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Il caporedattore di ANTIMAFIADuemila a Visione Tv: “Gratteri e Di Matteo due magistrati invisi al potere”

"Il mondo delle correnti non sopporta gli uomini liberi. Bisogna capire qual è il confine tra il semplice malcostume e la consumazione di reati gravissimi”. A dirlo è Aaron Pettinari, capo redattore di ANTIMAFIADuemila intervistato da Francesco Toscano su Visione Tv, a commento dell’audizione di Luca Palamara in Commissione Antimafia. L’ex numero uno dell’ANM, sotto processo a Perugia, aveva parlato a Palazzo San Macuto del “sistema” che vigeva all’interno della magistratura. Lo stesso “sistema” che innalzò muri contro i magistrati Nino Di Matteo e Nicola Gratteri.
“Il sistema viene creato da quelle logiche di spartizione di potere che è soprattutto figlio di un modus operandi che forse il Csm ha avuto per lunghissimo tempo, ovvero quello delle logiche correntizie e carrieristiche”, ha affermato Pettinari. Si tratta, ha spiegato, di “dinamiche che hanno sempre avuto un forte peso sin dai tempi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. “Non dobbiamo sottovalutare anche - ha aggiunto - che molto spesso la politica ha un suo peso nella magistratura nel momento in cui lo stesso Csm ha delle componenti cosiddette laiche che in realtà sono però politiche. Sempre più spesso si sente parlare di politica che vuole controllare la magistratura. Questo equilibrio non può essere minato”. E in questo senso, secondo Pettinari, “Gratteri e Di Matteo, che tanto hanno fatto nella lotta alla mafia e alla corruzione, sono due figure fuori corrente ecco perché il sistema si allarma”. Sul tema il giornalista ha ricordato come questi due magistrati, come molti altri, “hanno avuto mani legate in virtù delle inchieste che conducevano, sono invisi al potere e hanno avuto le porte chiuse quando gli è stato proposto magari la guida di incarichi importanti”.

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