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Le parole di Giulietto Chiesa: ''Sarà guerra e l'Europa terreno di scontro''

Il dialogo tra Russia e Stati Uniti si è trasformato in poco tempo in un vero e proprio scontro diplomatico che potrebbe far sprofondare il mondo in un terzo conflitto mondiale. Entrambi gli schieramenti non hanno intenzione di cedere e le minacce sono sempre più esplicite. In questo scenario tornano in mente le parole del compianto Giulietto Chiesa il quale aveva già detto che in caso di guerra il teatro dello scontro sarà inevitabilmente il vecchio continente. Mentre Mosca annuncia ampie esercitazioni militari navali in diverse parti del mondo (nel Mediterraneo, nell'Atlantico e nei Mari del Nord, con oltre 140 navi da guerra ed almeno 10 mila soldati) questo mese gli Stati Uniti e i loro alleati, secondo quanto riportato da Agence France-Presse, stanno esportando un considerevole quantitativo di armi in Ucraina. Il segretario di Stato USA Antony J. Blinken, parlando con  la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, ha insistito sul fatto che  la Russia affronterà "gravi conseguenze" se vi sarà un'aggressione dell'Ucraina.
L’addetto stampa del ministero degli Esteri russo ha denunciato che i media occidentali e ucraini stanno attivamente diffondendo notizie false affermando che “siamo convinti che l'obiettivo di questa campagna sia quello di creare una cortina fumogena per le proprie provocazioni su larga scala, anche di natura militare, che potrebbero avere le conseguenze più tragiche per la sicurezza regionale e globale”. La portavoce del Cremlino ha anche confermato la notizia riportata dall’agenzia francese: “sono già stati organizzati almeno 6 voli", che hanno portato "circa 460 tonnellate di armi" tra cui “sistemi anticarro portatili per l'uso in ambienti urbani” e “30 sistemi missilistici anticarro Javelin e 180 missili” precisando che l’esercito ucraino sta venendo addestrato da istruttori occidentali. Le controparti Occidentali hanno affermato che rimangono solo due strade: la guerra o la diplomazia. “La via diplomatica" ha detto Blinken è “la via maestra per superare il conflitto”. Destinatario del messaggio - oltre ovviamente a Vladimir Putin - è il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, che Blinken incontrerà domani per un faccia a faccia a Ginevra.
Un fatto è certo: mai come ora l’Europa si trova sull’orlo di una vera guerra.
Blinken ha parlato ieri al telefono con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, l'alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell e la presidenza dell'Osce, rappresentata dal ministro della difesa polacco Mariusz Blaszczak. "La Russia dice che il problema è la Nato: assurdo" ha detto Blinken. "Non è la Nato che ha invaso l'Ucraina, lo ha fatto la Russia" ha spiegato. "Parliamo con una voce sola e questa coesione ci dà forza, una forza che la Russia non ha". Ossia: "Tra gli Stati Uniti ed i suoi alleati c'è intesa sul fatto che Mosca dovrà pagare un prezzo molto alto se deciderà di aggredire l'Ucraina", ripete Blinken presentandosi ai giornalisti a fianco della collega tedesca. Dopo il confronto con Baerbock, il segretario di Stato Usa ha avuto un colloquio anche con il cancelliere con l’obbiettivo di capire quali siano gli strumenti più efficaci per convincere la Russia ad intraprendere una "de-escalation". Tra le "risposte comuni, rapide e decise" ci sono ovviamente anche le sanzioni.
A distanza, da Davos è intervenuta sul tema pure la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: "L'Ue è di gran lunga il principale partner commerciale della Russia e di gran lunga il maggiore investitore. E sì, questa relazione commerciale è importante per noi, ma è molto più importante per la Russia. Speriamo che non avvenga un attacco, ma se dovesse avvenire, siamo preparati". Per evitare malintesi, lo stesso Joe Biden si è sentito in dovere di chiarire che in ogni caso la risposta alla Russia sarà netta: "Sono stato assolutamente chiaro con il presidente Putin: qualsiasi ingresso in Ucraina delle truppe russe ammassate al confine sarebbe un'invasione", ha corretto il tiro il capo della Casa Bianca dopo che ieri sera aveva lasciato intendere in caso di "piccola incursione" di Mosca la risposta non sarebbe automatica. Quella che si sta sviluppando ai confini dell'Ucraina “è una crisi dalle conseguenze globali, che richiede un'attenzione e delle misure globali", scandisce il capo della diplomazia Usa, dimenticandosi, che se un conflitto dovesse scoppiare tra le due superpotenze, l’uso di armi atomiche sarebbe certo. ''Così andiamo verso una guerra di sterminio mondiale'' aveva detto Chiesa nel 2019, dicendo quello che in questo momento nessuno ha avuto il coraggio di denunciare.

Rielaborazione grafica by Paolo Bassani

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