La nuova edizione in libreria in vista dell'anniversario delle stragi
"La mafia ha vinto", il libro-intervista di Saverio Lodato a Tommaso Buscetta, edito da Mondadori, va in ristampa per la quattordicesima volta e, in occasione delle commemorazioni delle stragi di Falcone e Borsellino, torna in libreria con una nuova copertina.
Buscetta, il primo grande pentito di mafia che ha tolto il velo a Cosa Nostra quando questa conquistava potere a suon di bombe, un anno prima di morire nel 2000 a Miami, tramite la penna dello storico giornalista, tracciava un quadro disarmante e pessimista della lotta alla mafia, in cui non risparmiava la responsabilità politica.
Nonostante i maggiori boss criminali e sanguinari fossero dietro le sbarre e in molti sostenessero che la mafia aveva perso, secondo il collaboratore di giustizia la mafia era riuscita a salire al potere, facendo ben intendere che quella dietro le sbarre altro non è che la parte militare.
Un dato di fatto, come abbiamo ricordato anche in altre occasioni.
Lo dicono i numeri, laddove la mafia, secondo le stime (per difetto), possiede un capitale economico pari a tre volte tutte le società quotate in Borsa.
Per capire l'evoluzione, questa pubblicazione è certamente importante perché, come scritto dal nostro direttore Giorgio Bongiovanni, la lotta per la ricerca della verità sulle stragi e sui rapporti tra Stato e mafia non è ancora finita.
Ci sono state inchieste e processi che hanno cercato di togliere la maschera alla mafia degli “invisibili” che siedono in posti di potere, ma già alla fine del 1999, nell'intervista, Buscetta spiega il salto evolutivo della mafia. All'epoca il collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi aveva già fatto i nomi di Dell'Utri e Berlusconi, e Buscetta lo indica come un pentito chiave da spremere per comprendere le nuove evoluzioni.
"Leggendo il testamento di Tommaso Buscetta - scriveva nel 2017 - si capisce che i nuovi mafiosi sono i successori dei grossi boss siciliani e americani: i Provenzano, i Riina, i Gambino, i Genovese, i Lucchese ecc.; divenuti avvocati, dottori, sindaci, banchieri e finanzieri, che pensano e agiscono però come dei feroci e spregiudicati capimafia. Un libro che fa capire in modo chiaro ed incalzante come il sogno della mafia italoamericana di entrare nella testa di comando si è avverato in silenzio, mentre molti erano impegnati a sventolare ciecamente la bandiera della vittoria contro la mafia".
"Lo storico pentito - ricorda Bongiovanni - svela i nomi di cui era venuto a conoscenza nei salotti mafiosi di Palermo e in quelli oltre oceano, dove per anni aveva vissuto, smascherando un sistema di potere che va ben oltre la coppola e la lupara e che si basa nel secolare patto tra la mafia e parti dello Stato. In “La mafia ha vinto” Buscetta ci indica dove cercare i probabili mandanti esterni della strage di via Carini, dove morirono il Generale dalla Chiesa, la moglie e l'agente di scorta; delle stragi di Capaci e via d'Amelio, che fecero saltare in aria i giudici Falcone e Borsellino assieme alla moglie di Falcone e ai rispettivi agenti di scorta, e delle successive bombe e stragi in continente".
Acquista il libro: La mafia ha vinto
Foto originale © Paolo Bassani
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