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Come si fa a sparare in fronte ad un bimbo di 3 anni e poi bruciarlo? Come?
E’ stato ucciso così il piccolo Cocò Campolongo, esattamente 7 anni fa.
Gli occhioni neri, il sorriso biricchino e una vita intera davanti. Una vita che il nonno, Peppe Iannicelli, “usava” per scampare alla morte a cui era stato condannato dai clan rivali.
E Lui, piccolo Cocò, tradito dal nonno e ucciso da killer senza scrupoli. Sparito nel nulla, ritrovato pochi giorni dopo in un’auto bruciata. È una Fiat Punto. Quando gli investigatori la localizzano si trovano davanti una scena orribile. All’interno ci sono tre scheletri, uno è molto piccolo. Saranno gli esami del dna a stabilire che quei corpi sono del piccolo Cocò, del nonno che lo aveva usato come scudo e della compagna del nonno.
Gli assassini, le bestie (con tutto il rispetto per quelle vere), hanno sparato in fronte a Cocò, poi hanno appiccato l’incendio alla macchina.
Che sia ricordato, piccolo Cocò, e con la sua storia si capisca che le mafie uccidono donne e bambini e non hanno nessun onore.

Tratto da: facebook.com

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