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Summit della NATO A Madrid, Medvedev minaccia: “Se Kiev entra nella NATO sarà terza guerra mondiale

E’ strage di civili in un centro commerciale in Ucraina. A Kremenchuk, nella regione di Poltava sulle rive del fiume Dnipro, nell'Ucraina centrale, "oltre mille persone" ieri stavano facendo acquisti all'interno dell'Amstor, 300 metri dalla stazione ferroviaria, quando poco prima delle 16 locali due missili russi lo hanno centrato, provocando almeno 18 morti e oltre 50 feriti, di cui 6 in condizioni gravi. In totale 36 persone risultano disperse mentre proseguono le operazioni di soccorso oltre mille sono i soccorritori al lavoro tutta la notte. Altrettanti sarebbero i civili nel mall al momento dell’attacco della Russia che però nega ogni accusa, come riporta il ministero della Difesa Russo, sostenendo che un “missile di precisione” ha colpito un deposito in cui erano stoccate armi inviate dagli Usa e dall’Europa provocando un incendio che poi si è propagato al vicino centro commerciale, che ieri “era chiuso”. Kiev sostiene invece che l’attacco russo sia stato intenzionale. “Non è un errore dei missili”, ha detto il presidente Volodymyr Zelensky parlando di attacco premeditato. Quello di ieri si tratta di “uno degli atti terroristici più temerari della storia europea. Una città tranquilla, un normale centro commerciale con al suo interno donne e bambini, civili. Prima dell’annuncio dell’allarme aereo c’erano circa mille persone”, ha detto nel suo messaggio quotidiano ai concittadini il presidente ucraino, sottolineando che fortunatamente la maggior parte dei presenti è riuscita a mettersi in salvo. Zelensky ha poi però lamentato il fatto che diverse persone siano rimaste all’interno. Condanne alla Russia arrivano anche dai leader del G7 riunitisi ieri in un incontro in Germania dove hanno cercato di rafforzare le sanzioni contro Mosca. “Un crimine di guerra”, lo hanno definito. “Gli attacchi indiscriminati a civili innocenti costituiscono un crimine di guerra”, hanno affermato in una dichiarazione che condanna l’”attacco abominevole”.





Il vertice NATO e le minacce di Medvedev
Nel frattempo si sta tenendo a Madrid il vertice della NATO in cui si è deliberato il più importante rafforzamento delle proprie capacità dalla fine della Guerra Fredda che porterà le forze ad alta prontezza oltre la soglia delle 300 mila unità, come ha riferito il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nella conferenza stampa di presentazione del vertice che si apre il 28 giugno nella capitale spagnola.
A commento del summit, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden stesso potrebbe annunciare il rafforzamento della presenza di truppe statunitensi in Polonia e alcune modifiche agli schieramenti delle forze militari nelle repubbliche baltiche, come riferisce ‘Nbc News’ citando due funzionari di difesa, due ex funzionari dell’amministrazione e un funzionario europeo. Ma la Casa Bianca, al momento, non ha commentato l’indiscrezione. Da Mosca però è arrivata una risposta in merito ai temi toccati e alle conclusioni raggiunte nel vertice spagnolo, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, in un'intervista ad Argumenty i Fakty, riportata dalla Tass, ha detto che “la possibile adesione dell'Ucraina alla Nato rappresenta un pericolo maggiore per la Russia rispetto all'adesione di Svezia e Finlandia”. Medvedev ha poi aggiunto: "Per noi la Crimea fa parte della Russia, e questo è per sempre. Qualsiasi tentativo di invadere la Crimea equivarrebbe a una dichiarazione di guerra contro il nostro Paese. Se uno Stato membro della Nato fa una tale mossa, porterà a un conflitto contro l'intera Alleanza del Nord Atlantico, la terza guerra mondiale, un disastro totale”, ha concluso.

Foto: it.depositphotos.com

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