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“Più mi criticano più vado in tv perché penso che serva raccontare un fenomeno e spiegare la sua soluzione”

Da anni Nicola Gratteri, capo della Dda di Catanzaro e magistrato di punta al contrasto alla ’Ndrangheta, è chiamato nei principali salotti televisivi, studi radiofonici e rassegne. Questo lo si deve al suo grande lavoro e all’efficienza della procura da lui presa in mano nel 2016, che, grazie al “know how” del magistrato, in pochi anni è riuscita a mettere a segno operazioni antimafia di grandissima importanza come la celebre “Rinascita-Scott”, inferendo durissimi colpi alle ‘ndrine e alle proprie ramificazioni negli ambienti di potere. Eppure questa esposizione mediatica spesso viene osteggiata e criticata da giornalisti, politici e opinionisti. “E’ il futuro ministro della giustizia”, lo aveva di recente stuzzicato a “In Onda” Luca Parenzo. Oggi Gratteri ha chiarito una volta per tutte questa sua esposizione mediatica e le ragioni per le quali decide di non declinare gli inviti per interviste e dibattiti. 
“Spesso vengo criticato perché vado continuamente in televisione”, ha detto il procuratore durante la presentazione del libro “Non chiamateli eroi” (scritto con Antonio Nicaso) a Nicotera. “Più me lo dicono e più ci vado perché penso che serva raccontare un fenomeno e spiegare la soluzione al problema di quel fenomeno”.
Non solo. L’altra ragione per cui accetta di intervenire pubblicamente è perché “la comunicazione è la mia unica arma di difesa”, ha affermato. “Se io non avessi questa notorietà, a quest’ora, mi avrebbero fatto poltiglia non appartenendo io a correnti, centri di potere e non avendo partiti”. Parole forti, queste, che rendono l’idea del sistema di potere interessato a mettere a tacere Gratteri e i colleghi come lui. Il suo impegno viene riconosciuto dalla gente comune. “Nel mio calvario abbiamo avuto la fortuna di incontrare lei”, le ha detto nel corso della serata Sara Scarpulla, la mamma di Matteo Vinci: il biologo ucciso da un’autobomba a Limbadi. “Gratteri, assieme ai suoi collaboratori, è riuscito a individuare mandanti ed esecutori del martirio di nostro figlio”.

Foto © Imagoeconomica

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