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Grave provocazione. Possibile che le forze ucraine, sprovviste di sistemi radar, siano state coordinate dagli USA

La notte tra il 13 e il 14 aprile è avvenuto qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’entità e le conseguenze di un conflitto che assume sempre più il carattere di uno scontro diretto tra la Nato e la Federazione Russa.
Secondo il Washington Post che cita fonti dell’amministrazione statunitense, l’affondamento dell’incrociatore lanciamissili russo Moskva sarebbe stato provocato da un missile antinave RK360MC Neptune (derivato ucraino del russo Kh-35U) lanciato da batterie costiere al largo di Odessa.
Chissà che la resistenza non abbia goduto dell’imbeccata dell’intelligence Usa”, riporta in un’ardita analisi Il Corriere della Sera: sembra effettivamente abbastanza improbabile che le batterie missilistiche Ucraine, senza radar, siano riuscite da sole in questo colpo di mano. È molto probabile che siano stati guidati nelle coordinate tramite AWAKS americani o droni Global Hawk. Un’ipotesi avvalorata dalla segnalazione, in data 14 aprile, di un aereo statunitense di monitoraggio, tracciamento terrestre e navale P-8A Poseidon sopra la Romania, in direzione del Mar Nero. Per questi ultimi e per i droni Global Hawk una base operativa si trova proprio a Sigonella, in Sicilia, e se il loro ruolo nell’affondamento dell’incrociatore fosse confermato, significherebbe che la Nato ed in particolare l’Italia, sarebbe già ora coinvolta in uno scontro diretto con Mosca!
Intanto il Pentagono promette di consegnare nuove armi pesanti all’Ucraina in meno di una settimana dopo che Washington ha approvato l’invio di sistemi d’arma per un valore di 800 milioni di dollari: un pacchetto che include 18 cannoni Howitzer da 155mm e 40.000 munizioni di artiglieria; 200 mezzi meccanizzati M113 e 100 Humvee; 300 droni Switchblade, 500 missili Javelin e migliaia di altri sistemi anti carro; 11 elicotteri Mi-17; 10 radar AN/TPQ-36 per individuare l’artiglieria avversaria e due AN/MPQ-64 Sentinel per la sorveglianza aerea; sistemi anti navi, equipaggiamento protettivo per attacchi chimici, biologici e radiologici.
Un’iniziativa a cui, come riportato dal Washington Post (Wp), è seguita una nota diplomatica formale della Russia che avvertiva come tali spedizioni stanno alimentando il conflitto e potrebbero portare a “conseguenze imprevedibili”.
Le evidenze di un coinvolgimento occidentale diretto nella guerra con Mosca si fanno d’altro canto sempre più limpide.
Georges Malbrunot, giornalista del quotidiano francese Le Figaro, ha confermato la presenza, pochi giorni fa, di unità speciali d'élite degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Si tratterebbe dei soldati del British Special Air Service (SAS) e dei soldati della prima unità operativa delle forze speciali Delta dell'esercito americano.  Non sembra casuale in questo senso che la Russia abbia recentemente chiuso l’ingresso al Primo Ministro Boris Johnson, così come al Ministro degli Esteri Elizabeth Truss e al Ministro della Difesa Ben Wallace.
Come scrive il reporter Giorgio Bianchi, testimone oculare nel Donbass, “il rischio concreto in questo momento è che su quella martoriata terra si abbatta una tempesta di fuoco, come non se ne sono mai viste nella storia. Un qualcosa di così terribile, che sia di monito per tutti.
Per la Russia la sconfitta non è assolutamente contemplata in questo conflitto e data l’irragionevolezza delle autorità ucraine, dato il pilotato deragliamento delle trattative (che al palazzo Dolmabahce di Istanbul stavano decretando il possibile status neutrale e non nucleare di Kiev), i futuri scenari che si aprono all’orizzonte con questo conflitto appaiono sempre più apocalittici di giorno in giorno.
Nessuno sembra più prendere in considerazione un accordo per una sostanziale autonomia per il Donbass, in modo da creare un “cuscinetto” che separi la Federazione Russa dalla NATO; l’unica risposta avvalorata dalla propaganda di guerra è l’invio costante di armamenti fino ad un’ipotetica vittoria finale di Kiev.
Pesa in questo senso anche la stupida, criminale, indisponibilità ai negoziati anche da parte dell’Unione Europea che ha portato a 1,5 miliardi di euro gli aiuti militari a Kiev in seguito alle funeree dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell.
"Torno con una lista di armi di cui gli ucraini hanno bisogno. E noi la seguiremo".
Intanto proseguono i preparativi russi per un’imminente grande offensiva russa nel Donbass: gli ucraini occupano nella regione postazioni consolidate in otto anni di guerra contro le autoproclamate repubbliche russofone di Donestk e Lugansk; posizioni che, stando ai documenti trovati dall’esercito russo in un comando militare ucraino, avrebbero dovuto costituire il trampolino di lancio di una grande guerra-lampo atta a conquistare i territori in mano alle milizie filorusse.
Kiev, pur avendo sempre negato tali propositi, nei giorni precedenti l’attacco russo aveva intensificato i bombardamenti dell’artiglieria ucraina contro le repubbliche ribelli ed ora vede concentrati i suoi migliori reparti in quel settore.
La Russia sta dunque preparando il terreno all’offensiva colpendo i depositi di armi, munizioni, viveri, cercando di limitare la capacità di Kiev di rifornire e rinforzare le truppe nel Donbass in vista di uno scontro sanguinoso che avrà con ogni probabilità il suo epicentro tra Kramatorsk e Slavyansk.
Come scrive la rivista militare “Analisi Difesa” si preannuncia “una battaglia campale come non se ne sono viste in Europa dalle ultime fasi della Seconda guerra mondiale a cui esiste forse una valida alternativa considerato che il comando russo finora ha cercato di limitare per quanto possibile le perdite”.
Una grande opera di accerchiamento che passerà anche attraverso la conquista di Mariupol. Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov ha confermato la liberazione dello stabilimento siderurgico Ilyich; le Forze armate russe hanno colpito con caccia bombardieri Tu-22M3 le officine Azovstal, ultimo grande snodo della resistenza del nemico.

Foto d'archivio: it.depositphotos.com

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