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Per il perito Giovanni Tessitore, dal confronto emergono molte similitudini

Nonostante non ci si possa ancora dare un giudizio di "compatibilità totale", “c’è un sostegno forte all'ipotesi" che Paolo Bellini e l'uomo con i baffi che appare nel filmato amatoriale girato dal turista straniero il 2 agosto 1980 alla centrale di Bologna prima dello scoppio della bomba - costata la vita a 85 persone e che ha provocato più di 200 feriti - "siano la stessa persona". A giungere a questa conclusione è il commissario capo della polizia scientifica di Roma, l'ingegner Giovanni Tessitore, incaricato dalla Procura generale di Bologna di mettere a confronto le foto di Paolo Bellini, risalenti ai primi anni '80, e una porzione del video, digitalizzato dal perito, in cui appare l'uomo che secondo i magistrati sarebbe lo stesso Bellini, imputato in questo processo per concorso nella “strage politica e di Stato” del 2 agosto 1980, come l’ha definita la Corte d’Assise di Bologna presieduta dal giudice Michele Leoni nelle motivazioni della sentenza che un anno fa ha condannato in primo grado all'ergastolo Gilberto Cavallini per concorso nell’attentato alla stazione di Bologna ritenendolo il quarto Nar che ha agito in concorso con Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini già condannati in via definitiva come esecutori materiali della strage.
Il commissario capo Tessitore, riferendo della consulenza tecnica fisionomica da lui eseguita, ha spiegato che alla fine del 2019, dopo che era stata già depositata, a causa di un cambiamento nelle linee guida per lo svolgimento di questo tipo di esami, sono stati modificati i parametri di valutazione, in modo da renderli più stringenti e lasciare meno spazio alla discrezionalità del perito. Ma, nonostante ciò, il consulente - rispondendo alle domande del sostituto pg Nicola Proto - afferma che le sue conclusioni rimangono identiche e immutate.
Tessitore, inoltre, ha sottolineato come con il vecchio sistema emergevano, su 18 componenti specifiche del volto più una generica, "nove componenti simili tra il video e le foto, nove non comparabili e una 'dissimile spiegabile' (in quanto nel video non si vede una cicatrice vicina al labbro di Bellini, che però per il consulente si può spiegare con la scarsa definizione dell'immagine, ndr)". Con i nuovi parametri, invece, per poter sostenere l’ipotesi che l'uomo nel video sia l'imputato è necessario, ad esempio, che ci siano "due similitudini, tra foto e video, su quattro caratteristiche del volto: occhi, orecchie, naso e bocca". E secondo il perito, in questo caso le similitudini sono tre: occhi, naso e bocca. Infine, Tessitore, confermando quanto scritto nella consulenza depositata nel novembre 2019 relativamente ai due crocifissi sequestrati all'ex moglie di Bellini, Maurizia Bonini, ribadisce anche come dalle analisi svolte sia emerso che le dimensioni di entrambi "sono compatibili con quelle del crocifisso portato dall'uomo ripreso nel filmato girato alla stazione di Bologna”.

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