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L'incontro tra Biden e Putin c'è stato oggi alle 13

“Abbiamo nuove sfide, la Russia e la Cina” è questo il mantra che ha ripetuto il presidente americano Joe Biden ai suoi alleati al G7 tenuto in Cornovaglia e al vertice della NATO a Bruxelles.
“La Nato è importantissima: se non ci fosse, la si dovrebbe inventare”, dice al segretario generale Jens Stoltenberg davanti all'assemblea plenaria in cui si è parlato di Russia, di Cina, di cyber-sicurezza, di cambiamento climatico. 
Anche il presidente del consiglio Mario Draghi ha voluto sottolineare (sottolineare) il ruolo dell'Alleanza nella difesa e nella sicurezza europea, "Nato e Ue si rafforzano a vicenda, la coesione della Nato è una garanzia collettiva, lo spettro d’azione dell’Alleanza deve essere ampio e uno dei focus deve esserne il Mediterraneo". Ha detto Draghi, ricordando l’impegno dell’Italia in termini di spese per la difesa e il contributo alle missioni militari all’estero.
Il tutto sta facendo da contorno per l'incontro che si terrà oggi a Ginevra con Putin con il quale il presidente Usa vuole mostrare fermezza, ma non fino al punto di incrinare i rapporti. Anzi il piano di Biden sarebbe quello di riuscire a portare Mosca dalla sua parte in un'alleanza anti-cinese sfruttando il fatto che l’espansionismo di Pechino, sia in termini economici, militari e commerciali potrebbe rendere ledere l’influenza Russa in Africa, in Medio Oriente, persino nell’Asia centrale.
La Cnn ha classificato i comportamenti di Biden come gestidi cortesia banali ma utili per ripristinare i rapporti con gli Alleati europei “dopo anni di comportamenti corrosivi” di Trump, che al suo esordio atlantico spintonò via il premier del Montenegro Dusko Markovic per piazzarsi in prima fila nella foto ricordo.
Il consigliere del Cremlino, Juri Ushakov ha detto che "non è necessario aspettarsi una svolta dall'incontro" e che “non sono certo del fatto che si raggiungeranno accordi. Guardo a questo incontro con ottimismo pratico, niente di più. Vedremo. È tipico degli statunitensi che molti accordi presi sotto una precedente amministrazione non vengano attuati, soprattutto se quella attuale è sostenuta da un altro partito politico”. Il consigliere ha inoltre indicato anche alcuni temi principali che verranno affrontati durante l’incontro fra i due presidenti: stabilità strategica; lotta contro il Covid-19; sicurezza informatica; oltre a varie questioni internazionali, compresa la situazione in Medio Oriente, Ucraina e Nagorno-Karabakh. “Lo stato e le prospettive per lo sviluppo delle relazioni Russia-Usa, le principali questioni di stabilità strategica, sicurezza e lotta alla criminalità informatica”. E poi ancora ha parlato nello specifico “della questione mediorientale, la situazione in Siria, Libia, Afghanistan e nella Penisola coreana, nonché un focus sul programma nucleare iraniano. Si prevede di prestare particolare attenzione al Nagorno-Karabakh e alla situazione in Bielorussia”.

La dura replica della Cina alla NATO: “Noi una minaccia? Basta calunnie. Le nostre politiche militari sono difensive”
Pechino parla di "errore di valutazione della situazione internazionale e del proprio ruolo, è la continuazione di una mentalità da Guerra Fredda e della psicologia politica del gruppo". Inoltre nella visione Atlantista secondo cui la Cina rientra nella classifica delle "sfide sistemiche", Pechino contrattacca accusando l'Alleanza di “creare scontri” e di “calunniare” il Paese.
Si deve “vedere razionalmente lo sviluppo della Cina, smettere con l’esagerare le varie forme di ‘teoria della minaccia cinese’ e non usare gli interessi legittimi e i diritti legali della Cina come scuse per manipolare la politica del gruppo”, ha scritto in una nota la rappresentanza di Pechino presso l’Unione europea.
Joe Biden a differenza del suo predecessore ha cambiato rotta dando alla NATO una direzione estremamente aggressiva. E di questo se ne sono accorti anche i presidenti Europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron il quale ha detto che “il rapporto con la Cina va oltre la questione militare. È una grande potenza con la quale noi lavoriamo su questioni globali, per esempio il clima".

Biden si è affidato ad un team di esperti per preparare l’incontro con Putin
Il gruppo è formato dall’ex funzionaria del Consiglio di sicurezza nazionale Fiona Hill e gli ex ambasciatori a Mosca Micheal McFaul e John Tefft i quali hanno il compito di preparare il presidente americano all'incontro di oggi con Putin. Lo ha rivelato il portale di approfondimento politico “Axios”, secondo cui il capo della Casa Bianca avrebbe ricevuto consigli anche da Rose Gottemoeller l'esperto di controllo degli armamenti e vice segretario generale della Nato sotto la presidenza di Barack Obama, e da Eric Green, ex direttore del Consiglio di sicurezza nazionale per la Russia.
Il team avrebbe consigliato a Biden di adottare un linguaggio diretto con Putin, ribadendo la posizione degli Stati Uniti su ciascun tema toccato, inoltre sempre gli esperti hanno suggerito a Biden di non organizzare una conferenza stampa congiunta al termine del confronto e di non concedere a Putin l’opportunità di riportare in pubblico conversazioni private.

Foto originali © Imagoeconomica

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