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Roberto Andò racconta la storia della fotografa palermitana in nuova serie tv

Una vita da donna libera. Ribelle e rivoluzionaria in un mondo profondamente maschilista e patriarcale. L’impegno politico e sociale, gli amori, le passioni, la mafia, Palermo. E l’immancabile fotografia che dietro al bianco e nero cela un fascino unico e misterioso. È la vita di Letizia Battaglia. Un romanzo che il regista palermitano Roberto Andò ha voluto narrare nella sua nuova serie tv, che prossimamente andrà in prima serata su RaiUno. Prima di lui, l’appassionante storia della fotografa è stata raccontata dal regista Kim Longinotto in “Shooting the mafia”. Ma il forte legame che lega Letizia Battaglia a Roberto Andò ha spinto quest’ultimo a raccontare in forma inedita una vita unica e antologica.

Girata tra Roma e Palermo, la serie prevede la ricostruzione dei momenti cruciali della vita della fotografa: dagli anni di piombo in Sicilia alle grandi mostre. Grandi eventi vissuti con passione e intensità, con gioia intima e serena. Storie di unica Letizia.


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Il set davanti al Teatro Massimo. Foto di Massimo Serrago


Qualcosa mi imbarazza”, ha detto la fotografa in un’intervista rilasciata alla giornalista di Repubblica Eugenia Nicolosi. “Alcune storie legate alla famiglia che avevo creato quando avevo 16 anni, il rapporto con mio marito e altri aspetti di alcune relazioni ma è giusto che in qualche modo anche queste parti della mia vita vengano fuori, è chiaro che devono esserci - ha detto -. Per il resto confesso di non aver letto la sceneggiatura ma di averla data direttamente a mia figlia che mi ha un po’ raccontato. Non l’ho fatto perché da una parte non sento eccitazione per questo progetto, dall’altro non voglio sapere nulla sul mio passato perché lo conosco già. Mi limito a fare ciò che Andò mi chiede sapendo che nonostante abbia quasi novant’anni non ho alcuna intenzione di sedermi, non è un progetto conclusivo. Il passato va raccontato agli altri, non a me”.

Sarà una delle poche volte in cui si vedrà Letizia da grande - ha continuato -, poi ci sarà un’attrice a interpretare Letizia da giovane. Come alla vera inaugurazione dell’antologica anche sul set c’erano tanti amici e amiche, tra cui il mio grande amore Santi Caleca, che vive a Milano, i miei adorati nipoti Marta e Matteo, Paolo Falcone che aveva curato la mostra, il gallerista Francesco Pantaleone, mia figlia Shobha e Lia Pasqualino che facevano le fotografie. Oltre a loro serviva una folla che facesse la parte del pubblico, tanti estranei che mi facevano domande come se fossimo stati realmente all’inaugurazione”.


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© Letizia Battaglia


Ma non è una serie tv in più. È molto altro. Per la fotografa e, prima ancora, per la Donna dietro l’obiettivo questo progetto riavvolge il rullino partendo dall’inizio. Esatto come fosse una pellicola per negativi.

È incredibile, sì. Che il mio lavoro sia riconosciuto intendo. Io ho sempre cercato di farlo bene e con impegno, sentendo che in realtà lo stavo davvero facendo bene e sentendo di crederci, anche quando ero deputato regionale purtroppo - ha risposto alla Nicolosi -. Ma accade soltanto di recente che il mio lavoro venga apprezzato e riconosciuto. Per molti anni è stata dura ma sono stata resistente e determinata, una che ha cercato una strada e alla fine l’ha trovata. Ho un enorme seguito, in Italia e all’estero, fatto di ragazze che guardano con attenzione al mio percorso e che ogni volta che sono fuori, per mostre o incontri, mi danno prova della loro vicinanza e stima. Di recente in Sardegna una ragazza piangeva commossa dall’avermi incontrata e io ho pianto insieme a lei”.

Una nuova esperienza, dunque, ma con l’obiettivo di Letizia Battaglia messo a fuoco sempre su di loro: le giovani ragazze. “So cosa vorrei io. Vorrei tanto che fosse un racconto pensato per stimolare le giovani ad avere fiducia in loro stesse. Ancora a noi donne manca la volontà di essere determinate. È bene che impariamo a inserirci ovunque tenendo presente che la cultura è fondamentale perché senza cultura non c’è rivoluzione: sono gli artisti e le artiste, in questo caso, che aprono nuove strade, che con il loro cammino determinano un modo nuovo di andare avanti e che con nuove modalità vanno avanti”.

Foto di copertina © Letizia Battaglia

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