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"Anche l'andamento di questo processo ha fatto comprendere che i personaggi dei servizi, come quelli che sono venuti qui a testimoniare, sono sempre ‘abbottonati’, perché ci sono segreti che ancora oggi non si possono dire. Anche questo processo si è cercato di bloccarlo, di non andare avanti, perché non si vuole arrivare alla completa verità”. Sono state queste le parole del presidente dell'associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, chiamato a testimoniare dalla Corte d'assise di Bologna nell'ambito del nuovo processo sulla Strage, che vede come principale imputato l'ex di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, accusato di concorso nell'attentato. Durante la sua deposizione Bolognesi ha ribadito più volte la sua convinzione che nell'arco delle indagini e dei processi sulla Strage, esponenti dei servizi hanno contribuito a creare depistaggi e false informazioni.
Ha ricordato infatti che grazie ad una memoria dell'associazione, che tirava in ballo il cosiddetto 'Appunto Bologna' di Licio Gelli, è stato possibile riprendere in mano le indagini che poi, grazie al lavoro della Procura generale, hanno fatto scaturire l'attuale processo. "Chi nel 2022 parla ancora di spontaneismo armato in riferimento ai Nar non vuole arrivare alla verità”, ha sottolineato sempre Bolognesi, ribadendo che dietro ai Nar, esecutori materiali della Strage, ci sono una serie di manovratori, i mandanti, come Licio Gelli e Umberto Ortolani, finiti anche loro in questo processo, seppur non più imputabili perché deceduti.
Oltre a Bolognesi sono stati sentiti come testi i giornalisti Roberto Scardova e Antonella Beccaria, due degli autori del libro 'Alto Tradimento. La guerra segreta agli italiani, da piazza Fontana alla Strage della stazione di Bologna' (2016). Entrambi hanno parlato delle loro ricerche svolte sulle stragi, sulla strategia della tensione e sui depistaggi. Nel corso della testimonianza Scardova, ex giornalista Rai, si è commosso ricordando David Sassoli, recentemente scomparso, con il quale si era occupato della P2.

I consulenti della difesa: “L’uomo nella foto non è Paolo Bellini”
"Noi abbiamo concluso con un giudizio di non compatibilità dell'immagine dell'anonimo con il signor Bellini". E' quanto hanno sostenuto lo scorso 14 gennaio i due consulenti della difesa di Paolo Bellini, l'ex di Avanguardia Nazionale. Il professor Saverio Potenza, specialista in Medicina legale e docente all'università di Roma Tor Vergata e l'ingegner Alessandro Perri, perito e consulente tecnico del Tribunale di Roma hanno confrontato alcune foto di Bellini con i fotogrammi estrapolati (e migliorati) dal video amatoriale girato in stazione la mattina del 2 agosto, dove si vede un uomo che per la Procura generale è lo stesso imputato, conducendo una analisi fisionomica. Per Potenza e Perri dall'analisi delle immagini emergono 75 elementi non comparabili (quindi non utilizzabili), 23 simili e nove dissimili, di cui due dissimili rilevanti. "Già la presenza di un solo elemento non compatibile, o dissimile, se altamente indicativo, chiarisce la non compatibilità”, ha sottolineato Potenza. Per gli esperti della difesa, tra gli elementi che si scostano tra i fotogrammi dell'uomo che appare nel video e Paolo Bellini c’è la proporzione del volto, l'attaccatura dei capelli, la caratteristica del sopracciglio e la carnosità delle guance dell'imputato, il mento, la fossetta giugulare pronunciata (che nelle foto di Bellini "non si apprezza") e le linee facciali. Le conclusioni dei consulenti della difesa si discostano nettamente da quelle del perito della Procura generale, l'ingegner Giovanni Tessitore, per il quale “c’è un sostegno forte all'ipotesi" che Paolo Bellini è l'uomo con i baffi che appare nel filmato amatoriale girato dal turista straniero in stazione. Gli stessi consulenti della difesa, hanno però anche ammesso che alcune caratteristiche fisiche, come la cicatrice sul mento di Bellini, in alcune foto del soggetto non sono visibili. A questo punto i Pg hanno fatto sapere che valuteranno la possibilità di mettere a confronto in aula Tessitore e i due consulenti della difesa.

Foto © Imagoeconomica

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