Nel nuovo episodio del podcast “Duemila Secondi” di ANTIMAFIADuemila, il capo redattore Aaron Pettinari e il redattore Francesco Ciotti analizzano due temi cruciali: la ricerca della verità sulle stragi del ’92 e il significato attuale del 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo.
Si parte dalla decisione della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca contro l’ordinanza della GIP Graziella Luparello, la quale aveva rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione e disposto nuove indagini sui mandanti esterni della strage di via d’Amelio. Una pronuncia che, sottolinea Pettinari, “è importante perché viene data ragione alla giudice, che aveva indicato 43 punti di approfondimento investigativi sui mandanti esterni nelle stragi del 1992”.
Tra i filoni aperti, le piste su Paolo Bellini e Marcello Dell’Utri e, soprattutto, la presenza di ambienti eversivi neri in Sicilia, su cui proprio a Caltanissetta si sta indagando nel processo a carico dell’ex carabiniere Walter Giustini e di Maria Romeo, compagna del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero. “La Gip chiede che non ci si fossilizzi in maniera mistica sulla vicenda mafia-appalti, su cui si sta concentrando la procura insieme alla Commissione antimafia, ma che si debbano fare tutte le indagini possibili”, spiega Pettinari, citando acquisizioni su Gladio, interrogatori di Giovanni Falcone, analisi sugli esplosivi e nuove comparazioni di DNA.
Dura la replica alla posizione del procuratore De Luca, che ha parlato di richieste “abnormi”: “Non sono richieste abnormi, è nelle facoltà del gip dare impulso alle indagini”. E ancora: “La ricerca della verità sulle stragi è non solo necessaria ma doverosa, la pista mafia-appalti non spiega quanto avvenuto nel 1992-93”. Citato anche l’esposto dell’avvocato Luigi Li Gotti al CSM.
Poi lo sguardo si sposta sul 25 aprile. Se la Liberazione dal nazifascismo resta “una vittoria partigiana”, oggi, denuncia Ciotti, l’Italia vive una sovranità limitata: “Siamo un Paese senza alcuna autonomia strategica, invaso da 120 basi militari statunitensi”. Dalla base di Sigonella ai sistemi MUOS, fino alle testate nucleari di Ghedi e Aviano, “forniamo il nostro territorio alle guerre statunitensi, quindi liberazione da cosa?”.
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