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Secondo il capo del Cremlino la Cia avrebbe organizzato l’assassinio di giornalisti russi

"Un altro obiettivo (dell'Occidente) sta emergendo: dividere la società russa, distruggere la Russia dall'interno". Questo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione del Collegio della Procura Generale.

Sforzi che però “non hanno successo” ha aggiunto il capo del Cremlino, sottolineando che la società russa mostra “maturità e coesione”, sostenendo le forze armate del suo paese.

Putin ha poi denunciato come l'Occidente sia “passato al terrore, alla preparazione dell'assassinio" di giornalisti russi dopo aver fallito nel "campo dell'informazione".

Un chiaro riferimento all’arresto avvenuto lunedì da parte dell’FSB di sei imputati neofascisti per il tentato omicidio del giornalista Vladimir Solovyov, del direttore generale dell'agenzia di stampa Rossiya Segodnya Dmitry Kiselev, del caporedattore del canale televisivo RT Margarita Simonyan e altri rappresentanti di i media russi.
Durante le perquisizioni, sono stati rinvenuti un ordigno esplosivo fatto in casa, otto bombe molotov fatte in casa, sei pistole PM, un fucile da caccia mozzato, una granata RGD-5, stupefacenti, falsi passaporti ucraini e letteratura nazionalista.

Secondo il quotidiano “Izvestia”, i sei imputati agivano su incarico speciale del Servizio di sicurezza dell’Ucraina e durante l’interrogatorio hanno confessato di aver pianificato di assassinare i noti personaggi dei canali televisivi russi con l’intenzione, una volta commesso i crimini, di nascondersi in un altro paese.

In questo contesto, Putin ha osservato che i servizi di sicurezza stranieri sembrano consigliare a Kiev in merito agli attacchi contro i giornalisti russi. "Conosciamo per nome i responsabili dei servizi occidentali, principalmente la CIA, che lavorano con le agenzie di sicurezza ucraine", ha affermato.

Che le agenzie d’intelligence statunitensi diano sostegno alle controparti ucraine non sarebbe un segreto: un’inchiesta di Yahoo News pubblicata a gennaio di quest’anno, citando le testimonianze di ex funzionari della Cia, rivelava che la Central Intelligence Agency aveva condotto addestramento paramilitare per le forze operative speciali ucraine in una struttura negli Stati Uniti meridionali come parte di un programma segreto iniziato nel 2015, e ha inviato paramilitari dell'agenzia al fronte nell'Ucraina orientale per fornire consulenza reciproca.

Non sarebbe neppure una novità in Ucraina la persecuzione del giornalismo libero o dissidente: a partire da golpe di Maidan finanziato dagli Stati Uniti nel 2014, giornalisti oppositori sono stati assassinati uno dietro l’altro, come da tradizione delle peggiori purghe dispotiche. Inaugurò questa triste lista, il giornalista e scrittore filorusso Oles Buzina, giustiziato sotto casa a Kiev. Nello stesso giorno era stato poi ucciso da un commando Sergej Sukhobok, titolare di un sito internet e di un piccolo giornale che contrastava la politica del governo e sostiene le ragioni della gente del Donbass ribelle. Poco prima, nel pomeriggio, altri killer avevano freddato Oleg Kalashnikov, ex deputato del Partito filorusso delle Regioni e considerato un grande oppositore dei movimenti che hanno protestato l'anno scorso sulla Majdan. Sarebbe stata poi la volta delle blogger Svetlana Naboka e Marina Zhavoronkova, scomparse dopo essere state prelevate da esponenti dei servizi segreti ucraini e portate nel palazzo addetto agli interrogatori di Piazza Kulikovo, a Odessa.
Si era insomma creato in Ucraina, quello che persino Repubblica definiva un “inquietante clima di odio e di desiderio di vendetta.

Un clima che non si è spento in questi mesi, tutt’altro: il 31 marzo scorso è stato arrestato Gleb Lyashenko, blogger ucraino accusato di “alto tradimento” e “sabotaggio”. Rischia 15 anni di carcere semplicemente per aver diffuso alcuni contenuti giudicati anti-patriottici dalle autorità ucraine.

Mentre l’informazione dissidente viene fatta tacere, non si ferma la macchina bellica occidentale che persegue la guerra ad ogni costo come risoluzione del conflitto: Il vice consigliere per la sicurezza nazionale Jon Finer ha affermato che gli Stati Uniti annunceranno presto un nuovo pacchetto di armi per l'Ucraina questa settimana che si andrà aggiungere ai 3,4 miliardi di dollari di materiale bellico che Washington ha fornito dall’inizio della guerra. Sabato anche il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato un nuovo trasferimento di armi. "Il Regno Unito sta fornendo più aiuti militari difensivi, inclusi veicoli per la mobilità protetta, droni e armi anticarro", ha assicurato l'ufficio di Johnson.

Foto © Imagoeconomica

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