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Ardita e Di Matteo a favore della nuova delibera. "Evitata una grave e ingiusta penalizzazione"

Da qualche tempo all'interno del Csm soffia un vento nuovo. La prova è anche nella capacità di saper tornare indietro sulle proprie decisioni, ammettendo gli errori quando questi vengono commessi. Ed è quello che è successo nei giorni scorsi con il Consiglio superiore della magistratura che ha annullato la delibera con cui lo scorso 2 dicembre aveva negato la nomina al magistrato affidatario dei neo assunti magistrati in tirocinio di Gabriella Nuzzi e Claudia De Luca, per vecchi precedenti disciplinari.
Il plenum, con 19 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti ha approvato una delibera di "annullamento in autotutela" della mancata nomina. E alla fine hanno espresso parere contrario i laici M5S Alberto Benedetti e Fulvio Gigliotti, astenuti il laico della Lega Stefano Cavanna e il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi.
In particolare Gabriella Nuzzi era pm a Salerno, al tempo dello scontro con la procura di Catanzaro per le inchieste dell'allora pm Luigi de Magistris, attuale sindaco di Napoli, ed era stata trasferita d'ufficio dalla sezione disciplinare del Csm.
Una carriera stravolta dopo la condanna disciplinare insieme al collega Dionigio Varesani, per un decreto di perquisizione ritenuto dai giudici del Csm troppo lungo e pieno di nomi che avrebbero dovuto restare segreti nell’ambito di una indagine per corruzione in atti giudiziari (coinvolti anche magistrati calabresi) e altri reati, nata dalle inchieste di Luigi de Magistris Why Not e Poseidone a Catanzaro. De Magistris si dimise dalla magistratura, Nuzzi e Varesani furono condannati alla perdita di anzianità e al cambio di funzioni: da pm a giudice.
Nel suo caso la delibera revocata oggi era anche in contrasto con una precedente decisione del Consiglio che l'aveva invece giudicata idonea a quell'incarico.
Relatore della proposta il laico di Forza Italia Alessio Lanzi, che ha sottolineato che "è un bene che il Csm si avveda autonomamente di errori commessi, evitando così gravosi contenziosi. Non è raro che si possa riconoscere di dover rivedere una propria linea. Dovrà essere impegno di tutti intervenire in tali casi".
Riavvolgendo il nastro della storia va evidenziato che nella mailing list dei magistrati la decisione dello scorso dicembre aveva suscitato non poche polemiche. Due magistrati, non sono iscritti a nessuna corrente, Nicola Saracino, consigliere della Corte d’Appello di Roma e Felice Lima, sostituto procuratore generale a Messina, avevano fatto sentire la propria voce e la stessa Gabriella Nuzzi aveva commentato: “Come è noto sono una pregiudicata disciplinare. Sino a oggi sia il Consiglio Giudiziario di Napoli sia il Consiglio Superiore non hanno mai ritenuto ostativa la mia condanna disciplinare né ‘inopportuna’, in ragione di essa, la nomina a magistrato affidatario/collaboratore…”. Poi fa una precisazione importante, carica di sottointesi chiarissimi per chi è dentro queste vicende: “Tra luglio 2019 e dicembre 2020 non è intervenuto alcunché di nuovo se non il mio dichiarato dissenso a un certo modo di concepire la politica giudiziaria”. E poi ancora sulla delibera del 2 dicembre, la giudice scrive: “Questo comportamento, che nulla ha di giuridico, sconcerta, soprattutto, per la prepotenza dei modi”. Deve costituire “uno spunto di riflessione sui disciplinari e sulla loro indebita strumentalizzazione. Non dover più assolvere il gravoso compito di magistrato affidatario non mi getterà nello sconforto, anzi mi darà l’opportunità (questa sì) di godere di maggior tempo libero da dedicare ad altro, mentre i miei detrattori si affannano. Resta il fatto che, a distanza di anni, nella ‘casa di vetro’ il sistema è sempre lì, identico a se stesso. E non ha nulla di democratico”.


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Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura


Passo indietro

Dopo tante discussioni nei giorni scorsi c'è stata la retromarcia del Csm.
Sulla delibera era intervenuto anche il consigliere togato di Autonomia&Indipendenza Sebastiano Ardita che lo scorso 2 dicembre aveva votato contro la decisione che fu presa al tempo: "La decisione di negare a Gabriella Nuzzi la possibilità di formare magistrati in tirocinio è ingiusta e gravata da vizi. Esprimo la mia soddisfazione per il fatto che oggi il Csm torna indietro e riconosce il proprio errore. Si può giustificare che consiglieri laici non la conoscano, ma questa vicenda si innesta su una storia che impatta ancora sulla carne viva di molti magistrati”. Riepilogando i fatti che portarono alla condanna disciplinare il magistrato ha bollato come “ingiusta e gravata di vizi” la delibera di dicembre.
A favore del nuovo pronunciamento del Csm anche il consigliere togato indipendente Nino Di Matteo, che il 2 dicembre non era presente. Per il magistrato palermitano si tratta di prendere atto "con sollievo e soddisfazione che il Csm, agendo in autotutela, evita di perpetuare una grave e ingiusta penalizzazione nei confronti della dottoressa Gabriella Nuzzi, collega che ha dimostrato di essere indipendente, libera, coraggiosa ed estranea a qualsiasi logica o sistema di potere e che per questo ha già pagato un prezzo troppo alto".
Va comunque ricordato come a favore della delibera di annullamento hanno votato tutti i consiglieri di Area. Intervenendo in plenum Alessandra Dal Moro ha parlato di "uno sbaglio da riconoscere, per non aver controllato con attenzione la motivazione e, soprattutto l'esistenza di precedenti decisioni di segno diverso e che l'autorevolezza del governo autonomo si esprime anche nella capacità di rivedere ed emendare serenamente le proprie decisioni quando necessario. Non era nostra intenzione - ha spiegato - affermare che la collega Nuzzi dovesse essere dichiarata inidonea o che la sua nomina fosse stata inopportuna. Nel caso di specie l'errore, in sede istruttoria, è stato non verificare che la collega era stata già nominata sin dal 2016 affidataria dei Mot e, in un caso, anche collaboratrice".
Il togato di Magistratura Indipendente Antonio D'Amato, che il 2 dicembre scorso aveva votato contro la delibera che bocciava l'incarico di affidataria alla dottoressa Nuzzi, ha sottolineato che "oggi si è rimediato a un errore. Il CSM ha dimostrato di saper tornare sui propri passi".

Foto originali © Imagoeconomica

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