Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

156 i voti favorevoli, 140 i contrari, 16 gli astenuti (tutti di Italia Viva). Il discorso di Conte in aula: "Complicato governare con chi dissemina mine"

Il governo ha superato anche la prova del Senato ma senza fiducia assoluta, come era avvenuto invece alla Camera. A Palazzo Madama, infatti, l’esecutivo ha incassato 156 voti, a cinque lunghezze di distanza dalla fatidica quota 161, ma comunque sufficienti per non essere sfiduciati. 140 sono stati i voti contrari con 16 astenuti - tutti di Italia viva di Matteo Renzi - e nove assenti. Hanno votano a favore dell’esecutivo i componenti di maggioranza: Pd, M5s, Leu, il gruppo Autonomie e il Maie.
Insieme a loro anche Liliana Segre ha espresso voto favorevole. Così come Elena Cattaneo, Mario Monti, Sandro Ruotolo, Maurizio Buccarella e Sandra Lonardo del Misto. I senatori a vita Carlo Rubbia, Renzo Piano e Giorgio Napolitano non hanno votato, mentre gli ex M5s (ora nel Misto) Tiziana Drago, Michele Giarrusso e Carlo Martelli hanno votato contrariamente. A fine spoglio c'è stata una bagarre in aula. L'ex M5s Lello Ciampolillo, infatti, assente alla prima chiama, ha chiesto di poter votare al termine del secondo appello, mentre la presidente Elisabetta Casellati stava dichiarando chiusa la votazione. E' stata quindi necessaria una pausa per permettere ai senatori segretari e questori un approfondimento, anche visionando i filmati dei lavori. E' stato quindi accertato che Ciampolillo sia arrivato un minuto prima della chiusura e abbia alzato la mano senza che la presidente Casellati sia riuscita ad accorgersene. Per tanto il suo voto (favorevole) è stato riammesso. Anche il senatore socialista Riccardo Nencini (Iv-Psi), che non aveva inizialmente partecipato, è stato riammesso, votando sì. Dopo il voto favorevole alla fiducia anche i senatori di Forza Italia Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi, ex storica collaboratrice di Silvio Berlusconi, il vicepresidente FI Antonio Tajani e la capogruppo a Palazzo Madama Anna Maria Bernini ne hanno annunciato l'espulsione dal partito. "Oggi dovevano asfaltarci, non hanno maggioranza", ha commentato a Porta a Porta Matteo Renzi. "Conte pensa di andare avanti con una striminzita maggioranza alla Camera e una non maggioranza al Senato, insomma non hanno i numeri", ha sottolineato. "Se saremo all'opposizione? Mi sembra evidente, il presidente del Consiglio ha scelto di costituire un'altra maggioranza, non ci vuole con se". Renzi ha annunciato quindi che "Iv voterà contro la relazione Bonafede sulla giustizia". Nel frattempo il premier Conte ha appreso della fiducia al suo esecutivo da Palazzo Chigi dove è riunito con il suo staff.


conte giuseppe senato saluta c imagoeconomica 1520692

Il premier Giuseppe Conte esce dal Senato dopo il voto di fiducia


Il discorso di Conte

Nel suo discorso, cominciato alle ore 9.41, Conte ha riaffermato i concetti già espressi alla Camera, tornando anche sullo strappo con Italia Viva: anche oggi senza mai pronunciare il nome del leader Matteo Renzi: “E’ molto complicato governare con chi dissemina mine", ha detto Conte. Con chi “ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo: è davvero difficile governare in queste condizioni". Tra le riforme necessarie il premier ha inserito la legge elettorale proporzionale e un intervento sul rapporto con le Regioni: “L’esperienza della pandemia impone anche un’attenta, meditata e pacata riflessione sulla revisione del Titolo V", con “l’individuazione di meccanismi e istituti che consentano di coordinare più efficacemente” il rapporto tra Stato e Regioni. Le comunicazioni si sono concluse alle 10.44, dopo un'ora e 3 minuti, con un altro appello - rivolto “a chi ha a cuore l’Italia” - a sostenere il governo.
Applauso da tutta l’aula è arrivato nel pomeriggio quando il premier ha ricordato - nella sua replica - l’anniversario della nascita di Paolo Borsellino (“Un grande personaggio che non voleva fare l’eroe nacque 81 anni fa”). “Parliamo in questi giorni tanto di coronavirus: c’è un virus forse peggiore, rimane il virus della mafia. La difesa della legalità è ragione ontologica del governo, è nel nostro dna. E’ una deliberata strategia di azione, sarà sempre così finché il governo sarà qui”. Ed è proprio nella sua replica che il premier ha risposto anche a Italia viva. “Renzi ha ricostruito le ragioni del discutere la fiducia oggi. A me però non sembra che quando abbiamo trattato dei temi concreti non si sia trovata una soluzione. Il Recovery Plan non è stato elaborato in qualche oscura cantina di Palazzo Chigi ma in incontri bilaterali con tutti i ministri, anche quelli di Iv. La bozza, che avete voluto distruggere anche mediaticamente, era frutto di un primo confronto a livello bilaterale con i ministri, anche d’Italia viva", ha detto l’inquilino di Palazzo Chigi. Che sempre rivolto ai renziani ha aggiunto: “Avete ritenuto che la cabina di regia non era accettabile? Ma quando mai non è stata discussa? Il risultato è che ora dobbiamo affrettarci e il lavoro è urgente, perché ce lo chiede anche l’Ue. Quando si sceglie la via del dialogo, e voi lo sapete, non avete mai trovato porte chiuse. A un certo punto avete scelto la strada dell’aggressione e degli attacchi mediatici, avete cominciato a parlare fuori e non dentro. La rispettiamo ma possiamo dire che forse non è la scelta migliore negli interessi del Paese?”. Conte ha pure replicato all’accusa di voler conservare a ogni costo la poltrona mossa dal leader di Italia Viva: “Quando sento questa parola io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante - lo dico ai cittadini - dire ‘non sono interessato alla poltrona ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore”.

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

Governo: la Camera conferma la fiducia a Conte

Governo: Conte cerca di resistere, iniziata la conta

Crisi di Governo, Renzi strappa e ritira le ministre

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy