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Finchè Salvini "non farà dimettere Durigon dopo la sua proposta di intitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini invece che a Falcone e Borsellino, gli chiedo di non parlare più di mio fratello e di non partecipare più a cerimonie in Via d'Amelio". A dirlo è Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 assieme a 5 agenti di Polizia, in un'intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. La proposta di Durigon "se non fosse una cosa reale, sembrerebbe una barzelletta”, commenta il fondatore del Movimento delle Agende Rosse.  Si tratta di “uno sfregio alle vittime di mafia e a noi familiari che ogni giorno proviamo a tenerne viva la memoria. Mi ricorda la proposta di Gianfranco Miccichè che voleva cambiare il nome dell'aeroporto ‘Falcone e Borsellino’ di Palermo perché altrimenti i turisti che arrivavano sull'isola pensavano subito alla mafia. Una vergogna". Secondo Salvatore Borsellino, la proposta di Durigon è "incompatibile con la sua permanenza al governo" e per questo dovrebbe dimettersi.  Innanzitutto “Salvini dovrebbe allontanarlo dal suo partito, altrimenti dovrebbe essere Draghi a cacciarlo - ha commentato il fratello di Paolo Borsellino -: se il sacrificio di Falcone e Borsellino ha un significato è così che si dimostra".
Ad oggi il Presidente del Consiglio Mario Draghi tace sulla questione. “Da un governo che relega all'ultimo posto la lotta alla criminalità organizzata non ci si può aspettare niente di diverso”, ha detto Salvatore Borsellino. Il leader del Carroccio, invece, "usa Falcone e Borsellino come quando sventola il rosario: è solo un modo per accaparrarsi dei voti". Inoltre in Calabria "la Lega imbarca esponenti che sono stati inquisiti anche per legami con la ‘Ndrangheta. La Calabria oggi e' la Sicilia degli anni Ottanta e l'unico obiettivo della Lega e' ramazzare chiunque solo per qualche voto in più. Così non si fa la lotta alla mafia”, ha concluso Salvatore Borsellino.

Foto © Davide de Bari

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