E’ un silenzio che fa più rumore di un tuono, quello del governo Meloni e dell’Unione Europea. Sono passati quattro giorni dall’abbordaggio – in puro stile pirateria – da parte dell’Idf a danno della Global Sumud Flotilla. Dal nostro Governo e dalla Ue nessuna presa di posizione netta contro il governo di Israele. Che continua a sentirsi – e ad essere – impunito, al punto di disporre la vita e la morte di chiunque ritenga suo nemico. E per essere inseriti in questa sua special list basta davvero poco. Tutto ciò non fa che aumentare il delirio di onnipotenza di uno stato grande come la Toscana. Per certi versi ricorda lo stesso delirio del capo di Cosa Nostra, Totò Riina. Che, mentre pezzi dello Stato lo cercavano col cappello in mano per trattare la fine delle stragi, lui gongolava con i suoi sodali, consapevole che le bombe pagavano bene. Anche in questo caso Netanyahu e il suo cerchio magico gongolano di fronte ai vari governanti che – anche loro col cappello in mano – si inginocchiano di fronte a lui. Che, oltre a portare il mondo intero sull’orlo di una terza guerra mondiale, continua imperterrito con il genocidio a Gaza (mentre bombarda Iran e Libano) attraverso le più indegne strategie militari. Il rapimento – perché di questo si tratta – dei due attivisti della Flotilla, Saif Abukeshek e Thiago Àvila, è solo l’ultimo schiaffo al diritto internazionale calpestato dal governo di Israele.
Che si riflette nel ghigno di quel colono israeliano ripreso dal fotogiornalista Pietro Masturzo, in un’immagine pubblicata in copertina sul settimanale l’Espresso con il titolo “L’Abuso”. Le violenze e le torture subite da alcuni attivisti della Flotilla rientrano a pieno titolo nell’abuso che Israele si sente legittimato a continuare a compiere in mezzo ad un silenzio internazionale del tutto assordante.
Qualche monito da parte del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella? Non pervenuto. Qualche appello mirato da parte del Papa? Dopo l’unico segnale di vita in quel botta e risposta con Trump, tutto sembra rientrato nella moderazione che lo contraddistingue. Una presa di posizione del Governo Meloni? Troppa grazia. Meglio limitarsi a qualche eventuale comunicato stampa di sdegno, per poi tornare col cappello in mano da Bibi. Che – in piena campagna elettorale – non aspetta altro che mostrare come trofei i due attivisti rapiti. Il racconto dell’inviato del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, anche lui a bordo della Flotilla, non lascia spazio all’immaginazione. . “Quasi tutti i 175 attivisti sequestrati a bordo – riferisce – sono stati rilasciati dopo maltrattamenti e umiliazioni sulla ‘nave prigione’ israeliana, abbiamo visto nasi rotti e lesioni consistenti, anche da proiettili di gomma. C’è molto da discutere sul comportamento delle autorità greche che li hanno privati della libertà per diverse ore dopo il rilascio, cioè dopo il trasbordo su imbarcazioni militari di Atene e infine su pullman”. Per Mantovano il dato più allarmante, di quella che a tutti gli effetti è un’escalation compiuta da Israele, con la complicità del governo greco, è la decisione di deportare sul suo territorio il palestinese con cittadinanza spagnola Saif Abukeshek e il brasiliano Thiago Àvila. “E così – sottolinea Mantovano – assistiamo alla versione israeliana delle extraordinary rendition eseguite dagli Usa dopo l’11 settembre 2001 ai danni di chiunque fosse sospettato di ‘terrorismo’ islamista, applicate però a chi ha promosso un’azione nonviolenta come la Flotilla, cioè una manifestazione pubblica in alto mare”. Di fronte al silenzio complice dei potenti, il ruolo dell’opinione pubblica assume un’ulteriore valenza. Che si traduce necessariamente in azioni non violente mirate a far sentire la propria voce, con la pretesa del rispetto del diritto internazionale. Pretendendo il rilascio immediato degli attivisti rapiti. Prima che “l’israelizzazione” della società, di cui ha parlato Francesca Albanese in occasione della manifestazione di Taranto per il primo maggio, prenda il sopravvento. “Ecco perché la Palestina è così importante – ha sottolineato Albanese – non solo per ciò che subisce, ma per ciò che ci insegna. Perché la Palestina ci mostra da anni che un’alternativa esiste, che l’interconnessione delle lotte è fondamentale perché serve a connettere la gente, unità dei popoli e unità delle lotte”.
Francesca Albanese © Imagoeconomica
La Relatrice Speciale delle Nazioni Unite (sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967) ha sottolineato l’importanza di un “movimento globale” che “propone una strategia concreta di tagliare la complicità dal basso, attraverso ciò che compriamo, attraverso gli investimenti che facciamo”. “Questa è una forma di lotta intelligente – ha rimarcato con forza – perché attiva il potere che abbiamo non solo come elettori, ma come consumatori. È un potere reale”. Quello di cui bisogna riappropriarsi adesso, per restare umani.
A futura memoria
Nella lettera alla figlia che Thiago Ávila ha dettato oggi al suo avvocato dal carcere israeliano dove si trova prigioniero, è racchiusa l’essenza di chi si ostina a lottare contro il genocidio a Gaza.
Cara Teresa,
mi dispiace di non essere a casa con te in questo momento.
Purtroppo tuo padre, tua madre e tante persone in tutto il mondo hanno compreso il compito storico che abbiamo la responsabilità di portare a termine.
Oggi più di un milione di bambini stanno subendo un genocidio, vengono lasciati morire di fame, subiscono amputazioni senza anestesia e soffrono a causa di idee orribili e cariche di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo.
Sono sicuro che ti manco moltissimo, e anche tutte le madri e i padri dei bambini palestinesi sentono terribilmente la loro mancanza e darebbero qualsiasi cosa per vivere una vita di amore, felicità e gioia che ogni essere umano merita, indipendentemente da razza, religione, etnia o qualsiasi altra caratteristica.
Il tuo mondo sarà più sicuro perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un mondo migliore per te.
Spero che un giorno tu possa capire che, proprio perché ti amo così tanto, non c’era nulla di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio.
Ti prego di ricordare tuo padre come la persona che ti cantava e suonava la chitarra per farti addormentare. E quando crescerai, la tua mamma ti dirà anche che tuo padre era un rivoluzionario e che, anche di fronte alle persone più terribili al mondo — Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Itamar Ben-Gvir — è rimasto saldo nella convinzione di costruire un mondo migliore.
Per favore, non dimenticare la Palestina!
Con tutto il mio amore
Thiago Ávila
Foto di copertina tratta da @gbsumudflotilla
ARTICOLI CORRELATI
Israele abborda la Global Sumud, arrestati 175 volontari in acque internazionali: ''E’ pirateria''
“Solo le bombe capiscono”: Trump, l’Iran e la notte in cui il Golfo può esplodere
L’Iran negozia con Mosca mentre Trump, disperato, convoca la situation room
Trump estende la tregua in Libano sempre violata da Israele
