Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Il pontefice intervistato su Rai 3 a “Che tempo che fa”

Con un anno senza fare armi si può dare da mangiare e fare educazione per tutto il mondo in modo gratuito, ma questo è in secondo piano. Si pensa alle guerre, è duro ma è la verità. La prima categoria è la guerra, gli altri al secondo posto. Guerra ideologica, commerciale, di potere, per andare avanti. E tante fabbriche di armi”. Sono state queste le parole dette in collegamento (in differita) a Che tempo che fa dalla residenza di Casa Santa Marta dal Pontefice. Nella lunga intervista su Rai3 il conduttore Fabio Fazio non ha fatto domande sugli argomenti più scomodi, come la pedofilia, la corruzione negli ambienti ecclesiastici e le vicende giudiziarie che hanno coinvolto anche esponenti del Vaticano come il caso di Emanuela Orlandi.

Tuttavia il vescovo di Roma ha certamente toccato alcuni dei principali problemi della nostra società. La guerra, ha continuato Papa Francesco, fa parte di quel mondo che abbraccia la “cultura dell’indifferenza” e che provoca disastri umanitari come quello in corso nello Yemen: un conflitto con migliaia di vittime tra cui molti bambini. Loro, ha affermato il Pontefice, non hanno la priorità, “certo c’è chi cerca di aiutarli, ma al primo posto c’è la guerra”.  “Le guerre producono bambini che muoiono di freddo, ma anche il bambino siriano morto sulla spiaggia”, il piccolo Aylan, “e tanti altri che non conosciamo”, come quelli respinti alle frontiere da una politica “criminale”. “Per arrivare al mare soffrono tanto. Ci sono dei filmati sui lager, uso questa parola sul serio, in Libia, su cosa soffrono nelle mani nei trafficanti. Poi rischiano per attraversare il Mediterraneo, e poi a volte vengono respinti. Una cosa è vera: ogni Paese deve dire quanti migranti può accogliere. È un problema di politica interna che dev’essere pensato bene. C’è l’Unione europea, serve mettersi d’accordo per un equilibrio”.


papa fazio migranti


Mentre “adesso c’è un’ingiustizia, vengono in Spagna e in Italia, i due Paesi più vicini”. Il migrante” ha spiegato il papa “va accolto, accompagnato, promosso e integrato. Ci sono Paesi, come la Spagna e l’Italia, che con il calo demografico che vivono hanno bisogno di gente, e un migrante integrato aiuta quei Paesi. Il fatto che il Mediterraneo sia oggi il cimitero più grande d’Europa ci deve far pensare”. “C’è sempre una tentazione molto brutta: guardare da un’altra parte, non guardare. Quando c’è una tragedia, ci lamentiamo un po’ e poi è come se non fosse successo niente. Non basta vedere, è necessario sentire, toccare. Ci manca il toccare le miserie e il toccarle ci porta all’eroicità, penso a medici e infermieri hanno toccato il male durante la pandemia e hanno scelto di stare lì. Il tatto è il senso più pieno”. Invece oggi prevale “la psicologia dell’indifferenza: io vedo, ma non mi sento coinvolto”.

Il rapporto con la Terra
Pensiamo di essere onnipotenti di fronte alla Terra” - ha detto il pontefice - “dobbiamo riprendere il rapporto con la Terra dei popoli aborigeni, il buon vivere. Dobbiamo farci carico della Madre Terra: i pescatori di San Benedetto del Tronto venuti da me hanno trovato una volta tonnellate di plastica e hanno ripulito quel tratto di mare. Buttare la plastica in mare è criminale, uccide la biodiversità, uccide la terra, uccide tutto. Prendersi cura del creato è la nostra vocazione”. Infine durante l’intervista il papa ha auspicato di vedere una “Chiesa in pellegrinaggio” poiché “oggi il male più grande della Chiesa è la mondanità spirituale. Un grande teologo diceva che la mondanità è il peggio che può capitare alla Chiesa, peggio dei papi libertini. La mondanità fa crescere una cosa brutta, che è il clericalismo, una perversione della Chiesa. Il clericalismo genera rigidità, e sotto la rigidità c’è putredine. Così l’ideologia prende il posto del Vangelo”.

ARTICOLI CORRELATI

Papa Francesco: ''Il giornalismo è una missione. E' rendere il mondo meno oscuro''

Papa Francesco: ''Governi agiscano contro la pedopornografia. I responsabili sono come la mafia''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy