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20210729 gratteri rifgiustizia la7

Il procuratore di Catanzaro: "E' la peggior riforma che leggo dall'86"

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri è tornato ancora una volta a parlare dei rimedi necessari per rendere più efficace la macchina della giustizia. Rimedi che non sono stati presi in considerazione, per l'ennesima volta, neanche nel testo sulla riforma del processo penale sul quale si è raggiunto un accordo ieri, dopo un lungo braccio di ferro nel governo e nella maggioranza. Durante il programma “In Onda” condotto da Davide Parenzo e Concita De Gregorio su La7, Gratteri ha dichiarato che questa "è la peggiore riforma che io abbia mai letto dal'86, io una cosa peggio di questa non lo mai letta", poiché ha la pretesa di garantire la ragionevole durata del processo con la 'tagliola' della improcedibilità, ossia se un processo va oltre i due anni in Appello o uno in Cassazione decade e muore.
Ma come si può accorciare il tempo di un processo?
Secondo il magistrato occorre partire dalla "geografia giudiziaria" ossia dalla riorganizzazione delle procure e dei tribunali. "In Sicilia ci sono quattro Corti di Appello per 5milioni di abitanti e il Lombardia ci sono sono 2 corti di Appello per 10milioni di abitanti" ha detto Gratteri, mentre "in Molise o in Abruzzo ci sono tribunali ogni venti chilometri". Questa situazione porta degli uffici ad essere oberati di lavoro mentre ne porta altri ad essere inoperanti, tanto che, come ha detto Gratteri "negli uffici piccoli non si riesce neanche a formare il collegio" giudicante. La soluzione proposta dal magistrato è di accorpare gli uffici più piccoli e andare a incrementare la pianta organica dov'è necessario richiamando anche i "magistrati fuori ruolo".
"Ci sono magistrati che hanno vinto il concorso per fare i magistrati ma sono nei ministeri" ha detto Gratteri, sottolineando che "al ministero degli esteri" per esempio, è "più utile un professore di diritto internazionale o un professore di diritto comunitario anziché il magistrato". Senza tenere conto anche dell'impatto economico, "un professore associato costa 2mila e 500 euro al mese, un magistrato di settima valutazione come me costa 7mila euro al mese".
Sempre rimandando sul tema della grave carenza di addetti ai lavori, Gratteri ha ricordato che la situazione è destinata a peggiorare poiché è "da un anno e mezzo che non si fanno concorsi in magistratura, la prova scritta si è fatta la settimana scorsa". Questo significa, ha detto il pm, che "noi nel 2021 avremmo meno magistrati rispetto all'anno scorso perché non si riuscirà a coprire quelli che vanno in pensione". Oltre a questo, per il magistrato, al fine di porre rimedio alla lentezza del sistema giustizia, occorre ridistribuire il lavoro e fissare nuovi criteri per i motivi di ricorso, come ad esempio per quelli della Cassazione i quali sono "quattordici volte in più rispetto alla Francia".

I 'buchi' nella Riforma
"Ci siamo dimenticati di tutti i reati che riguardano la pubblica amministrazione, ad esempio il peculato, concussione, corruzione. Cosa facciamo con questi reati? E tutti i reati che riguardano ad esempio le bancarotte? Andranno in coda e non si celebreranno". E' stata spietata l'analisi di Gratteri in merito alla riforma della giustizia.
Portata avanti con eccessiva fretta, forse anche voluta, il testo presenta moltissimi buchi e omissioni. "Avete pensato alle parti offese? Avete pensato a quello che accadrà" ad esempio per le tragedie come "quelle della funivia", (tragedia del Mottarone n.d.r)" o "il Ponte di Genova". Chi risarcirà le parti offese?" - ha detto Gratteri, aggiungendo poi davanti alla sorella di Stefano Chicchi, Ilaria, arrivata in un secondo momento in trasmissione - che "con questa riforma il processo per il fratello di Ilaria non si sarebbe mai celebrato" perché tale processo è durato dodici anni e con l'improcedibilità sarebbe estinto.
Per Gratteri "in due anni questi processi (Mottarone e Ponte Morandi) non si farà in tempo a celebrarli" puntualizzando che "attualmente tutti i procuratori di Italia stanno dicendo che in due anni il 50% dei processi sarà improcedibile". E non solo. Un effetto collaterale della riforma sarà che "i magistrati in Appello e in Cassazione lavoreranno di meno perché se io prendo un modulo prestampato, basta che lo compilo mettendo la data dell'iscrizione del reato e il numero del procedimento, poi dico che sono passati due anni. Ed è finito. E' improcedibile".
Durante la trasmissione si è paragonata l'attuale riforma della giustizia con quella del cosiddetto 'processo breve' volta da Silvio Berlusconi la quale prevedeva tre anni in primo grado, due anni in secondo e un anno e mezzo per la Cassazione. Gratteri ha detto che "Berlusconi avrà fatto qualche modifica che lo interessava ma non ha toccato tutto il sistema" lasciando ad intendere che i danni che provocherà l'applicazione della riforma attuale saranno estremamente gravi.

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