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Uccisero italiani durante la dittatura di Pinochet

La ministra della Giustizia Marta Cartabia ha recentemente firmato la richiesta di arresto provvisorio e di estradizione nei confronti di tre ex militari cileni durante la dittatura di Pinochet, condannati in Italia all'ergastolo, nell'ambito del processo Condor, per il rapimento e l'omicidio di due cittadini italiani negli anni delle dittature militari in Sudamerica. I tre erano membri dell'esercito cileno. La richiesta di estradizione firmata dalla guardasigilli riguarda Manuel Vasquez Chahuan, Orlando Moreno Basquez e Francisco Ahumada Valderrama. Quest’ultimo è colui che uccise a colpi di fucile i collaboratori del 29° Presidente del Cile Salvador Allende. La loro condanna all’ergastolo in Appello risale all'8 luglio 2019 a Roma e non avendo presentato ricorso in Cassazione le loro condanne sono diventate definitive. La richiesta della ministra Cartabia è stata inoltrata all'ambasciata italiana a Santiago del Cile.
Nei loro confronti i pm di piazzale Clodio contestano il reato di omicidio plurimo. Altre 14 condanne, per altrettanti esponenti delle giunte militari e dei servizi di sicurezza di Paesi sudamericani al potere a cavallo tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, sono diventate definitive l'8 luglio. I giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione, infatti, hanno rigettato i ricorsi presentati dai difensori accogliendo la richiesta del procuratore generale Pietro Gaeta.
Tra i nomi dei condannati compare anche quello di Jorge Nestor Troccoli, l'unico attualmente residente in Italia e arrestato dopo la sentenza, ritenuto membro dell'intelligence uruguayana e legato al regime del suo Paese. Per altri tre imputati, le cui posizioni erano connesse, invece, i giudici hanno disposto lo stralcio in attesa di acquisire il certificato di morte di uno di loro.
I tre ex militari cileni per i quali è stata chiesta l'estradizione sono accusati in particolare della sparizione di Juan Josè Montiglio e di Omar Venturelli, entrambi di origini italiane. Montiglio è stato un militante del Partito Socialista, studente universitario di Biologia e capo della Gap (Guardia de Amigos del Presidente), la scorta personale di Salvador Allende. Venne arrestato l'11 settembre del 1973, giorno del golpe. Due giorni dopo, invece, venne fucilato assieme ad altri collaboratori del presidente Allende, nel poligono di tiro a Peldehue. Nel luogo furono rinvenuti alcuni resti ossei e grazie a ciò è stata possibile l'identificazione con il Dna. Venturelli, invece, era uno dei sacerdoti che aveva guidato i "mapuches" nell'occupazione delle terre regalate ai coloni europei e per questo venne sospeso "a divinis" dal vescovo Bernardino Piñera. Divenne professore all'Università Cattolica 3 di Temuco. Si consegnò il 25 settembre del 1973 presso la caserma Tucapel, dove è stato visto in vita da altri prigionieri fino al 10 ottobre giorno in cui si presume sia stato ucciso. La maxi-indagine della Procura di Roma - resa possibile grazie anche ad un meticoloso e straordinario lavoro svolto dalla Onlus 24marzo - ha condotto anche ad ex capi di Stato ed esponenti delle giunte militari e dei servizi segreti di Bolivia, Argentina, Cile, Uruguay e Perù, accusati del sequestro e dell'omicidio di 23 cittadini di origine italiana.

Foto © Imagoeconomica

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