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Ultimamente mi arrivano messaggi da parte di molti miei amici, vicini e lontani. Motivo, un docufilm su Netflix sulla comunità dove da 40 anni vivo ed opero per aiutare ragazzi in difficoltà.
Sono passati quasi 30 anni da alcuni episodi che ci hanno fatto soffrire; episodi che sono saltati alla ribalta in tutta la loro cruda realtà.
Entrare nel merito di quei tempi, ormai passati, non è semplice.
C'è stato un processo e una sentenza, chi vuole può benissimo andare a verificare negli archivi storici del tempo.
La comunità comunque è sempre andata avanti con i suoi principi di solidarietà umana e sociale; principi che tutti i ragazzi in percorso, piano piano, hanno acquisito, chi più chi meno, nel tempo. In quel periodo 1990-1992 c'erano, a occhio e croce, quasi 2000 ragazzi in percorso. I video dell'epoca danno benissimo l'idea del grande numero di anime che cercavano il riscatto della propria vita.

Ma, si sa che nella quantità c'è sempre chi rema al contrario per le sue vicissitudini di vita, per il proprio sistema di vita trasandato e violento.
Questi ultimi fanno fatica a incanalare in loro quelle energie positive per poter cambiare un modo di essere negativo per il bene di sé stessi e della società. Rivangare il passato non ha alcun senso, a meno che ci sia uno scopo subdolo, egoista, da parte di persone che hanno a "cuore" la spettacolarità di quel momento doloroso per la comunità, direi di più, la spettacolarità morbosa di evidenziare il lato oscuro di alcuni ragazzi, dando poi la colpa al fondatore di incapacità di gestione.



Certamente la comunità non è fatta di scout, dove le regole del buon vivere sono rispettate, ma è fatta di ragazzi di strada che erano specializzati in scippi, furterelli, se non di rapine e altre violenze.
Tutto questo portava e porta molte difficoltà nella gestione della quotidianità, e tutt'ora chi entra non è abituato ad una vita di relazione armoniosa con gli altri, ma questo si sa, e noi, primi volontari, abbiamo accettato tutte le difficoltà che sapevamo di incontrare.
Ora, dal 1978 ad oggi episodi positivi moltissimi. E episodi, o episodio negativo che il docufilm evidenzia, ci amareggia per una ferita emarginata, ma che si è riaperta. Ma a cosa serve riaprirla...

La comunità in quel periodo non è stata chiusa, perché certamente qualcuno ci ha donato quelle energie necessarie per il superamento, anche se faticoso, periodo che necessariamente abbiamo vissuto, vissuto anche per il sostegno di molti amici della comunità, anche dell'Arca e di Giorgio B. il quale mi mandò un messaggio tranquillizzandomi che saremo stati aiutati, e così è stato.
Il motivo è da ricercare soprattutto nei nostri risultati, motivo sostanzialmente positivo, ed è per questo che si continua tutt'ora a salvare delle anime in difficoltà.

"Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce"

*Uno dei fondatori assieme a Vincenzo Muccioli di San Patrignano

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