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Lavrov: “Pronti a creare corridoi umanitari ovunque, in qualsiasi momento”

Pause" nelle operazioni dell'esercito russo per favorire l'evacuazione di civili dall'Ucraina attraverso "corridoi umanitari". È quanto ha annunciato stamane il ministero della Difesa russo. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa ufficiale russa Tass secondo cui il Cremlino si è detto pronto “a creare corridoi umanitari ovunque” e “in qualsiasi momento”.

Fonti dell'Eliseo, inoltre, fanno sapere che il presidente francese, Emmanuel Macron, stamane ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin, e successivamente con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Il ministro degli esteri Serghei Lavrov fa sapere che una soluzione alla situazione in Ucraina verrà trovata. "Sono sicuro che l'isteria diminuirà e che l'Occidente supererà la sua frenesia", ha detto secondo quanto riporta Interfax.

Nel frattempo, Zelensky con un nuovo video annuncia che il Cremlino risarcirà l'Ucraina per tutti i danni subiti durante la brutale guerra di Mosca: "Ripristineremo ogni casa, ogni strada, ogni città". La strada della diplomazia e del dialogo deve rimanere aperta, scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “rimanendo in contatto con tutte le parti soprattutto per ottenere un cessate il fuoco nelle prossime ore, ma nel frattempo le bombe continuano ad esplodere e il popolo ucraino continua a soffrire". E ancora: "Dobbiamo portare Putin a riprendere la strada della diplomazia, ma per farlo la guerra deve finire ed è proprio Putin che deve fermarla. Il negoziato che oggi riparte deve essere reale e portare, come già detto, intanto a un cessate il fuoco”.

Nel frattempo, la delegazione di Kiev, riferisce un membro, è in viaggio in elicottero verso Brest dove si svolgerà il secondo round dei negoziati con la Russia. L’incontro, però - previsto per le 13 - potrebbe slittare alle prime ore del pomeriggio, riporta sempre la Tass.

Dopo otto giorni, l’assedio continua
Scaduta la prima settimana del conflitto non si fermano i bombardamenti. Il sito ucraino Kyiv Independent parla di sei adulti e due bambini uccisi in un edificio residenziale a seguito di un attacco russo alla città di Izyum, nel distretto di Kharkiv. La Bbc riferisce anche che nella notte non c’è stata tregua nei bombardamenti delle città da parte della Russia. Per Zelensky il cambiamento nella tattica russa, prendere cioè di mira le aree civili, mostra che l'Ucraina è riuscita a resistere al piano di Mosca per una rapida vittoria tramite un assalto di terra, ha aggiunto. "Non abbiamo altro da perdere se non la nostra stessa libertà", ha aggiunto il presidente ucraino nel nuovo video, sottolineando che l'Ucraina riceve quotidianamente forniture di armi dai suoi alleati internazionali. Ieri missili hanno colpito ancora obiettivi civili, stazioni tv e università. Parà russi sono entrati a Kharkiv, Mosca ha conquistato Kherson, Mariupol circondata e senz'acqua. Sotto le bombe a Kharkiv morta anche un'osservatrice Osce: la vittima è Maryna Fenina, una cittadina ucraina membro della Missione speciale di monitoraggio dell'Osce nel Paese. Colpite in città 3 scuole e la cattedrale.

Anche la Russia conta molte vittime. Il Cremlino parla di 500 vittime tra i suoi soldati, anche se l’Ucraina rivendica di aver ucciso 9.000 soldati russi, di aver distrutto 217 tank, 90 pezzi di artiglieria, 900 blindati e 42 lanciarazzi. Gli aerei abbattuti sono in totale 30.


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L’altra faccia del conflitto: la crisi umanitaria
Al settimo giorno di conflitto oltre alle vittime si contano anche un milione di persone fuggite dall'Ucraina, stando a quanto comunicato su Twitter dall'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati, Filippo Grandi. "In soli sette giorni abbiamo assistito all'esodo di un milione di profughi dall'Ucraina verso i Paesi vicini. Per molti altri milioni di persone, all'interno dell'Ucraina, è tempo che le armi tacciano, in modo che possa essere fornita assistenza umanitaria vitale", si legge nel tweet. Dall'inizio del conflitto ci sarebbero almeno 2.000 vittime civili, secondo il governo ucraino. Almeno 277 quelle accertate dall'Onu, che parla di un milione di profughi.

Da quando i militari russi sono entrati in Ucraina, la Polonia ha accolto più di mezzo milione di persone. Ancora una volta è la Bbc a riportare la notizia citando l'agenzia della Guardia di frontiera polacca secondo cui 95.000 persone sono entrate in Polonia dall'Ucraina solo mercoledì, mentre lunedì si è registrato un flusso di 100.000. Alle 06:00 GMT di oggi - ottavo giorno di assedio - altre 27.100 persone avevano attraversato il confine, ha aggiunto.

Le pressioni internazionali
Assieme ai profughi, anche la pressione internazionale su Putin aumenta. La Corte penale internazionale, infatti, ha aperto un'indagine su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina e l'Onu approva con una maggioranza schiacciante la risoluzione contro Mosca per l'invasione, chiedendo un ritiro "immediato" delle truppe e condannando le minacce nucleari del Cremlino.

Proseguono le proteste contro la guerra nella stessa Russia, con la polizia che ha arrestato una nota sopravvissuta all'assedio di Leningrado, la 77enne Yelena Osipova, durante una dimostrazione a San Pietroburgo.

Ieri il Dipartimento di Stato americano ha accusato il Cremlino di aver lanciato una "guerra totale alla libertà dei media e alla verità" bloccando le testate giornalistiche indipendenti e impedendo ai cittadini di accedere alle notizie sull'invasione. Sempre il Dipartimento di Stato Usa ha inoltre invitato Putin e il suo governo a "porre fine a questo bagno di sangue" immediatamente e a ritirare le truppe. La Germania - intanto - si appresta ad inviare altri 2.700 missili antiaerei all'Ucraina, mentre la Francia raccomanda "fortemente" ai cittadini francesi di lasciare la Russia se la propria presenza "non è essenziale".

Foto © Imagoeconomica

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