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La sentenza definitiva verrà emessa nel mese di agosto

La Prima Sezione del Tribunale della Corte di Giustizia dell'Honduras, con giurisdizione nazionale, ha dichiarato David Castillo colpevole dell'omicidio della leader ambientalista honduregna Berta Cáceres, avvenuto il 3 marzo del 2016 nel quale fu colpito anche l'attivista messicano Gustavo Castro.
Questa è una sentenza di condanna storica in un Paese dove ambientalisti ed indigeni vengono assassinati nella totale impunità.
A breve, nel mese di agosto ci sarà possibile conoscere la sentenza con tutti i dettagli. David Castillo, in quanto colpevole, rimarrà in carcere fino alla sentenza finale.
Le oltre 60 prove presentate contro Castillo sono state fondamentali per confermare il suo ruolo di tramite tra i mandanti, i manager ed i proprietari della società Desarrollos Energéticos (DESA) e la sicari che hanno eseguito il crimine.
Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell'Honduras, COPINH, ha emesso un comunicato del quale ci facciamo portavoce:
"Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell'Honduras, COPINH, gruppo legale del Movimento per la Dignità e la Giustizia, insieme alle figlie, il figlio e la madre di Berta Cáceres, in merito alla sentenza di condanna contro l'imputato David Castillo per l'assassinio della nostra compagna, emesso dalla Prima Sezione del Tribunale della Corte di Giustizia dell'Honduras con giurisdizione nazionale, con il presente comunicato vuole mettere a conoscenza la comunità nazionale ed internazionale di quanto segue:

1 - La sentenza di condanna emessa da questo tribunale significa che, in questo caso, le strutture di potere non sono riuscite a corrompere il Sistema giudiziario e che la struttura criminale della famiglia Atala Zablah, della quale è strumento il condannato, non ha raggiunto i suoi obiettivi. 

2 - Sottolineiamo che il processo per la morte di Berta Cáceres in Honduras non finisce con questa sentenza della Corte, anzi prosegue fermamente per portare davanti alla giustizia i mandanti di questo crimine, ovvero Daniel Atala Midence, José Eduardo Atala, Pedro Atala, Jacobo Atala e altre persone ed istituzioni coinvolte.

3 - Riconosciamo questo passo della giustizia come una vittoria dei popoli del mondo che hanno seguito questo processo, della comunità solidale e dei diritti umani.

4 - Esigiamo sia revocata con esecuzione immediata la concessione sul sacro Fiume Gualcarque della comunità Lenca e vengano processate tutte le persone coinvolte in detta illegale e corrotta concessione. 


manifestazione berta caceres argentina ambasciata honduras


5 - Esigiamo che siano smantellate le reti criminali che attualmente persistono e che hanno cercato durante il processo di promuovere l'impunità, responsabili di gravi reati esposti durante il processo di cui abbiamo le prove.  

6 - Denunciamo il maltrattamento sistematico e costante verso le vittime da parte dei funzionari pubblici; è inammissibile che ad una vittima nel suo processo le venga negata la parola o negato l’accesso in una sede giudiziaria. 

7 - Ringraziamo profondamente per tutta la solidarietà nazionale ed internazionale, delle comunità, organizzazioni, istituzioni e popoli solidali che hanno condiviso e reso possibile aprire le porte della giustizia per questa causa. 

8 - Insistiamo con la comunità internazionale e nazionale a proseguire nell’impegno contro l'impunità in Honduras e a sostenere il degno impegno delle organizzazioni sociali e popolari. 

9 - Facendo nostre le parole della nostra Berta Cáceres, reiteriamo che la giustizia la costruiamo i popoli con il nostro lavoro quotidiano, con la difesa dei nostri territori, la realizzazione dei nostri progetti di vita e la lotta costante contro le disuguaglianze ed ingiustizie”.

Festeggiamo questa sentenza e allo stesso tempo ricordiamo che David Castillo è un anello di una catena di perversione e corruzione. La sua detenzione è un gran passo per arrivare ai veri mandanti del crimine. Tutto il processo è stato caratterizzato da tentativi di sabotaggio da parte della difesa di Castillo. E di mancanze gravi di rispetto verso le vittime. La sentenza di oggi è il risultato di una feroce battaglia da parte dei familiari di Berta e del COPINH, in primo luogo, che non ha abbassato le braccia nemmeno un istante. E dell'appoggio internazionale, tanto necessario quando si tratta di fare pressione.

Una vera vittoria popolare
Berta denunciò la sopraffazione e la persecuzione contro le tribù indigene ed il furto delle loro terre ancestrali da parte del Governo dell’Honduras, e la vendita della terra e dei beni naturali del paese. Denunciò le 47 concessioni concesse ad imprese transnazionali tramite prestanomi onduregni dopo il colpo di Stato del 2009. Lottò contro 17 progetti che colpivano terre “lencas”. Denunciò anche l'interventismo degli Stati Uniti in Honduras, l'addestramento di paramilitari che di giorno lavorano come militari e di notte come mercenari e la costruzione della base marittima statunitense più grande dell'America latina.
Il potere non la perdonò.
La sentenza di oggi è una vera vittoria popolare, per tutti i popoli, e tutte le ribellioni come diceva la cara Berta.
Berta Cáceres, simbolo della lotta per un altro modello di vita in America Latina e nel mondo. Un sistema per tutti che sia inclusivo, democratico, ecologico e femminista.
Questa sentenza è per tutte le ribellioni. 

Foto di copertina: mintpressnews.com

Foto 2: ingresso all’Ambasciata dell’Honduras a Buenos Aires, Argentina © Leandro Gómez

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