Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Bocciata la proposta di pace in cambio di cessione di territorio ai russi

Persino il premier britannico Boris Johnson, uno dei più accaniti falchi anti-Putin, ha dovuto ammettere quest’oggi, riferendosi all’avanzata delle truppe di Mosca, che la Russia fa “progressi lenti ma tangibili”, aggiungendo che, “lasciarsi cullare dall'incredibile eroismo degli ucraini nel respingere i russi dalle porte di Kiev” sarebbe un grande errore e si renderebbe necessario dunque incrementare considerevolmente il sostegno militare occidentale.

Soluzione condivisa dalla stessa leadership ucraina, con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba che ha accusato la Nato di non fare nulla per fermare l’offensiva russa ed il premier Volodymyr Zelensky totalmente ostile alla proposta dell’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che prevedeva il riconoscimento della Crimea come territorio russo e delle repubbliche separatiste nella regione del Donbass come metodo per porre fine alla guerra.

Sembra che il signor Kissinger abbia in calendario il 1938 invece del 2022 e pensava di rivolgersi al pubblico di Monaco di quei tempi, invece del pubblico di Davos", ha commentato nel merito Zelensky.

La fine della guerra non viene dunque ancora minimamente contemplata e ancora si pensa all’arma risolutiva che possa ribaltare le sorti di un conflitto dall’esito sempre più chiaro e scontato.

A questo proposito l’amministrazione Biden si starebbe preparando ad inviare all’Ucraina missili a lungo raggio, Multiple launch rocket system o Mlrs: quest’ultimo e la sua versione più leggera, l’Himars, utilizzando un veicolo mobile, possono colpire obiettivi fino a 300 km di distanza a seconda del tipo di munizioni.

Sarebbero in grado in sostanza di colpire obiettivi anche all’interno della Russia; una prospettiva assai pericolosa, tenendo conto che funzionari russi avevano ammonito pubblicamente che qualsiasi minaccia alla loro patria innescherebbe un’escalation e che i paesi occidentali si stanno rendendo un obiettivo legittimo nella guerra continuando ad armare le milizie di Kiev.

Mentre la tanto agognata sembra rimandata ad ulteriori ecatombe e stragi di civili, Mosca avanza lenta ma inesorabile nel Donbass: Severodonetsk è occupata per quasi due terzi dalle truppe russe, in data 27 maggio Andrey Marochko, ufficiale della milizia popolare della Repubblica popolare di Lugansk (LPR), ha annunciato che tutte le rotte di ritiro sono state interrotte nel territorio della repubblica.

"Abbiamo interrotto assolutamente tutte le vie di comunicazione attraverso le quali (l’esercito di Kiev, ndr) potrebbe ritirarsi e stiamo osservando l'intero territorio", ha affermato.

Nella repubblica popolare di Donetsk il 26 maggio è stata conquistata la città di Liman, un successo militare che secondo l’esperto militare russo Vladislav Shurygin assume “non solo un significato tattico, ma anche simbolico", poiché si tratta “dell’ultimo grande insediamento sulla strada per Slavyansk, che nel 2014 è diventato uno dei centri della rivolta contro le autorità di Kiev.”

Sebbene si trovi a soli 15 km da Slavyansk, “questo percorso non sarà facile”, avverte l'esperto. Liman si trova sulla sponda opposta del fiume Seversky Donets e le formazioni di Kiev potrebbero far saltare in aria il ponte che lo attraversa, per poi difendersi lungo le sponde.

Secondo Il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, nelle ultime 24 ore sono stati distrutti un lanciamissili antiaereo Buk-M1 e un radar del sistema missilistico antiaereo ucraino S-300 vicino a Barvenkovo; missili ad alta precisione delle forze aerospaziali russe hanno colpito le posizioni della 10a Brigata d'assalto da montagna delle forze armate ucraine vicino a Bakhmut, nella Repubblica popolare di Donetsk.

In totale, dall'inizio della guerra, sarebbero stati distrutti 180 aeroplani ucraini, 127 elicotteri, 1.027 velivoli senza pilota, 324 sistemi missilistici antiaerei, 3.281 carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 438 sistemi di lancio multiplo di razzi, 1.693 artiglierie da campo e mortai, 3.218 unità di veicoli speciali militari.

Foto: it.depositphotos.com

ARTICOLI CORRELATI

Ucraina: telefonata Putin-Draghi, il leader russo assicura forniture di gas all’Italia

Ucraina: Mar d'Azov in pieno controllo dei russi, ma rallenta la loro offensiva

Ucraina: Medvedev boccia il piano Italiano per la pace. A Mariupol trovati 200 cadaveri

Guerra in Ucraina: il Pentagono sta valutando se inviare truppe a Kiev

Ucraina, nuova avanzata russa in Donbass. Anche in Bielorussia cresce tensione

Ucraina, resa degli ultimi soldati dell'Azovstal. 20mila morti a Mariupol, ora è in mano russa

Ucraina, catturato vicecomandante del battaglione Aidar. Offensiva russa nel Luhansk

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy