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Il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri - che insieme ai pm Andrea Mancuso, Annamaria Frustaci ed Antonio De Bernardo, rappresenta la pubblica accusa al processo 'Rinascita Scott' - ha denunciato ieri sera una situazione estremamente grave e paradossale, alcuni periti incaricati dai giudici del Tribunale collegiale di Vibo Valentia alla trascrizione delle intercettazioni e degli atti dell'inchiesta sarebbero stati visti dal pm Frustaci in compagnia di alcuni imputati a piede libero e avrebbero inoltre, sempre secondo quanto riportato in aula, accettato consulenze di parte dagli avvocati delle difese degli imputati in relazione alle stesse intercettazioni.
"Il primo giugno il pm Annamaria Frustaci - ha sostenuto il procuratore - ha notato che il perito Nardone era seduto al tavolino del bar con il detenuto agli arresti domiciliari Mario Artusa in violazione delle prescrizioni afferenti al regime detentivo dell'Artusa. All'arrivo della dottoressa Frustaci il perito si sollevava di scatto e scappava, si allontanava velocemente mentre Artusa si dirigeva all'interno del bar. Fermato dal pm il perito non forniva alcuna giustificazione per questa conversazione con il detenuto. Un perito del tribunale era seduto al bar col detenuto, cioè con quello al quale doveva fare la trascrizione" - ha detto Gratteri specificando che - "da alcuni accertamenti fatti dai rilievi di videosorveglianza è emerso questo episodio".
Altri due periti, invece, ha sostenuto Gratteri facendo riferimento anche ad alcuni post pubblicati su Facebook - in seguito acquisiti dalla Dda di Catanzaro - avevano un 'doppio incarico', ossia da una parte lavoravano per il Tribunale di Vibo (e dichiaravano di avere poco tempo per le trascrizioni) dall'altra accettavano gli incarichi di alcuni legali che difendono gli imputati nello stesso processo: "Dopo aver chiesto ben 24 mesi di proroga hanno assunto altri incarichi, in altri procedimenti, dai difensori degli stessi imputati cautelati in Rinascita", ha sottolineato Gratteri.
A seguito della sua esposizione il procuratore di Catanzaro ha chiesto che venga eseguita "un'integrazione del collegio peritale, nominando 15-20 periti", ma anche "di fissare un termine finale per l'esecuzione dell'incarico e al contempo di istituire un termine mensile per i depositi parziali delle trascrizioni" e "di convocare il collegio peritale per chiedere una serie di chiarimenti".
Il collegio giudicante in seguito ha affermato il prossimo 5 luglio i periti saranno chiamati a chiarire le vicende che li riguardano e che molto probabilmente ci sarà un aumento di addetti alle trascrizioni nel prossimo periodo.
Infine Nicola Gratteri, è tornato a parlare della vicenda anche stamattina con i giornalisti. "Noi abbiamo sempre parlato di tolleranza zero, di rispetto delle regole e dell'osservanza ortodossa del codice e della deontologia. Quello che noi facciamo o diciamo non è pura accademia o discorsi teorici, io applico sempre in concreto le regole e le norme".

Foto © Imagoeconomica

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