L’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO è prossima

La guerra in Ucraina si è spostata sul fronte sud, dove la città di Mariupol sta per capitolare. Intanto Mosca sposta le truppe verso la Finlandia che, assieme alla Svezia, desidera entrare nella NATO. Gli Stati Uniti continuano a foraggiare, senza sosta, Kiev con armamenti. Il conflitto sta modificando tutti gli assetti europei e non solo.

I russi sono determinati a prendere Mariupol, ultima città chiave nel Donbass. Si gioca tutto attorno l’acciaieria Azovstal, nei cui impianti si sono trincerati la 56esima brigata motorizzata, la 36esima brigata di fanteria di marina, uomini di Azov, divenuto reggimento, e mercenari stranieri vicini a Kiev. Secondo il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, “1026 militari della 36esima brigata marina” si sono arresi ai russi. Tra di loro ci sono anche 150 soldati feriti. Il governo di Kiev, intanto, non conferma, “non abbiamo alcuna informazione”. Le navi da guerra russe, per tutta la notte, hanno bombardato la città portuale colpendo il porto e l’acciaieria, come riportato da Dpa.

Il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ha detto che “i russi hanno distrutto gli ospedali e tutta la città. Questo è un genocidio lanciato da un criminale di guerra, Putin, contro la nostra nazione. Finché resisteremo, resisterà anche l’Ucraina”. La Tass ha riferito che la Turchia avrebbe disposto delle navi per l’evacuazione di civili dalla città assediata.

Negli ultimi giorni l’esercito russo ha tolto l’assedio a Kiev e alle città del nord dell’Ucraina, per spostare le sue truppe a Sud. L’obiettivo sarebbe conquistare tutto il Donbass per poi passare alla fase due dell’intervento russo nel Paese.

Per il presidente russo Vladimir Putin, “gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco. Sono loro che hanno creato difficoltà a portarli a un livello accettabile e l’operazione andrà avanti finché non ci saranno negoziati accettabili”, affermando che l’accusa di crimini di guerra rivolta ai soldati russi per la strage di Bucha è “un fake”. E ha proseguito, “L’operazione militare speciale della Russia in Ucraina procede secondo i piani”. Le sue parole sono arrivate durante la conferenza stampa dopo il colloquio con il suo alleato bielorusso Alexander Lukashenko.

Intanto la CNN ha scritto che gli Stati Uniti avrebbero approvato nuovi aiuti militari per Kiev. Probabilmente 700 milioni di dollari sarebbe la spesa per questo nuovo pacchetto bellico. Il Guardian ha parlato di mezzi militari russi ammassati sul confine ucraino, vicino Kharkiv e vicino Lugansk. Le truppe di Mosca sarebbero state segnalate grazie a foto satellitari fornite da Maxar Technologies

Oggi il presidente statunitense Joe Biden ha ribadito le sue parole di ieri, “sì, ho parlato di genocidio perché è sempre più chiaro che Putin sta cercando di cancellare l’idea di essere ucraini”. L’inquilino della Casa Bianca ha usato toni molto duri con Putin definendolo “dittatore”, “criminale” che deve essere processato per “crimini di guerra” e parla ora di “genocidio”. Una delle questioni più spinose è quella dei crimini commessi a Bucha, vicino Kiev, le cui responsabilità dovranno essere accertate da indagini internazionali indipendenti. Se da un lato monta la propaganda e volano parole, non bisogna dimenticare il dialogo. Lo sa bene Emmanuel Macron, presidente francese, che ha messo in dubbio il concetto di “genocidio” espresso da Biden. “Voglio cercare il più possibile – ha detto Macron – di continuare a essere in grado di fermare questa guerra e ricostruire la pace, quindi non sono sicuro che l’escalation di parole servirà alla causa”. Per la Cina è fondamentale un “cessate il fuoco e fermare la guerra” in Ucraina, secondo il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, che in risposta alle parole di Biden ha affermato “qualsiasi sforzo della comunità internazionale dovrebbe spingere per una soluzione diplomatica, non aggravare ulteriormente gli scenari”.

Viktor Medvedchuk, deputato ucraino filorusso e guida del partito d’opposizione Piattaforma di Opposizione per la Vita, è stato arrestato. Fuggito agli arresti domiciliari subito dopo l’invasione russa, Medvedchuk è accusato del sostegno ai separatisti del Donbass. Ora Volodymyr Zelensky starebbe pensando ad uno scambio con Mosca: l’oligarca Medvedchuk in cambio di ucraini detenuti dai russi, come ha scritto su Telegram.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che “l’allargamento della Nato non contribuirà alla sicurezza in Europa”, riferendosi alla possibilità che Svezia e Finlandia aderiscano all’alleanza militare. Sarebbero state pubblicate le riprese, verificate da Sky News, di mezzi militari russi con missili per la difesa costiera, sulla frontiera tra la Finlandia e la Federazione Russa. Probabilmente un deterrente e, allo stesso tempo, un monito da parte di Mosca al vicino scandinavo. Sanna Marin, primo ministro finlandese, ha chiarito la posizione del suo Paese, “la Russia è il nostro vicino” e “vediamo come si comportano in Ucraina adesso. È una guerra in Europa che non volevamo accadesse”, quindi “dobbiamo ovviamente porci la domanda su come possiamo fare in Finlandia per evitarlo”. Da qui scaturisce la decisione che Helsinki prenderà “entro poche settimane”, cioè quella di diventare membro della NATO.

La stessa posizione ha la Svezia per cui “la scelta di rotta della Finlandia ovviamente ci influenzerà”, ma l’adesione di Stoccolma alla NATO sarebbe già prevista per giugno. Il primo ministro svedese, Magdalena Andersson, ha sottolineato, “c’è un prima e un dopo il 24 febbraio”. Come dire che l’invasione russa dell’Ucraina ha tracciato il solco.

Il Cremlino aveva già minacciato di intervento militare la Finlandia, nazione confinante, per un eventuale suo ingresso nella NATO. Ora sono arrivate anche le parole di  Sergei Belyayev, funzionario del ministero degli Esteri russo, come riferito da Interfax, secondo cui la decisione di Helsinki e Stoccolma in merito all’adesione alla NATO avrebbe “gravi conseguenze militari e politiche”, siccome si tratta di “aderire ad un’organizzazione militare”.

Con la probabile entrata di Finlandia e Svezia nel Patto atlantico la tensione potrebbe salire ancora. Spingere per far crollare economicamente la Russia non sta dando i frutti sperati, ma potrebbe rivelarsi un boomerang per l’Europa stessa. Nemmeno inondare l’Ucraina di armi sta cambiando le sorti della guerra. Questo tiro alla fune sembra purtroppo non avere fine.

Foto: it.depositphotos.com

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