno di stabilità e invece ci troviamo nell'ennesima fibrillazione di governo, nell'ennesima crisi, dove c'è una forza politica, il M5S, che sta generando instabilità e che sta mettendo a repentaglio gli obiettivi che dobbiamo raggiungere per il paese".

Intanto Giuseppe Conte ha ribadito a Fanpage: "Contiamo come Movimento 5 Stelle di ricevere delle pronte risposte, quindi adesso ci aggiorneremo prima possibile”. Mentre dal fronte del Carroccio, il segretario della Lega Matteo Salvini, ha detto che "la Lega è da un anno e mezzo responsabile e leale. Io lascio agli altri gli strappi. Noi non mandiamo le letterine di Babbo Natale come qualcuno aspettando che succeda qualcosa".

Foto © Imagoeconomica

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