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Funima International è impegnata nel supportare famiglie che vivono in condizioni precarie nel Centro e Sud Italia ed offriamo - in sinergia con altre organizzazioni del territorio - attività di dopo scuola e ludiche per bambini e ragazzi, supporto psicologico, accompagnamento alla genitorialità ed opportunità di inserimento sociale e lavorativo di ragazzi ed adulti italiani e stranieri. La pandemia mondiale ha aggravato le difficoltà economiche e la situazione lavorativa di molte famiglie ma non solo, dai nostri dati emerge che il profilo più comune dei bambini e ragazzi con i quali siamo in contatto è caratterizzato da: maternità e paternità precoci, bassi livelli di scolarizzazione, presenza numerosa di figli, conflitti di coppia e/o divorzio, nonché delinquenza da parte di uno dei genitori o l’assenza di uno dei due. Fattori che influenzano fortemente il loro benessere psicofisico, e da quanto affiora dai racconti di alcuni di loro, la relazione con i genitori e familiari sembra essere spesso delineata da una profonda trascuratezza e carenza di conforto che li porta ad un senso di inadeguatezza, frustrazione ed inadempienza degli obblighi scolastici.
Emergono perciò difficoltà comportamentali, emotive e relazionali che sfociano in rabbia, aggressività, autolesionismo, violenza e disturbi depressivi che possono portare ad emarginazione, devianza dalla legalità ed assunzione di sostanze per gestire disagio emotivo e stress.
Creiamo quindi spazi che offrano alternativa e che possano essere un saldo punto di riferimento in un contesto di diffusa povertà materiale e problematiche sociali.
Spaccio all’uscita delle scuole, aumento di dodicenni assuefatti di crack, cocktail di psicofarmaci fino a bebè ricoverati in ospedale per overdose accidentale, sono vicende in rapido incremento che denotano un degrado sociale sconcertante.
Numerosi blitz, centinaia di arresti ed il sequestro di quintali di droga negli ultimi mesi dimostrano come questo business sia fiorente a Palermo e provincia; lo scorso anno infatti – come affermato dalla Prefettura e riportato da La Repubblica nel mese di gennaio – sono state consumate quasi 3,5 tonnellate tra hashish, marijuana, cocaina e crack ed è stata sequestrata più di mezza tonnellata di stupefacenti.
I Sert, centri di servizio tossicodipendenze, si trovano con le spalle al muro: sempre più utenti e meno risorse. Giampaolo Spinnato, responsabile di uno dei centri afferma: “Sono 250 i nuovi utenti annuali, gli stessi di quando il problema era l’eroina ed è in aumento l’afflusso di adolescenti”.
Ora è allarme crack, che secondo gli ultimi dati riportati dalla Prefettura, nei quartieri più poveri si comincia a farne uso già a 12 anni. Uno stupefacente che non solo induce ad un’elevata dipendenza e rapida assuefazione psicologica e fisica, ma anche molto economico e per questo accessibile ai più piccoli.
Tra gli effetti provocati dal consumo di sostanze, oltre alle gravi ripercussioni psicologiche e fisiche vi è l’aumento della microcriminalità come scippi, furti e vandalismo fino a risse ed omicidi.
Gli episodi raccontati dagli utenti agli operatori dei Sert sono agghiaccianti, tra cui prostituzione tra le più giovani in cambio di qualche dose o spiccio.
E per ultimo ma non meno importante entra in scena una nuova moda, l’uso di farmaci e psicofarmaci.
Come afferma Claudio Leonardi direttore UOC Patologie da Dipendenza ASL Roma 2 e presidente della Società italiana Patologie da Dipendenza su Repubblica.it: “Per lo sballo i ragazzi vogliono spendere poco, per questo cercano sempre sostanze nuove. Preferiscono i farmaci perché hanno l’illusione di poterne gestire l’uso e l’effetto. Iniziano ad usarle già a 13 anni, facendo mix con alcol e cannabis.
Li tranquillizza il fatto che siano legali e considerano la loro assunzione quasi al pari di una sbornia. Le trovano in internet o nei cassetti di casa e si informano in rete sul come mescolarle. I genitori purtroppo se ne rendono conto solamente quando li chiama il pronto soccorso, o quando si accorgono che i figli stanno male sul serio si rivolgono ai servizi, ma alcune volte è tardi…
… Chiariamo una volta per tutte, gli alti dosaggi di questi farmaci possono creare un danno profondo e radicato come le droghe. La dipendenza può provocare scompensi seri all’equilibrio psicofisico dei ragazzi, fino a problemi neuropsichiatrici. Effetti come allucinazioni o deliri continuano anche quando non si assumono più. Alcune volte, purtroppo, i danni sono irreversibili e si può arrivare ad una patologia psichiatrica vera e propria con cui confrontarsi tutta la vita”.

Tratto da: funimainternational.org

Foto: it.depositphotos.com

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