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"Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace" (Solferino - Libreria Editrice Vaticana) è questo l'ultimo saggio di Papa Francesco, da oggi nelle librerie e nelle edicole, assieme al "Corriere della Sera". Una pubblicazione che giunge mentre il Mondo viene attraversato da una delle più pericolose guerre del XXI° secolo, laddove il rischio di una guerra mondiale e nucleare non è una fantasia, ma una tragica possibilità.
Il Pontefice controcorrente, per le sue azioni sempre più inviso da certi porporati, ha voluto ricordare ancora una volta come la Terza guerra mondiale sia già in atto, "anche se ancora a pezzi". Pezzi che si sono via via moltiplicati ed ingranditi. "Tante guerre sono in atto in questo momento nel mondo, che causano immane dolore, vittime innocenti, specialmente bambini. Guerre che provocano la fuga di milioni di persone, costrette a lasciare la loro terra, le loro case, le loro città distrutte per aver salva la vita. Sono le tante guerre dimenticate, che di tanto in tanto ricompaiono davanti ai nostri occhi disattenti". Guerre che, appunto, sembravano "lontane", ma che il conflitto in Ucraina ha portato vicino a noi.
Quindi, proseguendo nel testo di cui vi proponiamo l'estratto pubblicato sul Corriere della Sera, ha lanciato un messaggio "eretico" di denuncia, contro quello che a livello teologico viene indicato nella Bibbia e nell'apocalisse di Giovanni come l'Anticristo.
Non un Capo di Stato, non Putin, né Biden o il Presidente Zelensky, ma le lobby delle armi.
"La guerra stravolge tutto - scrive Papa Francesco - è follia pura, il suo unico obiettivo è la distruzione ed essa si sviluppa e cresce proprio attraverso la distruzione e se avessimo memoria, non spenderemmo decine, centinaia di miliardi per il riarmo, per dotarci di armamenti sempre più sofisticati, per accrescere il mercato e il traffico delle armi che finiscono per uccidere bambini, donne, vecchi". Dietro a quelle lobby ci sono uomini che assumono il volto del male.


papa contro la guerra libro pb

Papa Francesco ha anche proposto di far portare la croce durante la Via Crucis al Colosseo, dopo domani, a una famiglia ucraina e a una russa insieme. Un messaggio altamente simbolico.
La notizia di oggi è che l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, si è scagliato contro l’idea del Vaticano: "Considero inopportuna e ambigua questa idea che non tiene conto del contesto di aggressione militare russa contro l’Ucraina. Per i greco-cattolici dell’Ucraina, i testi e i gesti della XIII stazione di questa Via Crucis sono incomprensibili e persino offensivi, soprattutto in attesa del secondo, ancora più sanguinoso attacco delle truppe russe contro le nostre città e villaggi. So anche che i nostri fratelli cattolici del rito latino condividono con noi questi pensieri e preoccupazioni".
Nel frattempo il Presidente Zelensky tace, mentre dovrebbe a sua volta intervenire per porre fine al conflitto. Ed invece l'unica cosa che sa dire è una richiesta incessante di armi all'Occidente. Ciò significa che vuole la guerra e non la pace. E cosa risponderà il Presidente Zelensky al suo popolo quando questa guerra finirà? Che lui ha preferito la via del sangue anziché la pace? Zelensky avrebbe dovuto chiedere che la via crucis fosse vissuta non a Roma, ma a Kiev! Forse il Papa con il suo gesto avrebbe anche potuto cambiare le sorti di questo conflitto, dopo aver consacrato Russia ed Ucraina al cuore di Maria.
Ma la verità è che anche dietro a Zelensky, così come dietro a Putin, c'è il potere delle lobby delle armi. Quell'Anticristo che tutti fanno finta di non vedere.

Rielaborazione grafica by Paolo Bassani

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