Dopo la notizia del progetto di attentato striscioni a sostegno del Procuratore capo di Catanzaro

"Da Falcone a Gratteri, basta tradimenti. Mai più soli i magistrati esposti". E' un messaggio chiaro quello che viene espresso dai giovani attivisti e attiviste del movimento internazionale culturale “Our Voice” e dagli studenti e studentesse dell'Associazione universitaria di Palermo ContrariaMente.
Un grido all'unisono per dimostrare che il Procuratore capo di Catanzaro non è solo in questo momento delicato in cui è particolarmente esposto dopo le notizie diffuse sull’attentato che Narcos e ’Ndrine calabresi avrebbero voluto porre in essere, con tanto di ordigno pronto ad esplodere lungo la via che quotidianamente lo porta a lavoro. Una notizia che giunge pochi giorno dopo la bocciatura del Csm nella corsa alla Procura nazionale antimafia.
Dal Friuli alla Sicilia, toccando città come Palermo, Milano, Torino, Lamezia Terme (dove si tiene il processo Rinascita-Scott, scaturito proprio dalle indagini della Procura guidata da Gratteri), i giovani sono pronti a scendere in Piazza e sostenere i magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata.


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“Abbiamo aperto queste lenzuola e questi cartelloni di fronte ai tribunali di varie città d’Italia perché ci ha profondamente allarmato il progetto di attentato nei confronti del dottore Gratteri, svelato dopo due giorni dalla bocciatura alla Procura Nazionale Antimafia da parte di alcuni componenti del Csm. - affermano con forza i giovani di Our Voice - La storia si sta ripetendo esattamente come nel 1988 quando sempre il Csm bocciò Giovanni Falcone come capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo preferendogli Antonino Meli e da lì iniziò l’isolamento del giudice che è stato un terreno fertile per la sua morte nel 1992. Perché la mafia e i sistemi criminali vivono soprattutto di messaggi. Ma mentre tutti oggi si scandalizzano per quanto accadde a Falcone, in pochissimi denunciano le nuove delegittimazioni e bocciature e questo a noi come giovani ci indigna tantissimo. Soprattutto in un’Italia che da qui al 19 luglio si riempirà di passerelle politiche e di commemorazioni sterili.
Non vogliamo altri morti né altre bare da commemorare, non vogliamo che chi si macchia oggi di tradimenti, poi si riempia la bocca di parole false ed ipocrite. Speriamo che il nostro sostegno possa dare forza al procuratore Gratteri, ai magistrati e agli uomini e donne delle istituzioni che rischiano la vita ogni giorno per noi”.


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Anche gli studenti di Giurisprudenza di Palermo hanno voluto lanciare un segnale in tal senso: "Come giovani studenti e studentesse dell’Associazione universitaria ContrariaMente vogliamo esprimere piena solidarietà e sostegno al Procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri dopo le vicende di cronaca che lo hanno visto protagonista: dalla mancata nomina alla Procura Nazionale Antimafia, alle segnalazioni riguardanti il progetto di attentato nei suoi confronti, che ci hanno subito allarmato" hanno scritto i giovani studenti di Giurisprudenza dell’associazione Contrariamente. “Il 1992 - hanno aggiunto nella nota - insegna che uno Stato-Mafia che abbandona e isola i migliori dei suoi magistrati o procuratori, crea un terreno fertile per nuovi attentati, che noi non vogliamo più vivere nel nostro Paese. Il procuratore Gratteri è per noi un punto di riferimento nella lotta alla mafia. Grazie al suo lavoro e al suo impegno quotidiano tanti giovani credono ancora nelle istituzioni oneste, in una magistratura libera, indipendente e coraggiosa e nel proprio sogno di diventare magistrato". E poi ancora: "Nel nostro piccolo, all'interno dell'Università, vogliamo impegnarci per sensibilizzare e per riportare consapevolezza su cosa rappresenta oggi la lotta alla mafia e alla corruzione nel nostro Paese e sui passi indietro che si stanno facendo nella legislazione nazionale di contrasto, schierandoci contro le degenerazioni istituzionali che ancora una volta stanno isolando i magistrati più esposti.


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Come giovani studenti e studentesse stiamo anche cercando di riportare la nostra presenza a Palermo all'interno delle aule di giustizia, spesso vuote, perché non vogliamo che la storia si ripeta con nuovi attentati e nuove stragi e non vogliamo che la cittadinanza si svegli di nuovo troppo tardi quando non c’è più possibilità di rimediare".
Intanto a difesa del magistrato è pronta a scendere in campo anche la società civile. Venerdì 13 maggio, alle 11, si sta organizzando una manifestazione davanti alla Procura di Catanzaro, in piazza Matteotti. Si intitola “La nostra ribellione, la sua scorta” ed è organizzata da Fsp Polizia di Stato, centro polifunzionale Padre Pino Puglisi, fondazione Antonio Caponnetto, Siulp, Cisl Magna Grecia, Fondazione culturale Paolo di Tarso, movimento civico Noi, Celm.
E anche in altre Regioni c'è chi vuole continuare questa sorta di "Scorta civica" al magistrato. Perché non è più il tempo di restare inermi. E trent'anni dopo le stragi non è possibile permettere che tornino a suonare i suoni delle bombe.


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