Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

20210427 il sabotaggio report

Nuove testimonianze su guerre intestine alla Santa Sede ai danni di revisori contabili chiamati per fare chiarezza su affari loschi

Ieri sera su Rai 3 è andato in onda un nuovo speciale del programma Report, condotto da Sigfrido Ranucci, intitolato "Il sabotaggio". L'inchiesta, firmata dal corrispondente Giorgio Mottola, ha riguardato ancora una volta "lo sterco del diavolo": i soldi e gli affari che alcuni vertici del Vaticano hanno protratto negli anni. Faccende spesso condotte in odor di corruzione e riciclaggio di denaro.

Grazie a testimonianze inedite, Report ha rivelato che il Vaticano avrebbe potuto evitare la presunta truffa del palazzo di Londra, costato 400 milioni di euro. Un asset che oggi, a valore di mercato, ammonterebbe a non oltre 290 milioni. Si tratterebbe dell'officina "Harrods", per anni meta turistica nel cuore di Londra divenuta successivamente luogo simbolo di uno degli investimenti più opachi della storia della Santa Sede. Nell'acquisto il Cupolone si ritrovò socio al 45% di un fondo e non direttamente proprietario dell'immobile, perché nel 2013 la Segreteria di Stato vaticana, guidata dal Cardinale Giovanni Angelo Becciu, gestì l'affare del palazzo con il broker Raffaele Mincione, il quale – piuttosto che destinarli all’acquisto dell’immobile - dirottò i primi 200 milioni di euro nel suo fondo "Athena" che, grazie a due società (con sede nel paradiso fiscale di Jersey), possedeva il palazzo.

Per far luce sulla vicenda, Papa Francesco, così come a suo tempo Benedetto XVI, scelse dei professionisti per vigilare sulla trasparenza e la correttezza delle transazioni finanziarie. E fu solo nella primavera del 2016 che l'ufficio del revisore generale della Santa Sede scoprì l'investimento, ma la Segreteria di Stato vaticana non gli fornì mai la documentazione richiesta.

Tra i professionisti chiamati in soccorso dalla Santa Sede compare il nome di Libero Milone, un colosso della revisione contabile al quale nel 2015 il Papa affidò il delicato incarico di supervisionare e ispezionare le attività contabili di 120 enti del Vaticano. Un manager esperto che sembrerebbe aver intimorito il vertice del Cupolone, tra cui anche Monsignor Alberto Perlasca - braccio destro del Cardinale Becciu (già Sostituto della Segreteria di Stato) - e la stessa Segreteria di Stato vaticana. Insomma, un revisore di spessore e indipendente che aveva "come unico capo il Santo Padre", ha dichiarato lo stesso Milone.

Ma la scelta del Papa Bergoglio non fu casuale. Milone può vantare di un curriculum di spessore essendo presidente di "Deloitte Italia" (colosso della revisione contabile) e avendo curato alcuni dei più delicati fascicoli della finanza italiana, tra cui Parmalat e Fiat. Inoltre, Papa Francesco diede al revisore poteri ispettivi. Infatti, una volta accettato l'incarico, Milone "trasformò in poco tempo il suo ufficio in un organismo a metà tra la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza - ha commentato Sigfrido Ranucci -, che evoca l'Ufficio Anticorruzione Nazionale gestito dal magistrato Cantone". Ma i poteri di Milone andavano oltre, in quanto per statuto aveva anche la possibilità di gestire direttamente le segnalazioni anonime che arrivavano presso la Santa Sede. Un potere che probabilmente mise in pericolo la stabilità del Vaticano.

Purtroppo, però, i professionisti scelti dai due pontefici - Benedetto XVI e Bergoglio -, per vigilare sulla trasparenza e la correttezza delle transazioni finanziarie sono stati negli ultimi anni sistematicamente boicottati o addirittura sabotati. I protagonisti dell'antiriciclaggio e della revisione contabile della Santa Sede, infatti, hanno raccontato a Giorgio Mottola di aver subito (tra il 2011 e il 2017) una vera e propria guerra all'interno delle mura vaticane. Conflitti combattuti a colpi di dossieraggi, computer infettati, microspie e minacce di arresto.

Insomma, testimonianze scioccanti e inedite in un servizio giornalistico in cui Report, ancora una volta, ha mostrato come ad uscire dalla Santa Sede non vi sia solo la fede, ma anche troppo sterco: quello del diavolo.

VIDEO Guarda la puntata integrale: Report - Il sabotaggio

ARTICOLI CORRELATI

Rai 3, Report: ''Lo sterco del diavolo'' dentro il Vaticano

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy