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I russi conquistato l’insediamento di Zolote e sono pronti ad accerchiare Lysychansk

Oggi per l’Ue è una giornata storica: il Parlamento europeo con una maggioranza schiacciante, (529 voti favorevoli, 45 contrari e 14 astenuti) ha approvato lo status di Paese candidato all’Unione Europea nei confronti della Moldavia e dell’Ucraina, o meglio di quel che ne resta.
Si attende solo la convalida dal Consiglio europeo: “Stiamo aspettando il via libera... L’obiettivo chiaro è la piena adesione all’Unione Europea”, ha dichiarato Andriy Yermak, capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, nonostante la procedura potrebbe richiedere anni.
Lo scorso 17 giugno è stata la Commissione Ue ad avanzare un parere favorevole: “L’Ucraina ha chiaramente dimostrato l’aspirazione e l’impegno del Paese di essere all’altezza degli standard europei”, aveva affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che aveva poi sottolineato come Kiev rappresenti oggi “una democrazia parlamentare molto solida, che vanta un’amministrazione eccellente. Resta ancora un lavoro importante da svolgere su stato di diritto, oligarchi, anticorruzione e diritti fondamentali, ma molto è stato fatto”.

Non una parola sul fatto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha messo al bando 11 partiti politici di opposizione che rappresentano in gran parte il 17% del popolo ucraino di etnia russa. La lista dei partiti ora banditi include: Piattaforma per la vita, Partito Shariy, Nashi, Blocco di opposizione, Opposizione di sinistra, Unione delle forze di sinistra, Stato, Partito socialista progressista dell'Ucraina, Partito socialista dell'Ucraina, Partito socialista e Blocco Volodymyr Saldo. “Piattaforma per la vita”, in modo particolare deteneva 44 seggi in parlamento ed era il più grande partito di opposizione in Ucraina.
Una “democrazia” certamente solida per gli standard europei, ben restii a ricercare soluzione diplomatiche alla tragedia ucraina.
Nella relazione di oggi viene indicata anche la volontà di concedere lo status alla Georgia, una volta completate le riforme necessarie.
Nel contesto della brutale guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, tale scelta darebbe prova di leadership, determinazione e lungimiranza”, hanno affermato i deputati europei, evidentemente compiaciuti nel tentare di rinvigorire un altro vecchio focolaio che nel 2008 vide il governo di Tbilisi entrare nell’Ossezia del sud, scatenando l’intervento russo.


yermak andriy depos

Il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak by it.depositphotos.com


Fu tra l’altro un rapporto Ue del 2009 che decretò in quel frangente che “tutte le parti in conflitto, forze georgiane, russe e forze dell'Ossezia meridionale”, avevano commesso “violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto dei diritti umani” e che era impossibile suffragare le affermazioni georgiane secondo cui le forze armate russe sarebbero entrate nell'Ossezia meridionale prima che le truppe georgiane fossero inviate il 7 agosto 2008.
Nel frattempo in Ucraina i Russi ingranano successi significativi: nella giornata di oggi l’insediamento di Zolote, assieme ai villaggi di Loskutivka e Rai-Oleksandrivka sarebbe finito interamente sotto il controllo dei combattenti della Repubblica popolare di Lugansk (LPR), mentre l’esercito ucraino, secondo il tenente colonnello della milizia popolare della LPR Andrei Marochko, si starebbe arrendendo vicino a Lisichansk e Severodonetsk.
A Lysychansk, nella regione di Lugansk, le forze di Kiev in questo momento stanno rischiando seriamente anche di essere accerchiate dalle unità russe. Una potenziale disfatta ammessa anche dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine sulla propria pagina Facebook. “Nella direzione di Severodonetsk”, si legge nella nota "il nemico ha preso gli insediamenti di Loskutivka e Ray-Oleksandrivka".

Secondo l’esperto militare Vladislav Shurygin, intervistato da Izvestial'accerchiamento del gruppo di Lisichansk rappresenta il colpo più duro per l'intero fronte di Donetsk. L'ultima frontiera dove gli ucraini possono resistere è Slavyansk e Kramatorsk.
Secondo Shurygin, tra le 8.000 e le 9.000 soldati potrebbero essere catturati nella sacca Lisichansk/Zolote. Una potenziale grave sconfitta militare che potrebbe “far crollare il fronte”.
Kiev intanto fa affidamento sui lanciarazzi Himars, arrivati oggi dagli Stati Uniti, come annunciato dal ministro della difesa ucraino Oleksiy Reznikov.
Si tratta di sistemi missilistici con una gittata di ben 80 km a cui farebbero seguito gli analoghi M31A1 per i lanciarazzi l'M270 MLRS, forniti dalla Gran Bretagna.
Palliativi che tenteranno di prolungare il conflitto ancora di qualche mese, se non di anni. Il prezzo da pagare sarà sempre più alto e non solo di vite umane.
La crisi energetica del gas ha fa portato ad alzare il livello di allerta in Germania allo stadio tre: previsti dunque il razionamento per famiglie e imprese, e la possibilità per i grossisti di aumentare i prezzi unilateralmente, dunque anche sopra i livelli di mercato.

In foto di copertina: Roma, la sede dell'ambasciata ucraina avvolta dalla bandiera europea © Imagoeconomica

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