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Poi arriva la risposta del Procuratore di Palermo Lo Voi, disposto ad incontrarli

E' la protesta accorata di una madre e di un padre che da 35 anni chiedono verità e giustizia per il loro bambino, Claudio Domino, ucciso all'età di undici anni il 7 ottobre 1986. Nonostante il tempo trascorso non si sa ancora con certezza di chi è stata la mano che ha sparato i colpi di pistola che hanno spezzato la sua giovane vita. Graziella Accetta e Ninni Domino, però, adesso non ci stanno più e dopo aver sentito in diretta televisiva, durante la trasmissione Atlantide, di Andrea Purgatori, quelle che sarebbero le responsabilità di "Faccia da mostro", che gli inquirenti hanno individuato in Giovanni Aiello (deceduto nel 2017), vogliono andare fino in fondo.





Perché in questi anni nessuna delle Procure italiane che si sono occupate dell'ex poliziotto più volte associato alle stragi di via D'Amelio e di Capaci, ma anche agli omicidi del vicequestore Ninni Cassarà e del poliziotto Nino Agostino, ed anche dell'omicidio del piccolo Domino, ha avvisato la famiglia di ulteirori sviluppi investigativi. Su Aiello Aisi e Aise hanno sempre smentito una sua appartenenza all'intelligence ma diversi pentiti lo hanno descritto come un agente dei servizi. Già da tempo si era fatta sempre più grande l'idea che dietro a quel delitto vi fosse qualcosa di più che la mafia.





Non solo per quelle parole dette durante il Maxiprocesso da Giovanni Bontade (figlio del boss Paolino e fratello di Stefano), che prese la parola al bunker per affermare pubblicamente: "Non siamo stati noi!".
"Abbiamo tutto il diritto di conoscere la verità - ha detto oggi con forza Graziella Accetta - Dopo 35 anni, per la prima volta, scendo in piazza per gridare il dolore di una madre a cui hanno ucciso un bimbo di 11 anni senza che si sia mai voluta fare giustizia".





E poi ancora: "Ho dovuto sapere dalla tv chi ha ucciso mio figlio, nelle parole del dottore Gianfranco Donadio e del giornalista Lirio Abbate. Noi vogliamo la verità, subito. Dopo 35 anni non siamo mai stati chiamati da una procura per avere notizie sul nostro bambino e sulla sua atroce fine. E' insopportabile apprendere il nome del presunto assassino durante una trasmissione televisiva, attraverso le rivelazioni di un giornalista e di un magistrato. Personalmente avrei voluto di più da questo palazzo. Avrei voluto avere informazioni dirette". Già la scorsa settimana la Accetta si era recata presso il Tribunale di Palermo per chiedere un incontro con il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato (che aveva partecipato alla trasmissione di Atlantide, ndr) ma il magistrato aveva chiesto qualche giorno "per raccogliere elementi e ulteriori informazioni".





Una settimana dopo la Accetta è tornata in Tribunale accompagnata da alcuni familiari di vittime di Mafia come Luciano Traina, fratello di Claudio uno dei componenti della scorta di Borsellino, e poi ancora Claudio Burgio, Carmine Mancuso, Vincenzo Agostino, ma anche Antonio Vullo, agente di scorta superstite della strage di via D'Amelio.
Quindi erano presenti anche delegazioni delle Agende Rosse, di Scorta civica, dei gruppi giovanili di Our Voice, Amunì e Contrariamente. Ragazzi che hanno preso la parola per dare sostegno alla famiglia Domino e tutti i familiari vittime di mafia.





"Dopo tanti anni di silenzio siamo stanchi. Stiamo diventando vecchi - ha detto il papà Ninni Domino - Noi vogliamo avere verità e giustizia e non accettiamo più di subire mortificazioni. Vogliamo avere il quadro completo perché non possiamo dimenticare nostro figlio. Un padre ed una madre non hanno il diritto di sapere? I magistrati lo capiscono? Possono comprenderlo?".
Dopo tre ore e mezza sotto al sole dal Tribunale è giunta una risposta con la promessa da parte del Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, di ricevere la famiglia Domino tra qualche giorno (l'incontro dovrebbe avvenire tra una settimana, ndr) per fare il punto della situazione. "Abbiamo aspettato 35 anni. Possiamo aspettare una settimana ancora. Saremo qui nuovamente e ascolteremo le risposte che ci verranno date" ha concluso la signora Domino.


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Foto e Video © Emanuele Di Stefano

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