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Nuova udienza, ieri, per il nuovo processo sulla strage alla stazione di Bologna, che vede come principale imputato l'ex Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, accusato di concorso nell'attentato; l'ex carabiniere Piergiorgio Segatel per depistaggio e Domenico Catracchia, amministratore di alcuni immobili di via Gradoli a Roma usati come rifugio dai Nar, per false informazioni al pm al fine di sviare le indagini.
L'inchiesta è stata aperta dalla Procura generale, la pubblica accusa è rappresentata dall'avvocato generale Alberto Candi e dai colleghi Nicola Proto e Umberto Palma.
La Corte d'Assise di Bologna, presieduta dal giudice Francesco Maria Caruso, si è espressa sulle liste di testimoni presentate dalle parti. In totale erano 214 i testi (alcuni dei quali deceduti) chiesti dalle parti civili, e 184 quelli indicati dalla pubblica accusa, rappresentata dalla Procura generale. I testi dei Pg sono stati tutti accolti, mentre alcuni dei nomi indicati dalle parti civili non sono stati ritenuti essenziali ai fini del processo.
Diversi i nomi di "spicco" che sfileranno davanti alla Corte. Da Massimo Carminati (in foto), condannato nell'appello bis di Mafia Capitale, al leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Dall'ex Br Adriana Faranda a Maurizio Abbatino, uno dei boss della Banda della Magliana. E poi l'ex magistrato Gherardo Colombo, l'ex generale del Ros ed ex capo del Sisde Mario Mori, e Gilberto Cavallini, di recente condannato all'ergastolo in primo grado come quarto esecutore dell'attentato del 2 agosto 1980.
La Corte ha ammesso anche l'acquisizione dei verbali relativi ai testimoni deceduti e il deposito delle sentenze indicate dalla Procura generale, non solo quelle relative all'attentato del 2 agosto, ma anche, tra le altre, alla strage di piazza della Loggia e piazza Fontana: l'ammissibilità delle sentenze verrà valutata di volta in volta. Il processo procederà per aree tematiche, e si inizierà ad affrontare il contesto storico e politico che precedette l'attentato. I giudici hanno invece respinto la richiesta da parte della difesa di Bellini di fare una perizia immediata sul video amatoriale girato in stazione il 2 agosto, dove secondo l'accusa appare un uomo simile all'ex Avanguardia Nazionale: la Corte si è riservata di disporla, in seguito all'audizione dei consulenti di parte. La prossima udienza è fissata per domani, 28 aprile, quando verranno sentiti come testimoni il giornalista Gianni Barbacetto e gli ex magistrati Giovanni Tamburino e Domenico Labozzetta. Saranno anche acquisite le dichiarazioni dell'ex avvocato di Valerio Fioravanti, Giovanni Cipollone, ora deceduto. Un altro ex magistrato, Michele Vitale, avrebbe dovuto essere convocato per mercoledì, ma ha chiesto di poter essere sentito non prima di luglio, in quanto non vorrebbe spostarsi da casa prima di essersi vaccinato contro il Covid. Secondo quanto espresso dalla Corte l'idea è quella di sentire 30-40 testimoni al mese, in modo da procedere in maniera abbastanza spedita.

Foto © Imagoeconomica

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