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Oggi 50mila persone hanno manifestato a Milano contro la Pre-Cop26

System change, not climate change”. E’ questo uno dei vari slogan scritti e lanciati nel corso della maxi manifestazione organizzata da Friday’s For Future che si è tenuta questa mattina a Milano nelle ore in cui i principali leader mondiali si riunivano nella città al famoso summit per il clima Pre-Cop26. 50 mila anime, per lo più giovanissime, hanno sfilato in protesta tra le strade di Milano guidate dall'organizzazione ambientalista Fridays For Future (FFF). Una marcia e una manifestazione coloratissima e vivacissima nel corso della quale le giovani generazioni, che erediteranno il pianeta, hanno chiesto con forza azioni concrete da parte dei membri del sistema politico mondiale e la fine delle promesse disilluse. “Basta bla bla bla”, aveva detto Greta Thunberg, la giovane svedese che ha ideato il movimento verde, anche lei presente, insieme a molti leader coetanei di collettivi per il clima, alla manifestazione di oggi. Più fatti, meno parole. E’ questo il messaggio che viene lanciato dai dimostranti stufi di assistere a falsi programmi politici in difesa dell’ambiente conditi da mera retorica e opportunismo. Tra le varie associazioni che hanno aderito in presenza in maniera vigorosa c’era anche il movimento Our Voice. A rappresentare i giovani di Our Voice è stata Sonia Bongiovanni, direttrice del movimento, che ha avuto modo di parlare alla folla dal palco.
Cosa ha fatto questo governo e questo ministero dell’ambiente?”, ha esordito la giovane.
L’Italia che ospita proprio la Pre-Cop26 è la prima colpevole, con il ministero della cosiddetta ‘transizione ecologica’ del ministro dell’ambiente Cingolani”. “Cingolani è l’ex responsabile dell'innovazione tecnologica dell'azienda Leonardo, produttrice di armamenti per il mercato della guerra internazionale ed è colpevole di aver agevolato le più grandi multinazionali petrolifere italiane intendendo, inoltre, di aprire la strada all’energia nucleare”. Colpevole, ha continuato la leader di Our Voice, “è la ministra della giustizia Cartabia che con la nuova riforma della giustizia garantirà l’impunità ai grandi colossi petroliferi e ai responsabili dei più grandi crimini ambientali”. Sonia Bongiovanni ha quindi ricordato che in questo sistema “anche la mafia svolge un ruolo fondamentale”. “Non si può più parlare di mafia italiana, di mafia come problema nazionale, perché da centinaia di inchieste e processi giudiziari emerge come la mafia è un fenomeno transnazionale e globale che gestisce traffici illeciti in tutto il mondo”, ha spiegato. E questo “grazie alle complicità e alle connivenze di istituzioni, politici, imprenditori e rappresentanti della finanza e delle banche mondiali. La mafia, oltre al traffico internazionale della droga, delle armi, gestisce il traffico mondiale di rifiuti tossici e radioattivi e ne controlla tutti i processi di smaltimento”, ha ricordato.
Traffici in cui “sono coinvolte tutte le politiche dei governi europei, ma anche paesi africani, medio-orientali, asiatici e americani”. I traffici e gli interessi delle mafie “oggi si sono espansi in altri settori della politica ambientale, come quello di traffico di animali, e poi nel settore petrolifero, nucleare, eolico e addirittura in quello delle energie rinnovabili”. “E’ fondamentale comprendere che il denaro sporco delle mafie che proviene proprio da questi traffici sostiene l’economia legale di ogni stato e di tutta la finanza mondiale”. La giovane ha quindi fatto i nomi di questi istituti: Deutsche Bank, la Hsbc, la Citibank, la Bank of America e la banca Wachovia. Tutte banche che “hanno ammesso di essersi sostenute grazie ai soldi sporchi della mafia e sono rimaste tutte impunite”. “La grande finanza ha bisogno della mafia per sopravvivere e per sostenersi”, ha sottolineato alla folla Sonia Bongiovanni, che ha in seguito accennato a come “le multinazionali e le grandi imprese petrolifere si servono della mafia per oscurare i loro reati di inquinamento e di disastro ambientale”. La giovane ha quindi chiesto giustizia sociale e ambientale. “Dobbiamo denunciare questo sistema capitalistico, fascista, razzista, criminale e mafioso che condiziona le politiche di ogni governo del mondo, in primis di quello italiano”. 
La lotta alla corruzione e alla mafia - ha concluso - come tutte le altre lotte, è fondamentale nella lotta contro la crisi ambientale e climatica, contro le disuguaglianze sociali e contro tutti i crimini contro l’umanità”.

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