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Il giornalista lo disse nel 2015, l’anno dopo il golpe. Oggi ci sono i presupposti per questo scenario

E’ probabile che dalle prossime settimane, forse mesi, assisteremo a qualcosa di molto grave sulla  frontiera ucraina perché è da li che ci si prepara per convincere gli europei che bisogna colpire la Russia”. Era il 2015 quando Giulietto Chiesa, uno dei più grandi giornalisti italiani di sempre, esperto di Russia, per anni inviato de l’Unità a Mosca, pronunciava queste parole profetiche in uno dei tanti convegni che teneva in Italia, da nord a sud. Giulietto non c’è più da ormai due anni, il prossimo 26 aprile sarà il secondo anniversario della sua improvvisa scomparsa, ma il fondatore della piattaforma di informazione web Pandora Tv, è presente nella memoria di molti italiani, e non solo. Specie in questo delicatissimo momento storico, in cui l’Europa dopo decenni, sembra ripiombare nell’incubo di una guerra interna che potrebbe allargarsi e diventare mondiale. Nulla è da escludere, del resto fu lo stesso Giulietto, in questo video, ad avvertire il pubblico di questa tragica possibilità quasi sette anni fa: “Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è l’inizio della terza guerra mondiale”, aveva avvertito. E oggi, in questi giorni in cui, dopo reiterate provocazioni, minacce e promesse disilluse, il Cremlino ha avviato un’intensa operazione militare in Ucraina, giusta o sbagliata che sia, anche i social ci ironizzano, sarcasticamente, o quasi, sull’arrivo di un terzo conflitto mondiale. La terza guerra mondiale partirà dall’Ucraina, aveva fatto intendere Giulietto Chiesa. Non sappiamo se sarà così ma di certo esiste una buona possibilità e i presupposti che la stanno scatenando sono sempre gli stessi, su tutti: colpire la Russia. Il periodo in cui Chiesa fece questa conferenza era quello immediatamente successivo al golpe in Ucraina dove i neonazisti addestrati dalla NATO e foraggiati dalla CIA, avevano messo a ferro e fuoco la capitale e alcune delle principali città ucraine per spodestare il governo democraticamente eletto di Vitor Yanukovich. “Le forze che hanno abbattuto Yanucovich che combattevano nella Euromaidan”, aveva ricordato Chiesa, “erano state preparate da lungo tempo sui territori ucraini, polacchi e della repubblica Baltica. Guarda caso tutti Paesi che sono parte dell’Ue ma che non sono mai stati de-nazificati e sono entrati in Europa portandosi dietro la memoria del nazismo”, affermò il giornalista. Ancora oggi, nel 2022, l’Ucraina risulta essere un Paese non “de-nazificato” e le fazioni militari di estrema destra che devastarono l’Euromaidan nel 2014, sono le stesse che si stanno muovendo nell’ombra e contro le quali Putin ha mosso le sue forze armate.

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