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Di Matteo apprezza le parole del Presidente della Repubblica in solidarietà al Procuratore di Catanzaro espresse in seduta plenaria al Csm dopo la notizia del proposito criminoso ai danni del figlio

Poche ore fa, durante la seduta plenaria del Csm, è giunta solidarietà e vicinanza dalla più alta carica dello Stato - il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - nei confronti del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Una vicinanza espressa dopo la notizia, riferita da un pentito, di un progetto per uccidere il figlio del procuratore. Il Consiglio Superiore della Magistratura si è unito coralmente al Capo dello Stato. A esprimere le parole del Presidente Mattarella è stato il vicepresidente del Csm, David Ermini, in apertura della seduta del plenum di questa mattina.
"Vorrei aprire il plenum odierno, la prima occasione pubblica immediatamente successiva alla diffusione delle notizie di stampa relative al proposito criminoso diretto a uccidere il figlio del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri esprimendogli, a nome del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che mi ha espressamente incaricato, a nome mio e dell'intero Consiglio piena vicinanza e massima solidarietà - ha detto Ermini -. Ribadendo la forza la responsabilità e il forte impegno di tutte le istituzioni nella lotta alle mafie, nell'assicurare protezione ai magistrati, alle loro famiglie e a tutti coloro che combattono ogni giorno per liberare la società dalle organizzazioni criminali di ogni genere”.
Parole ferme e determinate che si sommano ad altri messaggi di vicinanza e solidarietà giunti nei giorni scorsi nei confronti del procuratore Gratteri. Quella espressa dal Presidente della Repubblica è anche l'affermazione di un impegno sempre più forte delle istituzioni nel contrasto alle mafie.
Il Capo dello Stato, prima di stamane, espresse solidarietà anche al consigliere togato al Csm Nino Di Matteo - il 7 luglio scorso - dopo la notizia del progetto di attentato tornato alla ribalta dalla notizia delle dichiarazioni espresse nel carcere milanese di Opera da parte di Gregorio Bellocco, boss di 'Ndrangheta e capo della cosca di Rosarno: “Anche il giudice Di Matteo lo ammazzano. Gli hanno già dato la sentenza” diceva durante l'ora di socialità con Francesco Cammarata, boss della famiglia di Riesi. E proprio il consigliere del Csm Nino Di Matteo, in seduta plenaria, ha espresso apprezzamento per l'intervento di solidarietà al Procuratore di Catanzaro, da parte del vicepresidente Ermini "ed ancora di più - ha sottolineato - la presa di posizione esplicita del Presidente della Repubblica che ha voluto manifestare, suo tramite, della solidarietà e la vicinanza ad un magistrato minacciato nei suo affetti familiari". Di Matteo, poi ha anche ricordato la vicenda in cui quest’estate il Capo dello Stato espresse "affettuosa vicinanza" nei suoi confronti "il forte impegno, da parte di tutte le istituzioni, nel contrasto della criminalità organizzata e la più ferma determinazione nel proteggere magistrati, forze dell'ordine e tutti coloro che sono esposti per l'azione coraggiosa contro la criminalità e le mafie". "Credo che sia doverosa una riflessione su tutti i magistrati esposti a gravosi impegni e rischi che finiscono per coinvolgere anche i loro familiari”, ha osservato il Consigliere togato il quale, successivamente, ha voluto ricordare anche la ricorrenza dell'uccisione del collega Rosario Livatino (21 settembre 1990) e di Antonino Saetta.
Ebbene, come al tempo, oggi giunge un ulteriore messaggio con il quale la più alta carica dello Stato - che, in qualità di parente di vittima di mafia, può comprendere più di altri le gravissime minacce rappresentate dalle organizzazioni criminali nei confronti di Gratteri - mette un freno all’isolamento che da troppo tempo persiste attorno al procuratore capo di Catanzaro. Isolamento causato sia dagli attacchi provenienti dalla criminalità organizzata, appunto, sia dalle molteplici e sistematiche delegittimazioni attuate da una certa Stampa e dalla Politica.
Anche noi ci uniamo alle parole del Presidente Mattarella. Inoltre, invitiamo e sollecitiamo tutte le istituzioni a fare altrettanto, schierandosi apertamente al fianco di Nicola Gratteri e, quindi, contro la ‘Ndrangheta e i sistemi criminali che la stessa è riuscita a tessere nel tessuto sociale sano del Paese.

Foto © Imagoeconomica

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