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20211104 speciale tg 1 stragi

Un dossier esclusivo di Maria Grazia Mazzola per far luce sull’ergastolo ostativo e 41bis facendo parlare gli addetti ai lavori

1992-1993. In Italia esplodono bombe. Vengono uccisi magistrati, uomini e donne delle forze dell’ordine, civili e danneggiato il patrimonio artistico del Paese. La criminalità organizzata vuole dettare l’agenda politica dei governi a suon di stragi: prima a Palermo e poi nel continente a Roma, Firenze e Milano. Muoiono innocenti. Il messaggio è chiaro: “Senza di noi non c’è politica”. L’ennesima mattanza che mette in ginocchio l’Italia. Ancora risuonano nei timpani della memoria gli spari delle guerre di mafia vissute a Palermo (e ancor prima quelli del terrorismo italiano). Una strategia della tensione che solo pochi funzionari di Stato hanno avuto il coraggio di contrastare. Dietro quelle bombe si celava molto di più di un’organizzazione criminale. Trattative fra Stato e mafia, servizi segreti deviati, terroristi di destra, massoneria, banche, politici. Un coacervo di interessi criminali. Una matassa i cui legami ancora oggi aggrovigliano il buon funzionamento della democrazia. Come ha risposto lo Stato a quelle bombe? Abbattendo sul piano militare la criminalità organizzata e sviluppando una legislatura antimafia - ai posteri - unica al mondo.

Ed è proprio dalla legislazione antimafia post stragi che partirà lo speciale di Rai1 - in onda domenica 7 novembre alle 23:40 - realizzato da Maria Grazia Mazzola per ripercorrere alcune fasi del braccio di ferro tra lo Stato e la mafia. Ergastolo ostativo e carcere duro saranno i “blocchi di partenza” di una corsa indietro nel tempo (della durata di 70 minuti) in cui la giornalista affronterà i pronunciamenti di incostituzionalità della CEDU e della Corte costituzionale sui due regimi penitenziari. Sentenze che per la prima volta hanno cambiato la legislazione antimafia post stragi: anche gli ergastolani ostativi potranno accedere ai permessi premio e alla libertà condizionale senza collaborare con la giustizia. Cade la presunzione assoluta di pericolosità.

Maggio 2022: è la data limite entro la quale il Parlamento dovrà fare una legge che stabilisca quali ergastolani ostativi potranno accedere ai benefici e quali no.

Le decisioni della CEDU e della Corte costituzionale influenzeranno anche il 41 bis? Un boss può ravvedersi? E inoltre: se i boss che non collaborano potranno chiedere e ottenere benefici e libertà condizionale, allora perché dovrebbero decidere di collaborare con la giustizia? A queste domande Maria Grazia Mazzola lascia rispondere gli addetti ai lavori.

Lo speciale - realizzato con il montaggio di Valentina Fravili, le ricerche di Giulia Trentini e le grafiche di Marco Fiore - raccoglie, infatti, le testimonianze inedite dei consiglieri togati al Csm Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita. Ma anche quelle dell'ex giudice a latere del Maxiprocesso Pietro Grasso; dell'avvocatessa Vincenza Rando, vicepresidente di Libera; dell'ex Presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo; dei Garanti Nazionali dei detenuti Palma e Rossi; del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho; Nessuno Tocchi Caino con Elisabetta Zamparutti. E ancora: Maria Falcone; Salvatore Borsellino; Roberto Saetta; il Presidente del Tribunale di Palermo Antonio Balsamo; Aaron Pettinari, caporedattore del nostro giornale; la Presidentessa del Tribunale di Sorveglianza di Milano Giovanna Di Rosa.

Inoltre, lo speciale di Rai1 racchiuderà anche le testimonianze dell’avvocato Giuseppe Aloisio, difensore dello stragista Giuseppe Graviano, e dell’avvocatessa Antonella Mascia, legale del boss calabrese Marcello Viola, che per la prima volta racconterà il ricorso alla CEDU del suo assistito con 4 ergastoli e di come lo abbia vinto cancellando per sempre l'ergastolo ostativo.

In conclusione: “Può un boss stragista ravvedersi senza collaborare? Quanto ha inciso l'ergastolo ostativo in questi anni di contrasto alle mafie? Quale è il segnale che arriva ai boss?”, si interroga la giornalista su Facebook.

Per rispondere a queste domande bisognerà sedersi comodi nel divano, sorseggiare un buon caffè - lo speciale andrà in onda in seconda serata - ed essere disposti a mettersi in discussione, perché in 70 minuti si ripercorrerà la storia degli ultimi 30 anni del nostro Paese: una Storia segnata da omicidi eccellenti, sangue innocente e stragi che hanno dilaniato il nostro Paese per sempre.

Bisognerà, infine, brandirsi di coraggio, perché terminata la visione del dossier ciò che è certo è che in tutti i telespettatori sorgeranno due ulteriori domande: “Dov’ero io in quei momenti?”. “E ora cosa posso fare?”. Al pubblico l’arduo compito di rispondere.

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