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Il procuratore di Catanzaro al Festival di libri e Altrecose

"Quando parliamo di Borsellino mi soffermo sull'agenda rossa. Quando è stato ucciso Falcone nessuno si aspettava che venisse ucciso perché era a Roma, non era più in prima linea. Borsellino, invece, ha vissuto per due mesi sapendo che sarebbe stato ucciso e per questo saliva e scendeva da Roma e ogni volta tornava sempre più preoccupato, perché si rendeva conto che non aveva più interlocutori. E mentre le macchine bruciavano e c'era puzza di gomma e di carne, aprono la macchina e prendono quell'agenda rossa". Sono state queste le parole del procuratore della repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, intervenuto ieri a Pescara per il Fla, Festival di libri e Altrecose.
"Chi ha ordinato quella strage ha pensato a eliminare Borsellino e la traccia di quella strage - ha detto Gratteri - perché sapevano che Borsellino annotava tutto ogni giorno. Non abbiamo fatto chiarezza su quella strage perché manca un pezzo per capire chi ha ordinato il recupero di quell'agenda".
Arrivare a capire chi sia stato a ordinare la sparizione dell'agenda rossa di Paolo Borsellino ad oggi sembra pura utopia poiché manca la volontà politica di combattere realmente la mafia e di far piena luce sul periodo stragista. Durante la serata infatti il procuratore di Catanzaro ha detto che: "Questo Governo ha ai vertici un mago della finanza, ma sul piano del contrasto alla criminalità non ho sentito da nessun ministro pronunciare la parola mafia. Hanno dimenticato, nella riforma della giustizia, di mettere reati ambientali, corruzione, concussione e tutti reati della Pa (Pubblica amministrazione, ndr). Questo mi indigna, ma nessuno ha detto nulla. Non c'é una cosa che serve per contrastare inquinamento, la corruzione. Questo sta accadendo nel silenzio assordante di tutti tranne che del sottoscritto".

La vendetta del potere contro la magistratura
"I magistrati sono il prodotto di questa società, come tutte le professioni e le categorie. A me pare che si stia esagerando in questa analisi impietosa sui magistrati. Palamara non ha fatto le cose da solo. Non votava solo lui. Perché si parla solo di Palamara? Non ha fatto tutto da solo. In base alle statistiche i magistrati sono quelli che producono di più in Europa. C'è corruzione? Si c'è corruzione. E' accaduto, ma non penso che valga la pena buttare al rogo la magistratura - ha detto Gratteri - bisogna individuare i collusi e i corrotti ed essere feroci con loro. Se la gente pensa di unirsi al coro di certi centri di potere di rivoltare la magistratura, fanno il gioco di chi vuole vendicarsi di trent'anni di lavoro di chi ha combattuto le mafie. Dico, attenzione a non unirsi al coro. La gente non deve abboccare a questi centri di potere che vogliono indebolire lo Stato per poi far sì che sia più malleabile".
Durante la serata il magistrato ha parlato anche del suo ultimo libro, scritto assieme al professore Antonino Nicaso, 'Complici e Colpevoli: come il Nord ha aperto le porte alla 'Ndrangheta' (ed. Mondadori): "I complici e i colpevoli sono gli imprenditori, amministratori e politici. Abbiamo sempre ascoltato raccontarci che le mafie sono al Nord per il soggiorno obbligato, ma questo significa scaricare la colpa sul legislatore. Dire che le mafie sono al nord perché hanno usato violenza è una pezza, è una giustificazione parziale. La mafia che segue i soldi non è poi molto attuale. Le mafie sono al Nord perché imprenditori senza scrupoli hanno abbracciato la Ndrangheta perché hanno pensato di guadagnare". "Ancor prima del soggiorno obbligato le mafie erano al Nord. La società ha aperto le porte alle mafie. Le varie Procure hanno documentato come candidati nei Consigli comunali, regionali e parlamentari hanno chiesto appoggio di imprenditori collusi con la mafia" ha concluso Gratteri.

Foto © Imagoeconomica

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