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Meloni frena le sanzioni Ue contro Israele: decisione maturata dopo il rafforzamento dell’asse con Trump e Netanyahu 

“La guerra per distruggere il programma nucleare dell’Iran è diventata la guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz”. Ma, dal punto di vista iraniano, le cose stanno diversamente: l’obiettivo non è necessariamente vincere sul piano militare, bensì far terminare il conflitto con “l’arretramento dell’Occidente in Medio Oriente”. A spiegarlo è Alessandro Orsini, precisando che un esito del genere servirebbe non solo nel presente, ma anche nel futuro: un precedente che eviti nuove operazioni come queste. Non è soltanto una questione economica, ma un simbolo di sovranità. E Orsini lo ha spiegato con un passaggio volutamente provocatorio: “Il balzello sulle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz diventa decisivo perché è il simbolo dell’arretramento occidentale”. E ancora: “La tassa è la manifestazione della sovranità dello Stato”. E, per rafforzare questa immagine, il noto sociologo ha richiamato il rapporto che c’è tra cittadini e imposizione fiscale: “Ogni volta che un cittadino italiano paga le tasse, compie un gesto di sottomissione nei confronti dello Stato”. E, nella maggior parte dei casi, questo avviene “per paura della punizione”. 

Quando anche l’Iran non riuscisse a ottenere pienamente il risultato che si prefigge, ciò che otterrebbe non sarebbe comunque scontato. Difatti, il conflitto ha già prodotto un cambiamento sostanziale sul terreno negoziale. “Avrebbe comunque bloccato il dialogo sul nucleare per dirimere questioni che, prima della guerra, non erano in discussione”, ha osservato Orsini sul Fatto Quotidiano. Non a caso, secondo quanto riportato, la linea ufficiale di Teheran è ormai esplicita: “Il programma nucleare non è oggetto della trattativa. La priorità è Hormuz”. 

L’altro dato, sicuramente non trascurabile, sta nel fatto che le conseguenze economiche di questa dinamica si stanno riflettendo in modo diretto sull’Iran, ma anche sull’Europa, e con pesi diversi. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha stimato che Teheran potrebbe perdere “170 milioni di dollari al giorno” una volta raggiunta la capacità massima di stoccaggio. Tuttavia, secondo Orsini, il conto più salato lo paga l’Unione europea. Citando Ursula von der Leyen, ricorda che “in soli 60 giorni di conflitto” la situazione è cambiata drasticamente. Sempre secondo la presidente della Commissione europea, “la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro”, fino a “quasi 500 milioni di euro al giorno”. Una cifra enorme. 

Il quadro si complica se ci si sposta negli USA e sul piano diplomatico. Donald Trump, ha sottolineato Orsini, ha fretta di chiudere un accordo sul nucleare iraniano, ma con un vincolo ben preciso: deve essere “migliore di quello raggiunto da” Barack Obama. Un obiettivo che appare piuttosto difficile da raggiungere. 

È qui che Orsini prosegue con un’altra precisazione, non meno importante. “Scoppiata la guerra in Ucraina, abbiamo sentito dire che le democrazie occidentali sono moralmente superiori alle dittature perché rispettano il diritto internazionale. Gaza ha reso evidente che era una menzogna. Alla distruzione di Gaza, Trump ha aggiunto il rapimento di Maduro e il bombardamento dell’Iran: entrambi in violazione del diritto internazionale. È interessante: una società può essere libera e vivere nella menzogna” - prosegue - “Il capo dell’esercito israeliano ha appena riconosciuto pubblicamente che i suoi soldati hanno compiuto saccheggi indicibili nelle case dei libanesi costretti a fuggire. I soldati israeliani hanno rubato divani, quadri, tappeti, televisori, motociclette. Nel frattempo, Giorgia Meloni si è opposta di nuovo alle sanzioni europee contro Israele dopo essere entrata nel board di Trump insieme a Netanyahu. È la conferma che il mio Gaza-Meloni (2025), tanto inviso a Fratelli d’Italia, diceva la verità: Meloni, Crosetto e Tajani hanno costituito un blocco nell’Unione europea per garantire l’impunità a Netanyahu, affinché possa sterminare i palestinesi senza impedimenti”. 
La conclusione è tanto drastica quanto tristemente ovvia: “Le democrazie occidentali sono capaci delle stesse nefandezze delle dittature”.  

Fonte: Il Fatto Quotidiano 

Foto © Imagoeconomica 

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