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Domani mattina Mario Draghi al Quirinale

Niente da fare. Dopo due giorni di consultazioni il mandato esplorativo del presidente della Camera, Roberto Fico, è naufragato miseramente.
La notizia della fumata nera è stata data dallo stesso Fico, salito al Quirinale per incontrare Sergio Mattarella: “Allo stato attuale permangono distanze alla luce delle quali non ho registrato l’unanime disponibilità di dare vita ad una maggioranza”.
A rovesciare il tavolo del dialogo è stato il medesimo leader politico che aveva aperto la crisi: Matteo Renzi.
Proprio il leader di Italia Viva, su Twitter ha comunicato i temi su cui non si è raggiunto l'accordo: "Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”. Ma forse il vero nodo era sul nome del Premier, Giuseppe Conte.

Mario Draghi al Colle
Nel frattempo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per domani mattina a mezzogiorno al Quirinale il professor Mario Draghi. "Dalle consultazioni al Quirinale era emersa come unica possibilità di governo a base politica quella della maggioranza che sosteneva il governo precedente. La verifica della sua concreta realizzazione ha dato esito negativo. Vi sono adesso due strade tra loro alternative: dare immediatamente vita ad un nuovo governo adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti: sanitaria, sociale, economica, finanziaria ovvero quella di immediate elezioni anticipate", ha detto il Capo dello Stato.

Le reazioni
A certificare la crisi delle trattative anche gli altri partiti. “Renzi aveva fatto richieste sugli assetti di governo ancor prima che fosse dato l’incarico a Conte e poi la rottura inspiegabile", fanno sapere fonti del Pd aggiungendo che il leader d’Italia viva voleva scegliere anche i ministri del Pd. Per Loredana De Petris di Leu i renziani hanno “dato parere contrario su tutto e non si scioglie la riserva su Conte. Entriamo in una fase difficile in cui è difficile che possa accadere qualcosa di diverso dalle elezioni”.
In una nota ufficiale i Cinque Stelle scrivono: "Da parte di Matteo Renzi sul tavolo c’era solo la questione delle poltrone. Così facendo ha dimostrato chiaramente che questa era la vera ragione per la quale ha provocato la crisi. Poltrone che ha chiesto, contrariamente a quanto sostenuto in questi giorni. Oltre a chiederle il senatore di Rignano, voleva decidere anche per conto delle altre forze politiche. Inoltre il Movimento 5 Stelle, contrariamente a quanto affermato da fonti renziane, non ha posto alcun veto”.

Foto © Imagoeconomica

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