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I giudici della V sezione della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso del boss Vincenzo Virga, condannato all'ergastolo il 27 novembre 2020 per l'omicidio del giornalista Mauro Rostagno (avvenuto il 26 settembre 1988), decretando che il capomafia dovrà anche provvedere al pagamento delle spese processuali di rappresentanza e difesa sostenute nel presente giudizio dalle parti civili equivalenti a 3 mila euro ciascuno.

Diventa così definitiva la condanna nei confronti del boss boss mafioso trapanese. Infatti il febbraio del 2018 la corte di Assise di Palermo, presieduta da Matteo Frasca e giudice a latere Roberto Murgia, aveva confermato la condanna di primo grado all’ergastolo per il boss di Cosa nostra ma aveva anche assolto per "non aver commesso il fatto" Vito Mazzara, accusato di essere stato il killer materiale. Chi sparò materialmente al cronista, quindi, resta ancora un mistero.

Nelle motivazioni della sentenza, con cui è stata confermata la condanna emessa dai giudici di Appello di Palermo, gli ermellini hanno dato credito a un “particolare” riferito, tra gli altri, dal collaboratore di giustizia Vincenzo Sinacori: “Francesco Messina Denaro (padre del super latitante Matteo Messina Denaro, ndr) disse di aver dato incarico a Vincenzo Virga di eseguire l’omicidio” di Rostagno. Il racconto, hanno aggiunto i giudici, “non è per nulla incompatibile con la ricostruzione di come operassero gli organi di vertice di ‘cosa nostra‘ nella deliberazione di omicidi eccellenti“. La corte di cassazione ha inserito quindi la decisione in un contesto totalmente mafioso che esclude “piste alternative”, come quella politica di ‘Lotta Continua’ - formazione della sinistra extraparlamentare dove Rostagno aveva militato - o “ripensamenti” della ‘Cupola’ mafiosa. Tuttavia questa verità era stata messa nuovamente in discussione il 16 novembre scorso quando il boss aveva presentato un ricorso straordinario.

Secondo quanto riportato all'AdnKronos dall'avvocato di parte civile Fabio Lanfranca, Virga stava cercando di "riaprire la pista interna" e che "la matrice mafiosa dell'omicidio è chiara così come il ruolo di mandante dell'omicidio Rostagno svolto da Vincenzo Virga".

A novembre si era anche espressa  Maddalena Rostagno, figlia del giornalista, commentando la notizia del ricorso straordinario: "A quanto pare si insiste sulla pista interna. Di tutte le angherie che sono state dette, scritte e fatte in questi anni, una di quelle che mi lascia più impotente e quando mi tocca leggere che mentre sparavano a mio padre, mia madre si trovasse nella sua stanza con un altro uomo. So esattamente dove mi trovavo quando ho sentito le raffiche degli spari, ero sola in camera di mia madre, e le avevo parlato cinque minuti prima per chiederle di aiutarmi nei compiti di matematica, ma lei era in ufficio. Quanta pazienza che ci vuole, quanta pazienza...", aveva detto Maddalena Rostagno.

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