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Oggi il 31° anniversario della morte dell'agente Sisde

Da oggi in Piazza Giovanni Paolo II (già Piazza De Gasperi) accanto alla stele che ricorda Antonino Cassarà e Roberto Antiochia vi saranno due pietre. Una per Emanuele Piazza, l'altra per Gaetano Genova. Una manifestazione fortemente voluta dalla famiglia di Emanuele, ucciso 31 anni fa per mano mafiosa anche grazie a quell'indicazione venuta da fonti istituzionali che aveva avvisato il capomafia Salvatore Biondino della sua appartenenza al Sisde e del suo ruolo nella ricerca dei latitanti.
"Ci ha lasciato a 29 anni e nel giro di poche ore ogni sua traccia terrena, anche per mano mafiosa è stata cancellata - ha detto il fratello di Emanuele, Andrea Piazza - Nonostante il sacrificio estremo le Istituzioni continuano a dimenticarlo. Quest'anno la sua presenza nei nostri cuori sarà ricordata con la posa di una pietra soltanto per lui".


piazza andrea pietre emanuele

Accanto alla famiglia l’Associazione Per Onorare La Memoria Dei Caduti Nella Lotta Contro La Mafia, le Agende Rosse Paolo Borsellino, il Comitato Europeo per la Memoria e la Legalità, Giù le Mani dai Bambini con Graziella Accetta, Ninni Domino e Massimo Sole, Avvocati Autorevolezza e Legalità e Osservatorio per lo Sviluppo e la Legalità Giuseppe La Franca con Claudio Burgio, ma anche Giovanni Paparcuri e il testimone di giustizia Michelangelo Balistreri.





“Ricordo prima di tutti a me stesso - ha scritto ieri su Facebook invitando la cittadinanza - che purtroppo, per le modalità del barbaro assassinio, su questa terra, a distanza di poche ore dall’omicidio, di Emanuele non è rimasto nulla del suo corpo e pertanto l’iniziativa di deporre una pietra, si spiega così (l’iniziativa stamani in viale Croce Rossa). E’ esclusivamente diretta ad un condivisione del ricordo della memoria di mio fratello nel giorno del 31/o anniversario con tutti coloro che lo hanno direttamente o indirettamente amato, conosciuto e stimato. Una semplice pietra, ricercata nel giardino della casa dove ha vissuto Emanuele, per ricordare - aggiunge - il suo sacrificio e che simboleggia anche la negazione di un diritto alla memoria. Un urlo nel silenzio. Un monumento invisibile da dedicare a tutte ‘le vittime anche ignote’ di cosa nostra & C”.


Un evento semplice nella sua forma, ma ricco di sostanza non solo per la denuncia di un ricordo che, a differenza di altre vittime, non ha visto la partecipazione delle istituzioni, ma anche sul piano dell'intensità. Specie nel momento in cui il nome di Emanuele Piazza è stato urlato al cielo, quasi ad indicare la sua presenza, ancora oggi, per un grido di verità e giustizia che è ancora lontano dall'essere pienamente raggiunta.
“Personalmente anche in linea con le finalità dell’Associazione per onorare la memoria dei Caduti nella lotta contro la mafia che rappresento - ha detto Andrea Piazza - , contesto il modello portato avanti da decenni dall’amministrazione cittadina, ritenendo che sia errato non ricordare tutte le vittime delle mafie, così discriminandole.





Credo sia l’ulteriore prova che esistono nella nostra società inique diseguaglianze, non solo davanti alla legge ma anche nel ricordare chi ha sacrificato la propria vita per la Società civile e per lo Stato. Spero che questo piccolo gesto possa attivare un processo di sincero, onesto e disinteressato ricordo della memoria di tutte le vittime di mafia, sino ad oggi negato. Un tratto dei marciapiedi del viale Croce Rossa necessita di essere ripavimentato -
continua - e vorrei proporre di realizzare proprio lì ‘Il marciapiede della memoria, delle vittime di mafia dimenticate dalle istituzioni’ per rendere contemporaneamente - conclude - un servizio ai cittadini nel nome e nella memoria di Emanuele Piazza.

Video/Foto © Emanuele Di Stefano

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