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È stata una nuova giornata caratterizzata da accuse reciproche, minacce e tentativi aprire nuove linee di dialogo sul fronte della crisi in Ucraina. Tra dichiarazioni discordanti, cambi di posizione e un dialogo che non riesce a partire si è saputo di un incontro tra il presidente Vladimir Putin e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Quest’ultimo ha definito negativa la risposta degli Stati Uniti alle proposte chiave sulle garanzie di sicurezza avanzate della Russia, tuttavia secondo Lavrov c'è ancora la possibilità di raggiungere un accordo, “come capo del ministero degli Esteri, devo dire che c'è sempre questa possibilità", ha sottolineato. Putin, durante il colloqui avrebbe risposto semplicemente: “Bene”. Tuttavia una sua frase ha riportato la tensione: l'espansione della Nato verso est “è infinita e molto pericolosa”. Il presidente della Russia, citato dalla Tass, parlando delle controrisposte da dare agli Usa e all'Alleanza atlantica in merito alle garanzie di sicurezza chieste da Mosca, ha detto che questa espansione avviene “a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l'Ucraina”.

Una delle possibilità di Lavrov per cercare di riaprire una linea diplomatica sembra essere rappresentata dall’incontro di domani tra il cancelliere tedesco e Putin: un bilaterale di estrema importanza visto che si tratta di due Paesi schierati su fronti opposti ma che mantengono stretti rapporti commerciali ed economici e che condividono il progetto del gasdotto Nord Stream 2, il cui stop è stato usato dal blocco atlantista come possibile ritorsione in caso di invasione russa dell’Ucraina. Scholz ha detto però che “una nuova aggressione militare avrà delle conseguenze pesanti per la Russia”. In precedenza, il portavoce del Cremlino Peskov era stato cauto: “Ci aspettiamo che questi esigui canali per il dialogo alla fine ci permetteranno di trovare una sorta di reciprocità da parte dei nostri oppositori e il desiderio di trovare una soluzione che veramente significherà il tenere conto dei nostri interessi”, ma “nell'ambito delle questioni per noi essenziali, gli americani ignorano le nostre preoccupazioni, e mi riferisco alla questione delle garanzie di sicurezza che ha posto il presidente Putin”. “Quindi - ha proseguito Peskov - a questo proposito la situazione non è rosea, ma noi comunque speriamo. In qualità di persone ragionevoli, ci stiamo preparando al peggio, ma speriamo comunque nel meglio”.

Scholz: l’ingresso dell’Ucraina nella Nato “non è in agenda”
Nella capitale Ucraina oggi il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha incontrato presidente ucraino Volodymyr Zelensky, prima di volare domani a Mosca. “La questione dell'appartenenza alle alleanze non è in agenda” ha spiegato durante la conferenza stampa dopo l’incontro. “Ed è proprio per questo”, ha continuato il cancelliere tedesco, “che è un po' strano osservare che il governo russo stia mettendo al centro di grandi problematiche politiche qualcosa che in pratica non è all'ordine del giorno. In un certo senso, è questa la sfida che stiamo effettivamente affrontando: che qualcosa che non è affatto il problema ora sia diventato un problema”. Scholz ha assicurato all'Ucraina un'ulteriore “importante sostegno finanziario” di 150 milioni di euro da un credito già in corso, oltre a nuovi crediti sempre di 150 milioni di euro.

Ministero della difesa russo: esercitazioni militari stanno per terminare
Secondo Sergey Shoigu, le esercitazioni "su larga scala" hanno consentito di verificare la prontezza di quasi tutti i distretti militari del Paese. Le manovre si sono svolte in diverse aree, tra cui il Mar di Barents, il Mar Nero e il Mar Baltico. "Alcuni di questi esercizi stanno per finire, altri saranno completati presto", ha riassunto il capo della Difesa russa, aggiungendo che "un'ampia varietà di finte azioni del nemico viene praticata in tutte le sfere", anche in ambienti sottomarini e di superficie. Le flotte russe hanno iniziato a condurre esercitazioni a gennaio. Le esercitazioni nel Mar Nero hanno provocato malcontento da parte dell'Ucraina, che ha denunciato che "la portata senza precedenti delle manovre rende praticamente impossibile la navigazione" attraverso il Mar Nero e il Mar d'Azov.
Tuttavia, il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov ha affermato che tutte le esercitazioni militari russe sono condotte "nel rigoroso rispetto del diritto internazionale”.

Foto © United Nations Photo/Flickr

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