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Su “Mappe criminali” la video inchiesta di Piervincenzi

Un viaggio nella Sicilia orientale, da Trapani a Sciacca, passando da Castelvetrano, per raccontare due storie, apparentemente distinte, ma sullo sfondo unite: quella del boss mafioso e latitante Matteo Messina Denaro e quella di Antonello Nicosia, ex esponente dei Radicali Italiani, condannato lo scorso marzo a 16 anni e 8 mesi per associazione mafiosa e falso.
E' questa la video inchiesta del giornalista Daniele Piervincenzi, per "Mappe criminali" prodotta dalla Invisible dog, andato in onda su TV8. Attraversando il territorio siciliano, ripercorrendo la vita di quello che viene ritenuto il capo di Cosa nostra, vengono messe in evidenza proprio le complicità e le promiscuità con importanti ambienti istituzionali. Al contempo, però, nessuno parla di "Iddu", la "Testa dell'Acqua", così come viene indicata da collaboratori di giustizia che hanno preferito rimanere anonimi e anche semplici intervistati. Messina Denaro appare come una sorta di fantasma, ma la sua presenza in quelle terre si avverte ancora. Se da una parte nell'inchiesta viene messa in evidenza la miseria di tanta povera gente, non mancano i riferimenti agli affari economici. E i soldi del boss trapanese e il suo potere spingono ancora i più deboli o i più avidi a mettersi a disposizione.
Anche figure come Nicosia. Lui stesso diceva nelle intercettazioni: "Giratevela a Matteo così mi finanzia il progetto, manda un milione di euro. Ringrazia, minchia ringrazia, così... ci vuole il contributo dalla famiglia per quello che faccio”. Chi è Matteo? Per gli inquirenti sempre lui: l’ultimo superlatitante di Cosa nostra.
C'è stato un processo. Ed è arrivata anche una condanna. Certo è che l'interesse per le carceri, forse, non era affatto un caso. Basta guardare agli ultimi anni. Un momento specifico in cui dentro e fuori Cosa nostra si è tornato a parlare di ergastolo ostativo e 41 bis, con la speranza che gli stessi possano essere presto spazzati via dai dettami di Corte costituzionale e Corte Ue dei diritti dell'Uomo.
Del resto lo dice proprio uno dei collaboratori intervistati: "C'è molta gente in carcere adesso ma sono tranquilli, perché da quello che leggo tolgono l'ostativo". E proprio come ricorda Piervincenzi "sabotare il regime di carcere duro è sempre stato uno degli obiettivi delle mafie".

VIDEO Guarda la puntata integrale: Mappe criminali

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