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“Fino ai giorni scorsi ho sentito rivendicazioni di appartenenza ad un gruppo interno al consiglio. Questa è una prassi che noi, secondo me, dobbiamo abbandonare poiché può condizionare, effettivamente, anche in apparenza, la regola secondo la quale ciascun membro deve esercitare le sue finzioni in piena imparzialità e indipendenza”. E' con queste parole che il consigliere togato Nino Di Matteo è intervenuto quest'oggi durante il Plenum del CSM.
All'ordine del giorno, ancora una volta, vi erano diversi punti di discussione per la riforma disposta dal legislatore in riferimento all’ordinamento giudiziario e ai criteri di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura. Rivolgendosi agli altri consiglieri Di Matteo, eletto come indipendente, è tornato a parlare di quei rischi e pericoli che si corrono ogni volta che riaffiorano le logiche del correntismo, a scapito della meritocrazia e dell'indipendenza del singolo magistrato.
“Se fosse vero che un magistrato non iscritto a nessuna corrente, e che per motivi contingenti, non potrà mai aspirare a far parte del consiglio superiore della magistratura sarebbe una patologia e una mancata attuazione dello Spirito della Costituzione - ha affermato il consigliere togato - L’oggetto della discussione odierna è una norma che afferma che all’interno del Consiglio non possono essere costituiti gruppi tra i suoi componenti e che ogni membro deve esercitare le proprie funzioni in piena imparzialità e indipendenza, questo dovrebbe essere la base di quello che noi dobbiamo fare qua dentro”. Certamente, c’è differenza tra quei gruppi che si possono definire di ‘appartenenza culturale’ e le cosiddette correnti ma, come ha ribadito lo stesso Di Matteo “ci sono gruppi che hanno costituito un improprio condizionamento della vita e del funzionamento e della magistratura e dell’organo di autogoverno della magistratura”.
Inoltre il consigliere togato ha ricordato come per la magistratura non vi è "la responsabilità politica" di ciò che viene fatto, ricordando che una volta che si entra in Consiglio ogni togato “smette di appartenere ad un qualsiasi gruppo e diventa un membro del consiglio superiore della magistratura”.
Considerazioni chiare e puntuali sullo spirito che dovrebbe essere propri di ogni magistrato, dentro e fuori l'istituzione del Csm, che condividiamo.
Perché anche se ogni magistrato può avere il diritto di associarsi è chiaro che quando assume certi incarichi non può avere vincoli interni se non quello di difendere la Costituzione.
Durante il dibattito sono stati sollevati anche pareri e punti di vista differenti, tra cui quello del consigliere Celentano il quale ha ravvisato la possibilità che il singolo magistrato "non si sganci da un raggruppamento culturale" che comunque lo renderebbe "dipendente da quello che i media, o altre entità, decidono".
Prima della discussione il vicepresidente David Ermini ha assicurato che entro la fine di aprile il plenum del CSM voterà i 6 pareri, presentati dalla Sesta Commissione, sul ddl di riforma dell'ordinamento giudiziario e del CSM approvati dal precedente governo e attualmente al vaglio della Commissione Giustizia della Camera. "Il termine per la presentazione degli emendamenti ai pareri sarà fissato alla prossima settimana, per poi procedere, dalla settimana successiva, con le votazioni" ha ricordato ai consiglieri.
Quanto all'invito di tornare a Palazzo dei Marescialli già rivolto alla ministra della Giustizia Marta Cartabia il 23 marzo scorso - quando si svolse il plenum presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e dedicato alla procura europea - Ermini ha ricordato che non c'è ancora una data fissata, ma "c'è la volontà di reiterare l'invito" alla Guardasigilli.
Sempre nel corso della giornata odierna il Plenum ha votato all'unanimità la nomina di Carmelo Sgroi, attualmente sostituto pg, all'incarico di avvocato generale della Corte di Cassazione. In magistratura dal 1982, Sgroi è stato giudice al Tribunale di Venezia; poi dal 1988 fuori ruolo all'Ufficio legislativo presso il ministero della giustizia e dal 1993 come assistente di studio alla Corte Costituzionale. Dal 2005 è stato magistrato di appello destinato alla Procura generale della Cassazione e dall'anno dopo sostituto pg.

Foto d'archivio © Imagoeconomica

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